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Referendum costituzionale: due appelli contrapposti

by redazione

Mondo cattolico – o, almeno, una sua parte, quella parte che potremmo definire “conciliare” – spaccato sul voto da dare nel referendum sulle riforme costituzionali sul quale si voterà a ottobre, dato che anche la Camera (il 12 aprile) ha approvato definitivamente quanto già varato dal Senato. Il 21 marzo, infatti, è stato presentato a Roma un “Appello dei Cattolici del No” che invita appunto a respingere – nel referendum – le modifiche alla Costituzione caldamente invece sostenute dal governo Renzi. Il 18 aprile, poi, è stato reso noto un altro e ben diverso Appello, che critica nel merito il precedente e, invocando il rispetto della laicità, ribadisce il rifiuto di motivazioni religiose sia per votare NO che per votare SI’.

Pubblichiamo integralmente i due testi, con le firme che fin qui hanno raggiunto; e gli indirizzi email ai quali chi lo voglia può inviare la propria adesione.

 

Appello dei Cattolici del No

La posta in gioco tra il Sì e il No nel prossimo referendum costituzionale non è il Senato ma è l’abbandono della Costituzione vigente e la sua sostituzione con un sistema di democrazia dimezzata in cui i valori e i diritti riconosciuti nella prima parte della Carta, da cui dipendono la vita, la salute e la possibile felicità dei cittadini, sarebbero isolati e neutralizzati per lasciare libero campo al potere del denaro e delle sue istituzioni nazionali e sovranazionali. Questo, col supporto di una legge elettorale congegnata per dare tutto il potere a un solo partito, è il disegno delle riforme istituzionali oggi sottoposte al popolo come nuove, ma concepite da vecchi politici, nostalgici dei modi spicciativi di governo di un lontano passato.

Mettendo mano alla Costituzione questi politici vogliono riaprire vecchie questioni di democrazia risolte da tempo e da cui non si può tornare indietro: divisione dei poteri, sovranità popolare, fiducia parlamentare ai governi senza vincolo di disciplina di partito, libertà e diritti sottratti all’arbitrio dei poteri, anche se espressi dalle maggioranze. Si sarebbero dovute fare al contrario riforme rivolte al futuro, a partire dalla domanda sul perché i diritti al lavoro e a condizioni economiche e sociali che non impediscano il pieno sviluppo della persona umana, pur sanciti in Costituzione, non si sono mai realizzati, e non certo per colpa solo del Senato. È questa domanda, non quella sul numero dei senatori, che avrebbe risvegliato la coscienza pubblica, a cominciare dai giovani oggi così disperati, e curato la piaga sociale dell’assenteismo e dell’indifferenza.

La Costituzione è un bene comune e, pur provenendo ciascuno da parti diverse, comune deve essere la battaglia di uomini e donne per la sua cura e la sua difesa, ognuno lottando però con i suoi colori e con le sue bandiere. I cristiani già altre volte, in momenti cruciali della storia della Repubblica, sono stati determinanti con le loro scelte nei referendum per un avanzamento della democrazia e della laicità e per tenere aperta la via di vere riforme. Oggi come cattolici ci sentiamo di nuovo chiamati a votare NO alle spinte restauratrici, e così ci saranno dei “Cattolici del No” in questo referendum. Allo stesso modo speriamo nell’impegno di molti altri cristiani di ogni denominazione e confessione. Ugualmente voteranno No moltissimi che cristiani o credenti non sono, magari anche più motivati e determinati di noi. Ma noi, che pur non siamo soliti nominare la fede nella lotta politica, questa volta diciamo No proprio come cattolici, rispettando in ogni caso quanti saranno spinti da motivazioni diverse.

