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Ortodossia: Hilarion ha disdetto un viaggio a Istanbul

by redazione

di David Gabrielli

Dato l’aggravarsi dei rapporti Mosca-Ankara, il metropolita Hilarion ha disdetto un viaggio a Istanbul. Un segnale preoccupante in vista del Concilio panortodosso.

L’asperrimo contrasto russo-turco (per la vicenda dell’aereo russo abbattuto dai turchi), oltre le preminenti conseguenze geopolitiche, ne avrà anche altre, di carattere religioso, che potrebbero mettere in forse il Concilio panortodosso la cui apertura era programmata per il 16 maggio prossimo? La domanda s’impone, e a sollevarla è una vicenda all’apparenza minore. Il 25 novembre il metropolita Hilarion di Volokolamsk, presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del patriarcato di Mosca, ha infatti cancellato una sua visita a Istanbul, organizzata per presentare un libro del patriarca Kirill insieme con il patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo I, e con l’ambasciatore della Russia in Turchia.

Di per sé, nessun collegamento vi era tra la presentazione del libro e la vicenda dell’aereo. Bartolomeo è però cittadino turco: come avrebbe potuto fare gli onori di casa al rappresentante di un paese accusato da Ankara di avere deliberatamente violato il suo spazio aereo? E come avrebbe potuto, Hilarion, incontrare il “primus inter pares” tra i gerarchi dell’Ortodossia, di nazionalità turca, facendo finta di niente? In un’ora così drammatica nei rapporti russo-turchi, avrebbero mai potuto incontrarsi, il “ministro degli esteri” della Chiesa russa e il patriarca ecumenico, senza fare una dichiarazione comune sulle divergenze geopolitiche che lacerano Ankara e Mosca? Ma che dire, in questa dichiarazione, visto che, verosimilmente, i due sostengono (o debbono sostenere) le tesi – tra loro del tutto inconciliabili – dei rispettivi governi?

Il presidente russo Vladimir Putin, d’altronde, ha vivissimamente sconsigliato i suoi connazionali di recarsi in Turchia. Se, da gennaio a maggio, la crisi in qualche modo non si risolvesse e, anzi, si aggravasse, potrebbe la delegazione ortodossa russa raggiungere Istanbul per partecipare all’atteso Concilio? E se in quell’Assemblea mancasse la Chiesa russa, che da sola rappresenta la metà dei duecento milioni di ortodossi nel mondo (vedi Confronti 1/2015), che senso avrebbe quel Concilio?

Naturalmente, in una situazione geopolitica incandescente, il Concilio potrebbe anche diventare un’occasione privilegiata, per le Chiese ortodosse, in prima fila quella russa e quella di Costantinopoli, per lanciare un solenne appello al dialogo e alla riconciliazione tra Ankara e Mosca. L’impresa è ardua, ma non impossibile: e così a cinque mesi dal desiderato evento, speranze e preoccupazioni si alternano; difficile fare previsioni. Il mancato viaggio di Hilarion è comunque un segnale da non sottovalutare.

 

(pubblicato su Confronti di gennaio 2016)

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