Riviste che si occupano di religioni. Quale futuro? - Confronti
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Riviste che si occupano di religioni. Quale futuro?

by redazione

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La Giornata di riflessione sullo stato di salute delle riviste che si occupano di religioni promossa dal Centro Internazionale di Studi sul Religioso Contemporaneo/CISRECO, sostenuta e ospitata dal Comune di Peccioli il 7 giugno scorso, si è trasformata in un simposio di grande afflato civile fra un nutrito, appassionato e ispirato manipolo di giornalisti e studiosi che da anni lavorano sui mezzi di informazione e/o studiano a fondo le mille sfaccettature del religioso nel mondo contemporaneo globalizzato.

La parola “crisi” è risuonata nella introduzione di Arnaldo Nesti , direttore scientifico CISRECO e nella relazione principale di Brunetto Salvarani, docente e giornalista di lungo corso (il sabato mattina su RaiTre si possono apprezzare le inchieste che conduce su Uomini e profeti, uno dei prodotti migliori della informaszione pubblica radiotelevisiva). Ma hanno fatto loro eco tutti gli interventi succedutesi nella intensa giornata pecciolese del 7 giugno: Severino Saccardi, direttore di Testimonianze (storica rivista fondata da padre Balducci); Mauro Castagnaro, appassionato e battagliero e fra le tante cose che fa, redattore di Missione oggi;  don Carmelo Mezzasalma, direttore di Feeria (espressione del lavoro culturale e spirituale svolto da una piccola ma preziosa comunità religiosa immersa fra i boschi del Chianti); Valerio Gigante, componente la direzione e redazione di Adista (da sempre coscienza critica del cattolicesimo progressista); Andrera Fagioli, direttore di Toscana Oggi, un settimanale che non si limita affatto a fare il bollettino di ben 16 diocesi toscane alla quale cerca di dare voce). A questi personaggi che da decenni si occupano con lo stesso entusiasmo e impegno in questo tipo particolare di giornalismo e di informazione si sono affiancati tre giovani outsider, uomini nuovi, molto preparati e consapevoli, quali Claudio Paravati, neodirettore di Confronti (un mensile impegnativo erede di Com-Tempi nuovi); Federico Ruozzi, ricercatore e segretario di redazione di Cristianesimo nella storia, rivista fondata da Giuseppe Alberigo sul solco dell’insegnamento di Delio Cantimori e dell’esempio di Giuseppe Dossetti; Paolo Rappellino, giornalista impegnato nel rilancio di testate storiche come Jesus e in nuovi esperimenti di comunicazione religiosa come Credere.

Ma tutti gli intervenuti, giovani o meno giovani, di lunga o recente esperienza, hanno convenuto che la crisi di informazione “religiosa” è anche crisi della informazione tout court. Basti pensare a un dato sul quale non si riflette abbastanza (a partire dai diretti interessasti): Il Corriere della Sera e La Repubblica nel giro di pochissimi anni hanno dimezzato la loro tiratura! Ma la crisi della informazione è crisi della società occidentale, è crisi di una civiltà. Da qui la constatazione che non basta una giornata per sviscerare a fondo tali problemi e tentare di dare suggerimenti per la loro soluzione o operare in corpore vili dei mezzi di informazione nel quale ognuno è coinvolto. Occorre continuare a incontrarsi, a discutere. Trasformare la Giornata di Peccioli  in un appuntamento annuale e nello spazio di tempo  tra un appuntamento e l’altro, tenersi in contatto, smuovere le acque, creare un blog, lanciare una sorta di “Carta di Peccioli”, coinvolgere altri uomini e donne (una voce che purtroppo in Peccioli 1 è mancata!) di buona volontà sia che lavorino nell’informazione “religiosa” sia che operino nella informazione in genere. Consapevoli del fatto che la stampa e l’informazione sono cartina di tornasole e termometrodi una civiltà, della nostra civiltà.

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