Prima di tutto votiamo No per una questione di giustizia. Se, nel suo significato più elementare, la giustizia è “la correttezza di una pesata eguale”, lo scambio che ci viene proposto, di dar via metà della Costituzione per avere in cambio ancora Renzi al potere, non è giusto. Renzi e la Costituzione non hanno lo stesso peso, e mentre il primo non ci è costato niente (non lo abbiamo nemmeno eletto) la Costituzione ci è costata molto, in pensiero e martiri anche nostri. Perciò, come voto di scambio, Renzi contro la Costituzione è uno scambio ineguale.

Di conseguenza, se in questo gioco d’azzardo con la Costituzione, Renzi, perdendo, vorrà lasciare il potere, ce ne faremo una ragione. Ma avremo salvato l’idea che ci vuole un minimo d’equità anche in un baratto.

In secondo luogo votiamo No per una questione di verità. Non è vero che la Costituzione vigente è vecchia, tant’è che da vent’anni si cerca di cambiarla. Vero è che da vent’anni essa resiste, anche grazie a imponenti voti popolari. Vecchia è invece la proposta “Costituzione nuova”, che dà più potere al potere e meno potere ai cittadini, in ciò tornando allo Statuto albertino concesso dal re e finito in Mussolini. Ma è un’illusione che dia più potere a Renzi e a Boschi, che già conosciamo; in realtà darà più potere e forza esecutiva a uno di quei mangiapopoli arruffoni e razzisti che oggi circolano in Europa e che facilmente, col marketing delle agenzie pubblicitarie e dei telefonini scambiati per modernità, potrà insediarsi a palazzo Chigi e nei 340 seggi di replicanti assegnatigli per legge nella Camera residua, con tutti i poteri compreso il diritto di guerra.

Non è vero che con la nuova Costituzione si ridurranno i costi della politica. I deputati restano 630, le spese delle province ricadranno su altri enti, il Senato rimane a gravare sul bilancio pubblico col suo palazzo e tutto il suo apparato, anche se viene ridotto ad un club nobiliare per consiglieri regionali e sindaci che passeranno a Roma uno o due giorni alla settimana (sicché il Senato sarà il primo Ufficio Pubblico a brillare per l’assenteismo del suo personale).

In terzo luogo votiamo No per una questione di patriottismo costituzionale. Consideriamo la Costituzione la nostra Patria, sia come cittadini che come cattolici. Come cittadini temiamo che il crollo dell’architettura della Repubblica causato dalla ristrutturazione in corso travolga anche i diritti e i valori fondamentali. Come cattolici ci sentiamo figli della Costituzione perché, benché inattuata, mette al di sopra di tutto la persona umana e perché fa del lavoro, che una volta era considerato il compito abbrutente del servo, il fondamento stesso della Repubblica e il diritto col quale sta o cade la dignità del cittadino.

Infine votiamo No per coerenza storica. Per secoli si è chiesto alla Chiesa di riconoscere la sovranità del diritto e la divisione dei poteri, e sarebbe assurdo che proprio ora che il papa le ha solennemente proclamate all’Onu, i cattolici italiani ne abbandonassero la difesa per tornare a quella vecchia, decrepita, infausta cosa che è l’uomo solo al comando e tutti gli altri a dire di sì.

Ma coerenza storica ci impone di votare No anche perché i cattolici in Italia hanno messo il meglio di sé nella Costituzione repubblicana. È la cosa migliore che hanno fatto nel Novecento. Dopo la scelta antiunitaria e revanscista della questione romana, dopo la sconfitta del Partito popolare, dopo l’acquiescenza al fascismo, e grazie alla partecipazione alla Resistenza, la Costituzione è stato il dono più alto che i cattolici, certo non da soli, hanno fatto all’Italia. Ora si dovrebbe cambiarla per portarla su posizioni più avanzate (più diritti, più sicurezza sociale, lavoro, cultura, più garanzie contro la cattiva “governabilità” e l’arroganza della politica), non certo sfasciarla.

Queste sono le ragioni, laiche e sacrosante, del nostro No alla rottamazione costituzionale.

