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La Brexit e le lotte interne dei Tories

by redazione

di Simone Maghenzani (docente di Storia moderna, Università di Cambridge)

Il referendum del 23 giugno vedrà il Regno Unito decidere della propria adesione all’Unione europea: non un fatto nuovo nella storia britannica. Già nel 1975 il paese venne chiamato alle urne per approvare la partecipazione al mercato comune europeo, con un referendum indetto dal primo ministro laburista, Harold Wilson. Oggi come allora il dibattito non coinvolge i temi dell’identità europea delle isole britanniche, o il ruolo di Londra sullo scacchiere internazionale. Se nel 1975 la decolonizzazione era fatto ancora recente, e si poteva pensare al Regno Unito come punto originale di intersezione tra la tradizionale “relazione speciale” anglo-americana, il Commonwealth, e l’Europa, oggi l’eredità dell’impero è lontana, e partner commerciali nuovi sono al centro della scena.

Tuttavia, le due consultazioni sono assai simili. Se nel 1975 il referendum aveva l’obiettivo di tenere insieme il partito laburista, con una sinistra interna preoccupata che le decisioni di politica industriale sarebbero state prese a Bruxelles e non più a Westminster (tra gli oppositori di allora all’adesione al mercato comune, l’attuale leader del Labour, Jeremy Corbyn), oggi il referendum non ha altra ambizione che quella di David Cameron di mantenere l’unità del partito conservatore. Con uno Ukip capace di mettere il fiato sul collo dei Tories in molte elezioni, e soprattutto con un partito conservatore diviso, l’accordo negoziato da Cameron con l’Europa non è altro che un timido tentativo di resistere alla propaganda degli euroscettici. Tagli ai benefit per gli immigrati europei e rifiuto di una prospettiva unitaria più forte per l’Ue sono un inefficace argine all’opposizione interna.

Accordo assai infruttuoso per Cameron, visto che cinque dei suoi ministri (tra cui il reazionario Michael Gove, ministro della Giustizia) si sono dichiarati a favore della Brexit, cosi come l’uscente sindaco di Londra Boris Johnson. Una nuova “gang of six” (il gruppo all’interno dei Tories che fece perdere la poltrona di primo ministro a Maggie Thatcher nel 1990), interessata alla successione nella leadership conservatrice più che all’indipendenza del Regno Unito da Bruxelles. Con Cameron a fine carriera (al suo ultimo mandato, che potrebbe essere interrotto bruscamente in caso di perdita del referendum), la partita sembra tutta per la successione, tra i tatticismi euroscettici di Johnson e il neoliberalismo fatto di tagli del ministro dell’Economia, George Osborne, per nulla inviso a Bruxelles. Le due anime del partito conservatore – la City con i suoi interessi sul continente, e la piccola borghesia spaventata dall’immigrazione – si fronteggiano, mentre ai vertici lotte tra élites raccontano solo di riposizionamenti strategici. Sulla pelle di un paese che potrebbe disintegrarsi, con una Scozia alla vigilia di un nuovo referendum per l’indipendenza, in caso di uscita dalla Ue, e una Irlanda del Nord di cui nessuno sa predire il futuro. In questo quadro, le opposizioni sono incapaci di dire parole forti, con un Jeremy Corbyn sempre più scommessa fallita della sinistra, dopo anni di blairismo e avventure di guerra.

Si potrà pensare che questa non sia altro che un’analisi politicista della realtà. Immigrazione e lavoro sono sicuramente le istanze più sentite, e dare colpa della cattiva gestione delle politiche migratorie e della mancanza di politica del lavoro all’Europa è la carta vincente di tutti i populismi. Tuttavia, l’incapacità del fronte del no all’uscita dall’Europa di costruire un racconto differente dell’Unione, e la mancanza di un piano di riforma dell’Europa che non preveda l’abbandono del campo, svelano un dramma politico. L’isolamento del Regno Unito dalla scena europea, e la natura tutta interna dello scontro al fronte conservatore, descrivono infatti una storia più antica, quella del declino delle cause liberaldemocratica e socialista nel Regno Unito come nel resto d’Europa.

 

(pubblicato su Confronti di Aprile 2016)

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