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NO ALLA VIOLENZA. Noi con Antigone

by redazione

di Elio Rindone

In occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, si terrà presso il teatro Antigone di via Vespucci 42 (Testaccio) un incontro sull’omonima tragedia di Sofocle, a cura delle Biblioteche di Roma, l’Ambasciata di Grecia, il Municipio I Roma Centro.

La vicenda di Antigone, una giovane donna su cui si abbatte la violenza del potere maschile, può essere considerata paradigmatica della condizione di subordinazione di tante donne che anche oggi, sia all’interno della famiglia che nel più vasto ambito della società, soggiacciono all’arbitrio degli uomini. I vari interventi previsti nel programma della manifestazione affronteranno le diverse sfaccettature della tragedia, le cui tematiche, che non si esauriscono certo nel contrasto uomo-donna, sono estremamente attuali: limiti del potere, forza vincolante della legge umana, suo rapporto con quella divina.

Una questione, in particolare, vogliamo mettere in evidenza: perché Antigone si ribella all’ordine di Creonte, il nuovo signore di Tebe?  Perché ama il fratello più della propria vita, come spiega nel confronto-scontro con la sorella, Ismene: «Sento che bello sarà morire compiendo quest’atto: amata, con lui amato io giacerò».

A nulla valgono i tentativi di Ismene che, per farla desistere, le ricorda che «siamo due donne che contro l’uomo non potranno lottare,e che siamo comandate da forti per cui a noi non resta che obbedire», che l’impresa è insensata perché «la prova appare disperata», che «le imprese impossibili non conviene tentarle». Antigone, infatti, respinge come “pretesti” gli argomenti della sorella, che del resto ha subito chiarito la logica che ispira le proprie azioni: «quale vantaggio io potrei ottenere?». Ecco: la logica dell’interesse egoistico è assolutamente incompatibile con quella dell’amore!

Antigone soccomberà a un potere autocratico, blindato nelle proprie certezze,che rinnega la dignità dei sudditi, neanche meritevoli di ascolto, e che causa così ulteriori indicibili sofferenze, ma il suo coraggio resta un incitamento a non asservirsi al potere.

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