Hanno aderito all’appello:

Anna Falcone, avvocata, Domenico Gallo, magistrato, Raniero La Valle, giornalista, Raffaele Nogaro, vescovo emerito di Caserta, Alex Zanotelli, missionario comboniano, Lorenza Carlassare, costituzionalista, Paolo Maddalena, vice-presidente emerito della Corte Costituzionale, Boris Ulianich, storico del cristianesimo, Enrico Peyretti, “operaio del leggere e scrivere”, Torino, Adista, settimanale di informazione politica e documentazione, avv. Francesco Di Matteo, presidente del Comitato per il No di Bologna, Giovanni Avena, giornalista, Roma, Eletta Cucuzza, Roma, Angelo Cifatte, funzionario comunale, Genova, Marcello Vigli, Lidia Menapace, partigiana già senatrice, “Koinonia”, mensile, Convento San Domenico, Pistoia, Alberto Simoni, domenicano, Vittorio Bellavite, “Noi siamo Chiesa”, Lorenzo Acquarone, docente universitario, già parlamentare, Genova, Suore orsoline di Casa Rut, Caserta, Raffaele Luise, presidente del Cenacolo degli amici di papa Francesco, Maurizio Chierici, giornalista, Waldemaro Flick, avvocato, Genova, Francesco De Notaris, senatore nella XII legislatura, Napoli, Giuseppe Campione, docente di Geografia politica, presidente della Regione Sicilia dopo le stragi del ’92, avv. Nanni Russo, già parlamentare, Savona, Sergio Tanzarella, professore di Storia della Chiesa, Facoltà teologica dell’Italia Meridionale, Pasquale Colella, docente di diritto canonico, Napoli,-I redattori de “Il tetto”, Napoli, Giuseppe Florio, Presidente di “Progetto Continenti”, Roma, Lanfranco Peyretti, Marco Romani, “Pane Pace Lavoro”, Reggio Emilia, Gilberto Squizzato, giornalista, Busto Arsizio, Marina Sartorio, insegnante, Genova, Maria Pia Porta, insegnante, Genova, Paolo Farinella, prete, Genova, Paolo Lucchesi, sindacalista, Barberino Val D’Elsa (FI), Antonino Cinquemani, Palermo, Maria Luisa Paroni, Sabbioneta (Mantova), Giovanni Bianco, giurista, Nicola Colaianni, professore di diritto ecclesiastico, Bari, Franco Ferrara, Presidente Centro Studi Erasmo, Gioia del Colle, Carlo Cautillo, prete passionista, Claudio Michelotti, Parma, Michele Celona, architetto, Mantova, Maria Luisa Maioli, pensionata, Mantova, Gaetano Briganti, insegnante, Mercogliano (Av), Fiorella Ferrarini, vicepresidente ANPI provinciale di Reggio Emilia, Valeria Indirli, catechista, Roncoferraro (Mantova), Rosa Pappalardo, San Fratello (Messina), Corrada Salemi, Dina Rosa, Agoiolo (CR) per SALVIAMO IL PAESAGGIO (sezione casalasca), prof.ssa Marzia Benazzi, Mantova,-Bianca Mussini, maestra, Bozzolo (Mn). Eliana Strona, Torino, Carla Zauli, Bologna, Stefano Ventura, ricercatore CNR, capo scout, Bologna, Giovanni Nespoli, Renata Rossi, insegnante, Giorgio Azzoni, diacono, Carla Pellacini, Gianni Gennari, teologo e giornalista, Annamaria Fiengo, insegnante di filosofia, Marco Badiali, Salesiano Cooperatore, Bologna, Luigi Bottazzi, presidente del Circolo G. Toniolo di Reggio Emilia, Fabio Ragaini, Francesco