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«Scientia in rebus est», di Federico Mussano

by redazione

Federico Mussano, «Scientia in rebus est – comunicare e conoscere per  enigmi»,

UniversItalia, 86 pagine, 10 euro.

 

I servizi radiotelevisivi e di giornali non mancano di riflettere una certa stagionalità, un rapportarsi ai mesi dell’anno. Nello scorso dicembre tuttavia si sono notati articoli non solo riferiti alle festività natalizie e agli eventi che dicembre reca con sé: un fatto nuovo è consistito nella celebrazione del centenario del 21 dicembre 1913, invenzione del cruciverba da parte di Arthur Wynne.

Forse coincidenza o forse deliberato tentativo di esplorare il mondo enigmistico (gioco, comunicazione, forma espressiva dotata di un suo linguaggio e di interattività con il divenire della lingua), ad ogni modo va registrata la pubblicazione, proprio nello scorso dicembre, del quarto volume della collana Olos, editore UniversItalia.

Sotto la direzione di Francesca Dragotto (docente di Linguistica all’Università di Roma Tor Vergata), la collana Olos – Area Linguaggi & Comunicazione già nei primi tre testi aveva indagato su fenomeni massmediatici con forte ancoraggio alla linguistica ma, al tempo stesso, con una marcata propensione interdisciplinare.

Il nuovo volume è curato da Federico Mussano, enigmista ma soprattutto esperto di rebus, così da porre al centro del testo quel gioco che, ancor più di altre espressioni dell’arte della Sfinge (cruciverba? non solo ma anche sciarade, palindromi e altri giochi), si avvale per la sua interpretazione e soluzione (e quindi per la sua capacità di comunicare, conoscere e far conoscere per enigmi) di «un insieme di indizi provenienti da diversi linguaggi e canali sensoriali, una gamma di frammenti ora apertamente ora velatamente significativi sottoposti dall’interpretante a un’operazione di cucitura finalizzata alla restituzione di un unicum, lo stesso presente alla mente dell’autore dell’opera» secondo quanto scrive Francesca Dragotto nella premessa, dopo aver precisato come Scientia in rebus est sia la ripresa di un passo di Sant’Agostino volutamente forzato per rendere ambiguo il termine «rebus».

I confini del gioco con le parole vanno ben al di là dell’enigmistica e della ludolinguistica, dal cimentarsi con rebus ed enigmi vari (in forma crittografica o con «esposto» – per usare un termine del gergo caro ai seguaci di Edipo – in versi) al rilevare combinazioni particolari, o sequenze curiose, di lettere nei meandri di un dizionario della lingua italiana. Ecco dunque Enzo Caffarelli (direttore della RIOnRivista italiana di onomastica nonché studioso dei complessi rapporti tra lessico e nomi propri) mostrarci come il cognome Verticale (che tanto ricorda le definizioni delle parole crociate) esista, sia pure con rare attestazioni solo in Lombardia, mentre in Sardegna abbondino le palindrome Anna Sanna…

In appendice un’originale panoramica di Diego Scipioni sugli agionimi: nomi di santi in tutta Europa (molto interessante la storia di Ouidio, poi Sant’Audito di Braga invocato a protezione dell’udito) passati attraverso processi linguistici e deformazioni difficilmente ricostruibili tra devozione e gioco agionomastico.

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