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Un ricordo di Filippo Gentiloni

by redazione

di Anna Maria Marlia e Fausto Tortora (CdB San Paolo – Roma)

 

Ciao Filippo!

Accanto ai ricordi ufficiali, ai funerali tanto importanti che ci hanno ricordato per quante persone tu sia stato uno strumento di formazione e di educazione alla fede, noi vogliamo ricordare un’altra dimensione che abbiamo vissuto con te: quella della gratuità di un’amicizia fedele.

Ti ricordiamo in viaggio, anche con gli amici valdesi, dove dentro i musei, in Germania, ti rifiutavi di accostarti alle opere che cronologicamente si collocavano dal “secolo breve” in poi. “Arte degenerata” –  dicevi – e poi ridevamo insieme per questa definizione che, in un lampo, evocava tempi sinistri.

O in Inghilterra, dove ti sedevi sulle rive di un ruscello a intrattenere, come facevi con i tuoi figli, il nostro Paolo in un dialogo curioso e attento.

O sulle montagne, sulla neve delle Dolomiti: mentre i figli (tuoi e nostri) sciavano e mangiavano con l’ardore dell’adolescenza, e noi a parlare…

Di una cosa io (Fausto) sono particolarmente orgoglioso: di aver fatto il tuo nome, come notista di “cose cattoliche” al manifesto, quotidiano comunista, e averlo fatto a Valentino Parlato, un altro “irregolare” della sua chiesa.

Mentre io (Anna Maria) ricordo il Filippo che le suore orsoline vedevano con sospetto perché alle “fanciulle in fiore” della borghesia romana che frequentavano il liceo classico come me evocava il marxismo parlando di poveri.

Rita, Umberto, Francesco siate sereni! Filippo ha vissuto la vita piena dei grandi maestri e la felice quotidianità di una famiglia. Con la sua ironia e il suo laico humor sottile ce lo ricorderebbe anche ora.

Ciao Filippo!

 

Anna Maria Marlia e Fausto Tortora

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