Capizzi, chirurgo, Bologna, Giuseppe Acocella, ordinario di Teoria generale del diritto, Università Federico II, Napoli, Maria Teresa Cacciari, Bologna, Roberto Mancini, docente di filosofia, Università di Macerata, Aldo Antonelli, prete, Avezzano (AQ), Carmine Miccoli, prete, Lanciano (CH), Pio Russo Krauss, Comunità cristiana di Via Caldieri, Napoli, Antonio Vermigli, direttore della rivista “In dialogo”, Quarrata (PT), Giancarlo Poddine, Savona, Antonio Mammi, Comitati Dossetti di Casalgrande, Reggio Emilia, Angela Mancuso, Firenze, Nicola Tranfaglia, Università di Torino, Grazia Tuzi, eredi via Chiesa Nuova 14, (Comunità del porcellino), Emanuele Chiodini, San Martino Siccomano, (PV), Aristide Romani, Flavio Pajer, Biblioteca per le scienze religiose (TO), Saverio Paolicelli, Antonio D’Andrea, Margherita Lazzati, fotografa, Milano, Marina Lazzati, pedagogista, Fausto Pellegrini, giornalista, Carlo Cefaloni, Francamaria Bagnoli, insegnante, Ivano Pioli, Ilario Maiolo, avvocato, Roma, Piera Capitelli, già Sindaco di Pavia, Totu Paladini, Fulvio Mastropaolo, ordinario di diritto civile a Roma tre, Anna Sforza, Eli Colombo, Augusto Cacopardo, Firenze, Agata Cancelliere, insegnante, Roma, Nino Cascino, ricercatore sociale, Roma, Giorgio Nebbia, professore, ambientalista, Roma, Maria Ricciardi, Felice Scalia S.J., gesuita, Messina, Luciano Benini, Comitato per la Costituzione, Fano, Marco Bernabei, psicologo, Mauro Magini, chimico, Roma, Marta Lucia Ghezzi, Pavia, Mauro Armanino, missionario e antropologo, Niamey (Niger), Andrea Rocca, Paolo Candelari, Miriam Gagliardi, Vladimir Sabillón, grafico, Francesco Riva, cooperante, Jessica Veronica Padilla, bancaria, Donatella Gregori, dipendente pubblico, Pietro Vecchi, studente di architettura, Donatella Caruso, insegnante, Loris Lanzoni, imprenditore, Ilaria Barbieri, maestra, Umberto Musumeci, Montebelluna (TV), Antonio Caputo, Giustizia e Libertà, Maria Rosa Filippone, bibliotecaria, Genova, Mario Epifani, avvocato, Genova, Raffaele Porta, professore di liceo, Andrea Trucchi, avvocato, Genova, Daniele Ferrarin, Vicenza, Mauro Bortolani, Reggio Emilia, Renzo Dutto e la Comunità di Mambre, (Cuneo). Franco Comandona, medico, Genova, Giuliano Minelli, Anna Maria Sforza, educatrice penitenziario di Bologna, Maurizio Mazzetto, prete, Vicenza, Luca Pratesi, neurologo, Roma, Giandomenico Magalotti, Francesco Grespan, Maria Paola Patuelli, Luigi Antonio Faraco, Marzabotto, Giacomo Grappiolo, insegnante, Genova, Paolo Palma, presidente dell’associazione Dossetti “Per una nuova etica pubblica”, già deputato dell’Ulivo, Irene e Francesco Palma, Cosenza, Irene Scarnati, insegnante di lettere, Cosenza, Giovanni Serra, imprenditore sociale, già assessore al Welfare, Cosenza, Franca Sità,-Gianni Russotto, pensionato, Genova, Giovanni Colombo, avvocato, Milano, Giuseppe Deiana, presidente dell’Associazione C.C. Puecher di Milano, Mauro Castagnaro, giornalista

