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«I migranti» di Youssouf Amine Elalamy

by redazione

Youssouf Amine Elalamy

«I migranti»

Il canneto, 2015, 104 pagine, 12 euro

 

di Michele Lipori

I migranti è un libro di storie. Non tutte queste storie sono vere, nel senso che non appartengono a persone realmente esistenti. Ogni capitolo racconta la storia verosimile, dunque non vera ma neanche del tutto falsa, di persone che decidono, più o meno di loro volontà, di lasciare i propri paesi di origine per andare in Europa. «Tieni, prendili. Non li ho contati ma basta vederli, ce n’è un bel po’. Nella mia vita non ho mai avuto in mano così tanti soldi e se queste mani potessero parlare te lo direbbero anche loro che non hanno mai tenuto così tanti soldi. Io penso che tutto questo sangue nei miei occhi e nei miei sogni solo il mare può lavarlo».

Il viaggio nel Mediterraneo è, dunque, il vero filo conduttore di queste storie, immaginarie ma plausibili, di persone che hanno affrontato l’ignoto per una prospettiva di vita migliore. Altra costante è la tragedia di un sogno che non solo non si avvera, ma che diventa incubo che si infrange sulle coste al di qua del Mediterraneo. «Se non ci fosse stato tutto quel blu davanti a lui, se la sarebbe fatta a piedi. Nessuna foresta da attraversare, nessuna montagna da scalare, nessuna scogliera. Non avrebbe neanche dovuto chiedere indicazioni. Sarebbe semplicemente partito, camminando sempre dritto davanti a sé, il sole alle spalle, senza mai guardarsi indietro. Laggiù, in lontananza, sotto un cielo grigio, c’era la Spagna – Sbania!».

Quelle dei tredici protagonisti (anzi tredici più uno, dato che una di esse è una donna incinta) sono storie di disperazione mista a speranza. L’intento dell’autore è stato principalmente quello di ridare umanità a quelle persone che nei nostri telegiornali sono solo corpi, oppure numeri da inserire in qualche statistica. La miseria da cui provengono, come anche la morte in mare: le storie dei protagonisti raccontano di costellazioni, di aspirazioni e desideri, che fanno comprendere la complessità delle relazioni umane.

Elalamy è nato a Larache, in Marocco, nel 1961. Nel suo paese ha fondato il Moroccan Pen Club, un’associazione culturale formata da scrittori. Il suo primo romanzo, Un marocain à New York, del 1998, ha vinto il premio British Council International per il viaggio. I migranti, nella sua prima versione francese dal titolo Les clandestins, ha vinto il Premio Mediterraneo «Le plaisir de lire» nel 2010.

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