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Italia 2020. Nuovi modelli di integrazione

by Michele Lipori

di MIchele Lipori. Redazione Confronti

Il Dossier Statistico Immigrazione (www.dossierimmigrazione.it) celebra, con il volume del 2020, la sua 30a edizione. Il volume, a cura del Centro Studi e Ricerche IDOS e del Centro Studi Confronti è stato presentato lo scorso 28 ottobre in tutta Italia con una serie di iniziative online per venire incontro alle normative anti-Covid.

LE RELIGIONI DEGLI IMMIGRATI

La fotografia sul mondo dell’immigrzione in Italia che emerge dal Dossier conferma alcuni dati degli anni precedenti, pur presentando delle sorprese. Confermato il dato dello scorso anno, per cui – contrariamente ad un certo “sentire comune” – gli immigrati cristiani sono 2.742.000, pari al 51,8% del totale (5.306.548 persone). La componente musulmana si ferma a 1.761.774 fedeli, il 33,2%. Non era così sino al 2007, quando la Romania è entrata nell’Unione Europea: da allora, oltre un milione e mezzo di ortodossi hanno rafforzato la presenza cristiana, e oggi la Chiesa rumena vanta oltre 200 parrocchie, si distingue per il suo impegno ecumenico e mantiene ottimi rapporti con quella romano cattolica che, non di rado, mette a disposizione locali e chiese per il culto ortodosso.

GLI “SBARCHI”

Se l’immigrazione in generale è negli ultimi anni uno dei “temi caldi” su cui si orienta il discorso di certa politica, ancor più cruciale è quello dei migranti che approdano sulle nostre coste via mare, con “viaggi della speranza” che mettono a serio rischio la vita dei migranti. Nel 2019 i migranti arrivati via mare in Italia sono stati 11.471, ovvero il 49,1% rispetto a quelli arrivati nel 2018, anno in cui si era già registrato un calo dell’80,4%. Tali dati sono una delle conseguenze del Memorandum di intesa tra Italia e Libia firmato a Roma il 2 febbraio 2017. Inoltre, l’approvazione dei cosiddetti “Decreti sicurezza” ha determinato un forte calo del numero di riconoscimenti dello status di protezione che ha determinato un incremento dei migranti non inseribili in alcun percorso di accoglienza.

NUOVI MODELLI DI FAMIGLIA

Confermato il trend negativo di nuove nascite e della popolazione giovane (16-34 anni) il che – insieme a una sempre bassa crescita economica che ha come conseguenza la permanenza dei giovani nelle famiglie d’origine in età adulta – modificano i modelli familiari tradizionali. Secondo i dati Istat, per le coppie con entrambi i partner italiani, nell’arco degli ultimi dieci anni si è assistito alla diminuzione delle nascite di circa 136.912 unità, quasi un quarto (il 24% in meno) rispetto al 2008 (cfr. Natalità e fecondità della popolazione residente. Anno 2018, rilasciato dall’Istat il 25 novembre 2019). Nel 2018 sono stati iscritti all’anagrafe 439.747 bambini e bambine (18.404 in meno rispetto al 2017). Nello stesso anno è però cresciuto il numero complessivo dei matrimoni (+4.491) e si è registrata una “ripresa” dei matrimoni misti (ovvero tra un partner italiano e uno straniero). L’incidenza dei matrimoni misti ha raggiunto il 12,2% sul totale, vedendo prevalere al proprio interno la tipologia sposo italiano con sposa straniera (17.789 casi, il 74,4% di tutti i matrimoni misti). Il numero dei figli di coppie miste, pur registrando un andamento oscillante a partire dal 2010, nell’arco del decennio 2008 2018 è cresciuto, passando da 29.970 a 31.134 (segnando, nel 2018, un’incidenza del 7,1% sul totale delle nascite registrate in Italia).

[pubblicato su Confronti 11/2020]

MIchele Lipori

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