Possono firmare questo appello sia persone singole che riviste, gruppi, circoli, associazioni, inviando una email a: cattolicidelno@gmail.com.

 

***

Referendum costituzionale, una scelta di laicità

 

In vista del referendum d’autunno sulle riforme costituzionali, s’intensificano appelli di giuristi, studiosi, gruppi, cenacoli, riviste, per invitare i/le votanti a scegliere una determinata opzione.

Tra questi è stato diffuso un “Appello dei cattolici per il NO” sottoscritto da persone appartenenti, in diversa maniera, al cosiddetto “mondo cattolico”.

Noi, cattolici, cristiani di altre confessioni, credenti di altre fedi e non credenti, di vario orientamento culturale e politico, sostenitori del NO o del SI’, siamo invece convinti che i cattolici, in quanto tali, non abbiano nessun appello da lanciare per motivare una qualunque scelta di voto. Ogni cittadino, ogni cittadina ha, infatti a disposizione tutti gli strumenti per decidere quale opzione scegliere.

Riteniamo perciò quell’”Appello” sbagliato e regressivo sul piano culturale, civile e politico. Le ragioni che i suoi firmatari adducono a sostegno della loro scelta ci appaiono fragili e contraddittorie. In definitiva, il loro intervento sembra a noi figlio di un modo integrista di intendere la fede, in contrasto con il Concilio Vaticano II che affermava la laicità delle scelte politiche.

Stupisce vedere fra i firmatari di quel documento persone da sempre impegnate ad orientare il cosiddetto “mondo cattolico” verso una rigorosa dialettica laica nella vita politica; ci pare dunque indifendibile il loro riferirsi ai referendum sulla legge del divorzio (1974) e dell’aborto (1981). Infatti, è vero che allora ci furono cattolici che si espressero per il NO alla cancellazione di quelle leggi. Ma ciò accadde perché la CEI pretese di legare il voto per il SI’a motivazioni di fede. Furono perciò le gerarchie ecclesiastiche a rompere la comunione ecclesiale e a tentare in modo abusivo di imporre come votare. A buon diritto, dunque, molte e molti di noi, come molte e molti dei firmatari dell’attuale “Appello dei cattolici per il NO”, anche in quanto cattolici, oltre che come liberi cittadini, ci opponemmo frontalmente a quei vescovi.

Per questo ci appare singolare il rovesciamento della logica che guidò molti di noi nelle battaglie trascorse: da qui il nostro netto rifiuto della strumentalizzazione della fede come arma di battaglia politica.

Se a ciò si aggiungono i toni quasi apocalittici che permeano l’”Appello dei cattolici per il NO”e le argomentazioni esposte nel corso del convegno tenutosi a Roma il 21 marzo, pare a noi che tutto ciò non aiuti ad affrontare in modo razionale e pacato una questione controversa, che riguarda esclusivamente l’accordare o il negare consenso ad una riforma dell’assetto parlamentare.

Rispettiamo le scelte di tutti. Auspichiamo che dibattiti e discussioni in vista del referendum si svolgano con passione e partecipazione e con il più ampio confronto tra le ragioni del “NO” e quelle del “SI’” così che ogni cittadino/a che lo voglia abbia strumenti adeguati per decidere. Liberamente. Laicamente. Responsabilmente.

Roma, 18 aprile 2016

Pubblichiamo di seguito l’elenco dei firmatari. Per aderire, inviare una mail a: unasceltadilaicita@gmail.com

