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La Rosa Bianca. Giovani contro Hitler

by redazione

Lorenzo Tibaldo,

«La Rosa Bianca. Giovani contro Hitler»,

Claudiana, Torino 2014,

215 pagine, 14,90 euro

Sophie e Hans Scholl, Alexander Schmorell, Willi Graf, Cristoph Probst, di professione studenti e Kurt Huber, professore. Questi i membri de La rosa bianca («die Weise Rose»), gruppo attivo dal giugno 1942 al febbraio 1943 in azioni di protesta e incitamento all’insubordinazione della popolazione tedesca nei confronti del regime nazionalsocialista. Sebbene per la maggior parte non fossero che ragazzi, i membri de La rosa bianca ebbero il coraggio di denunciare le atrocità di un sistema basato sull’iniquità, sul razzismo e il disprezzo del «diverso». Coraggio per il quale la Germania dell’epoca decreto la morte per decapitazione.

Lorenzo Tibaldo, nel ripercorrere la storia di quegli anni e soprattutto le riflessioni dei protagonisti de La rosa bianca, compone un libro di grande interesse con delle caratteristiche che lo rendono, potenzialmente, un utile strumento in ambito didattico. La riflessione sul ruolo della cultura e, infatti, centrale nei pensieri di questi giovani rivoluzionari, come anche della necessita del confronto con gli altri per la formazione e la crescita interiore degli individui. Pensieri da un lato eccezionali, soprattutto se paragonati al mortifero conformismo propugnato dai nazisti, ma dall’altro scaturiti con la semplicità tipica di menti abituate al dialogo ed educate a riflettere sulle connessioni fra ciò che e bello e ciò che e buono. Basti pensare alle parole della stessa Sophie Scholl, quando, riferendosi ai benefici che ha la mente nell’accostarsi ed aprirsi alla musica, dice che «la ricompensa e un cuore liberato dalle proprie catene, un cuore senza pregiudizi, un cuore che e diventato sensibile all’armonia e a ciò che e armonico, un cuore che ha aperto le proprie porte all’azione dello spirito». Questa corrispondenza di pensiero e azione e certamente un lascito molto importante, che rende La rosa bianca un movimento eternamente giovane, da cui c’e ancora molto da imparare.

Michele Lipori

(pubblicato su Confronti di giugno 2015)

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