Home Cultura Una Rassegna delle riviste culturali italiane a “Più libri più liberi”

Una Rassegna delle riviste culturali italiane a “Più libri più liberi”

by redazione

Sostenuta dai fondi dell’otto per mille valdese la prima “Rassegna delle riviste culturali italiane” in agenda a Roma nel quadro di “Più libri più liberi”. Numerosi ospiti del mondo delle fedi parteciperanno a tavole rotonde sui temi riferiti alle religioni mondiali, la libertà religiosa e le nuove spiritualità.

Roma, NEV – Al Palazzo dei Congressi dell’EUR a Roma, in occasione della Fiera della piccola e media editoria “Più libri più liberi” in agenda dal 7 all’11 dicembre, si terrà la prima “Rassegna delle riviste italiane di cultura” promossa dal Coordinamento delle riviste italiane di cultura (CRIC) dal titolo: “Cultura e riviste. La condivisione del sapere per il dialogo e la pace”. L’iniziativa è sostenuta attraverso i fondi dell’otto per mille dell’Unione delle chiese metodiste e valdesi.

Quattro gli incontri con interventi dal mondo delle fedi, dell’informazione e dell’editoria: “La libertà religiosa e di coscienza in Italia e nel mondo” con Valdo Spini, Eugenio Bernardini, Izzedin Elzir, Francesco Margiotta Broglio, Giovanni Maria Vian, Gianfranco Di Segni e Lucio Caracciolo; “La nuova spiritualità e le nuove opportunità del dialogo e della pace” con Sergio Givone, Maria Bonafede, Lucetta Scaraffia, Franco Cardini, Angelo Villa e Gian Mario Gillio; “I diritti civili, l’integrazione e la coesione sociale” con Paolo Ricca, Guido Melis, Michael Braun, Leila El Houssi, Mario Marazziti e Giorgio Zanchini; “Verso un mondo senza riviste e senza giornali?” con Edoardo Barbieri, Paolo Franchi, Bruno Manfellotto, Claudio Paravati, Gino Roncaglia, Valdo Spini e Severino Saccardi.

“Non possiamo dimenticarci che le riviste culturali sono oggi spesso autentici nuclei di volontariato culturale, un volontariato capace di dare un prezioso contributo al dibattito del nostro paese – dice Valdo Spini, presidente del CRIC –. Nei prossimi giorni vivremo momenti di pluralismo grazie alla preziosa presenza di autorevoli rappresentanti del mondo delle fedi e del protestantesimo italiano; un pluralismo culturale e religioso che dobbiamo assolutamente difendere, direi sviluppare, proprio per non lasciare che possa disperdersi”.

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