Campli Mario sociologo Roma
Guagliumi Antonio com.   crist. San Paolo Roma
Liverani Bruno pubblicista Roma
Marlia Anna   Maria insegnante Roma
Natta Gabriella gruppo   donne cdb san Paolo Roma
Orlandi Bice impiegata Roma
Sandri Luigi giornalista Roma
Tortora Fausto architetto Roma
Barbero Franco teologo Pinerolo
Bentivogli Franco sindacalista Roma
Bonafede Maria pastora   valdese Torino
Codrignani Giancarla già   Senatrice Bologna
D’Alessandro   Prisco Franca già   Senatrice Roma
Macioti Maria   Immacolata doc.   universitaria Roma
Marselli Gilberto   Antonio docente   universitario Napoli
Milaneschi Cesare pastore   valdese Ferentino
Morese Raffaele sindacalista Roma
Morgagni Enzo docente   universitario Ravenna
Naso Paolo politologo Roma
Pascale Alfonso animatore   sociale e formatore Roma
Viviani Luigi già   Senatore Verona
Adami Luigi parroco san   Zeno di Colognola ai Colli
Agostini Maurizio medico Trento
Ambrosini Marilena com.   s. Francesco Saverio Trento
Arato Lidia infermiera Roma
Asterri Daniela impiegata Roma
Avi Mauro com.   s. Francesco Saverio Trento
Bagnato Agostino direttore   rivista L’albatros Roma
Baraglia Romano infermiere Roma
Berniet Ornella fisioterapista Roma
Bert Silvano insegnante Trento
Bertò Anna   Maria com.   s. Francesco Saverio Trento
Bolzon Olivo prete Castefranco   Veneto
Brun Vania com.   s. Francesco Saverio Trento
Buatti Sandro agronomo Ancona
Cammarota Antonella docente   universitaria Messina
Cammarota Osvaldo oper.   sviluppo territ. Pozzuoli
Campo Salvatore dirigente   regionale Udine
Canta Carmelina   Chiara doc.   universitaria Roma
Carbone Salvatore presid.   Coop La Nuova Arca Roma
Cardente Pino presid.   Co.Pro. N.E.L. Marino
Castiglioni Carlo pens. Verona
Castiglioni Marta sindacalista Verona
Castiglioni Chiara psicologa Verona
Catania Anna medico Milano
Cavallaro Anna Roma
Cedrone Carmelo docente   universitario Roma
Charrier Fiorentina infermiera Pinerolo
Chiarini Franco dirigente   provinciale Ravenna
Clarini Maria   Paola insegnante Roma
Cocco Galliano operatore   sociale Pescara
Colaprete   Meriano Eugenia com.   crist. San Paolo Roma
Collino Massimo docente   universitario Torino
Colmignoli Giovannella insegnante Roma
Colosimo Mariella insegnante Roma
Comand Maria   Antonietta dirigente   scolastico Roma
Consonni Luigi prete   operaio Pioltello
Cottini Fernando già   Sindaco Fumane
Cristoforetti Camilla fisioterapista Rovereto
Cupelloni Patrizia psicoanalista Roma
D’Agostino Costanzo editore Roma
Dalla   Valentina Enrico impiegato Trento
Dallapiccola Lorenza com.   s. Francesco Saverio Trento
De   Dominicis Andrea docente   universitario Roma
De   Riccabona Alfredo com.   s. Francesco Saverio Trento
Degasperi Mariella com.   s. Francesco Saverio Trento
Del   Monaco Franca insegnante Sulmona
Detassis Lorenzo com.   s. Francesco Saverio Trento
di   Bello Maria   Adele com.   s. Francesco Saverio Trento
di   Gennaro Carmine insegnante Trento
Di   Matteo Danilo psichiatra Chieti
Dispenza Raffaella consulente Pinerolo
Drigo Maria   Luisa com.   s. Francesco Saverio Trento
Faberi Stefano ingegnere Roma
Fabietti Michele consulente Latina
Faes Marco com.   s. Francesco Saverio Trento
Federici Lorenza imprenditrice Roma
Fiorillo Elia presidente   CEQ Roma
Florida Giuseppe ingegnere Milano
Fontanari Valerio com.   s. Francesco Saverio Trento
Forza Gianfranco insegnante Merano
Franch Mariangela docente   universitaria Trento
Fronza Carlo pens. Trento
Fronza Anna pens. Trento
