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Quasi un miliardo di persone senza acqua potabile

by redazione

di Cristina Zanazzo

Come denunciato dal Consiglio mondiale dell’acqua in occasione della Giornata mondiale (che si celebra come ogni anno il 22 di marzo), ben 923 milioni di persone nel mondo non hanno accesso a fonti di acqua potabile. Molti i rapporti e i dati presentati sul tema.

L’Unicef ha analizzato il fenomeno dell’esaurimento delle fonti d’acqua potabile che rappresenta un minaccia alla vita e al benessere, soprattutto dei più piccoli. Si stima infatti che circa 600 milioni di bambini nel mondo (uno su quattro) entro il 2040 vivranno in aree con risorse idriche estremamente limitate. Dal rapporto “Thirsting for a Future: Water and children in a changing climate” emerge che 36 nazioni stanno affrontando un livello elevato di stress idrico, situazione in cui la domanda d’acqua supera di gran lunga la disponibilità. Le cause individuate sono: le temperature via via più alte, l’innalzamento del livello del mare, l’incremento di inondazioni, la siccità e lo scioglimento dei ghiacci. Tutti questi fattori stanno costringendo i bambini a utilizzare acqua non sicura, che li espone a malattie potenzialmente mortali come il colera e la diarrea. Nelle aree colpite da siccità i bambini sono impegnati ogni giorno diverse ore per raccogliere l’acqua, sottraendo questo tempo alla scuola e al gioco. Le soluzioni propose dall’Unicef sono: programmi nazionali per un cambiamento di gestione ed utilizzo delle risorse privilegiandone l’uso per l’infanzia, la sanità e il sociale; la giusta attenzione nella gestione dell’acqua considerando i cambiamenti climatici; i nuovi approcci per la diversificazione delle fonti idriche e la loro conservazione.

Le Nazioni Unite hanno presentato il report “Acque reflue: la risorsa inesplorata”, dal quale risulta evidente che la gran parte delle acque reflue delle città, industrie e colture rifluisce nell’ambiente senza essere trattata o riutilizzata generando inquinamento. L’impegno necessario per far fronte a questo problema dovrà considerare la necessità di ridurre la quantità e lo spreco di acque reflue e l’importanza di investire sempre più su riciclo e riutilizzo sicuro dell’acqua.

Per migliorare la situazione dell’acqua è essenziale impegnare i governi nella pianificazione di interventi rivolti alla richiesta e alla disponibilità d’acqua; anche le aziende devono lavorare per prevenire contaminazioni ed esaurimento delle fonti d’acqua sicura. Papa Francesco, nell’udienza del 22 marzo, ha richiamato alla «necessità di tutelare l’acqua come bene di tutti, valorizzando anche i suoi significati culturali e religiosi».

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