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Ancora poche settimane per salvare Confronti

by redazione

«Al lupo, al lupo!». Non dire che sei in pericolo se non lo sei veramente, diceva un famoso detto popolare… altrimenti, quando lo sarai sul serio, nessuno ti salverà. Dunque lanciare ripetuti allarmi può essere controproducente e Confronti non lo ha mai fatto. Ci siamo limitati, in alcune occasioni, a informare sulle difficoltà che una rivista come la nostra, culturale, divulgativa e di approfondimento (senza sponsor pubblicitari!), spesso deve affrontare per rimanere su piazza. Utilizzo la parola «piazza», e non edicola o libreria, proprio perché l’edicola sarebbe, più che una speranza, un sogno. Fino a poco tempo fa trovare Confronti nelle librerie era la normalità: colossi come la Feltrinelli non avevano problemi a divulgare le riviste culturali nei propri punti vendita, anzi era loro prerogativa e ne erano orgogliose. Oggi invece hanno deciso di sbarazzarsi dei prodotti consultabili come Confronti (che era in effetti poco acquistata), per far posto a quelli più «vendibili». Per carità, non è stata presa di mira solo la nostra rivista, non siamo ancora arrivati al paranoico senso di persecuzione: la nostra, insieme a tante altre, dagli scaffali è stata «eliminata».

Ci sentiamo quindi come in una di quelle trasmissioni televisive dove il «televoto» del pubblico decide la sorte dei concorrenti: lottiamo per non essere «nominati». Ogni mese mettiamo la nostra faccia pubblicando articoli, storie, approfondimenti, proponendo idee… nelle pagine di Confronti infatti potete leggere i nostri difetti così come i nostri pregi, le nostre paure e le speranze, le nostre opinioni ma anche quelle degli altri. Siamo dunque anche noi nelle vostre mani, ci potete giudicare, potete osservare il nostro operato, decidere dunque se darci ancora una possibilità, rinnovandoci la vostra fiducia, oppure se «staccare la spina» che ci tiene in vita, il vostro abbonamento: attualmente la nostra unica àncora di salvezza.

Confronti, così come la Cooperativa Com Nuovi Tempi, in questi ultimi tre anni ha dovuto affrontare molte difficoltà. Le abbiamo affrontate con dignità, con sempre maggior impegno lavorativo ed emotivo, sperando di poter arrivare, seppur con fatica, agli auspicabili «tempi migliori». Ma questi tempi non sembrano arrivare. Noi invece siamo arrivati a ciò che si chiama «passivo di bilancio» grave, che si accumula di anno in anno e che ci vede costretti, entro il 31 dicembre di quest’anno, ad affrontare l’inevitabile: la chiusura. Che verrebbe poi formalizzata a maggio 2012, in occasione della prossima assemblea dei soci.
Tra le cause principali della nostra situazione, vi è innanzitutto il calo di abbonamenti e poi l’aumento dei costi generali: si pensi per esempio all’aumento delle tariffe per la spedizione postale delle riviste, da quando è stata eliminata la tariffa agevolata. La crisi economica del Paese colpisce tutti e induce molti a «stringere la cinghia», tagliando sulle spese non «di prima necessità». Certo, non saremo importanti come il pane, il latte o il mutuo da pagare, però riteniamo comunque di avere un valore culturale e civile non facilmente «monetizzabile» ma non per questo irrilevante. Nel nostro piccolo, difendiamo e diffondiamo i valori della laicità, del dialogo, del pluralismo e della democrazia.

Cosa si può fare per Confronti? Crediamo molto alla grande forza che può sfociare dalla solidarietà. Come dipendenti, contrattualizzati part-time, abbiamo deciso di rimboccarci le maniche dando per primi il buon esempio e, oltre a lavorare di fatto full time per tentare di salvare «la baracca», come già facciamo,abbiamo fatto un ulteriore sacrificio, rinunciando del tutto allo stipendio di dicembre prossimo. Abbiamo inoltre deciso di lanciare una campagna di sottoscrizione straordinaria per salvare Confronti e stiamo cominciando a raccogliere significative adesioni da persone vicine alle nostre realtà, come le Chiese evangeliche e le Comunità di base. Attestati di stima continuano ad arrivare dal mondo accademico, intellettuale, politico e dell’informazione: in molti ci ribadiscono il loro affetto e ci ripetono quanto Confronti sia importante nel panorama culturale e informativo italiano. Ci auguriamo che a queste «pacche sulle spalle» seguano impegni concreti. Chiediamo a tutti i lettori, i soci della Cooperativa e gli amici di contribuire come possono. Ogni aiuto sarà preziosissimo: dai 5 o 10 euro, per chi non può fare di più, fino ai 100, 200, 500, 1.000 e più. Inoltre, stiamo organizzando iniziative di autofinanziamento come concerti, cene, dibattiti e altro.

Un segnale importante sarà l’adesione alla campagna abbonamenti. Vi chiediamo uno sforzo in più quest’anno: più abbonati avremo entro dicembre, maggiore sarà la possibilità di scongiurare la chiusura. Oltre a rinnovare il vostro abbonamento, regalatene uno a un amico, a un parente, a un vicino di casa… fate conoscere Confronti ai giovani, che spesso non possono permettersi di pagare 50 euro. Divisi per 365 giorni, fanno meno di 14 centesimi al giorno: se in tanti deciderete di spenderli per Confronti, ci darete la forza di poter continuare e ci darete soprattutto energia e consapevolezza del fatto che voi ci siete e non ci lasciate soli.

Siamo certi che ce la faremo e, se così non sarà, vorrà dire che, come si dice in questi casi, purtroppo saremo costretti a portare i libri in tribunale.

Gian Mario Gillio

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