Fronza Rita pens. Trento
Fronza Franco pens. Trento
Fronza Marco com.   s. Francesco Saverio Trento
Furone Marta imprenditrice Roma
Furone Francesca serv.   produz. Video Roma
Galeota Pino presid.   Corviale domani Roma
Galofalo Raffaele prete Pacentro
Gervasoni Ubaldo mediatore   culturale Arco
Giambelli Claudio ingegnere Roma
Gorelli Emanuela insegnante Roma
Gorgatti Daniela impiegata Roma
Gottardi Miriam com.   s. Francesco Saverio Trento
Gregori Jole com.   s. Francesco Saverio Trento
Guagliumi Paola storica   dell’arte Roma
Guaragna Mimmo operatore   sociale Roma
Guarino Eliana insegnante Roma
Guarino Ester insegnante Bari
Guiotto   Fiorenza                    san Martino B .A.
Jannamorelli  Pasquale operaio         Sulmona
La   Rocca Bianca presid.   SOS impresa Roma
Lantieri Domenico ingegnere Roma
Lobina   Cocco Elena gruppo   donne cdb san Paolo Roma
Lonardi Mario impiegato san   Martino B .A.
Lonardi Carlo educatore Rovereto
Lonardi Martina avvocato san   Martino B .A.
Losavio Tommaso psichiatra Roma
Madeo Liliana giornalista Roma
Maglietta Rita Roma
Malacarne Carmen com.   s. Francesco Saverio Trento
Mancuso   Cupello Aurelio giornalista Roma
Marchesan Luisella com.   s. Francesco Saverio Trento
Mastrandrea Antonia insegnante Roma
Mauriello Alessandro animatore   sociale Roma
Mazzonelli Loredana infermiera Verona
Micangeli Vincenzo professionista Avezzano
Miori Fabio com.   s. Francesco Saverio Trento
Mollari Laura insegnante Trento
Morelli Daniele insegnante Ravenna
Morini Paola com.   s. Francesco Saverio Trento
Morini Laura Milano
Murino Mauro dirigente   scolastico san   Martino B .A.
Nardini Gabriele agronomo Terni
Nasi Sergio Reggio   Emilia
Nava   Mambretti Franco ingegnere Roma
Novelli Gianni giornalista Roma
Palumbo Gianni portavoce   Terzo settore Lazio Roma
Panzavolta Andrea dirigente   provinciale Ravenna
Pascucci Augusto presid.   Uniat Roma
Passalacqua Livio gesuita Trento
Periotto Raffaella com.   s. Francesco Saverio Trento
Pesce Maria   Eugenia psicologa Roma
Piccoli Elisabetta infermiera Villafranca
Plotegher Violetta cons.   provinciale Trento
Poggio Barbara docente   universitaria Trento
Pregnolato Ottorina com.   s. Francesco Saverio Trento
Prestianni Marina medico Udine
Puttini Miriam Reggio   Emilia
Restello Marisa insegnante Castefranco   Veneto
Riccamboni Donato com.   s. Francesco Saverio Trento
Rizza Salvatore doc.   universitario Roma
Rossi Emma com.   s. Francesco Saverio Trento
Russo Lucio psicoanalista Roma
Sabato Cataldo presid.   UPTER Bella
Sales Paolo insegnante Pinerolo
Sallustio Emilia insegnante Trento
Scavone Donato presid.   Coop. Prisma Rionero   in Vulture
Schneider   Graziosi Fabiola informatrice   scientifica Roma
Setta Mario insegnante Sulmona
Simoni Francesco com.   crist. San Paolo Roma
Sotte Franco docente   universitario Ancona
Squizzato Mariuccia san   Bonifacio
Tenni Carlo com.   s. Francesco Saverio Trento
Testini Rosa com.   s. Francesco Saverio Trento
Tomasi Elena com.   s. Francesco Saverio Trento
Tortora Soana operatrice   sociale Roma
Tosato Massimiliano Bologna
Tulli Paola psicologa Roma
Turri Luciana com.   s. Francesco Saverio Trento
Valentini Guido dir.   Club Itaca Roma
Valenzi Ilaria avvocato Roma
Vumbaca Marilisa psicologa Roma
Wolf Amina com.   s. Francesco Saverio Trento
Zaccaro Giorgio insegnante Roma
Zanutto Alberto docente   universitario Trento
Zucaro Augusto dirigente   pubblico Roma

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