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Assalto al Capitol Hill – La cronaca dei fatti del 6 gennaio

by Michele Lipori

di Michele Lipori. Redazione Confronti

Dopo i numerosi ricorsi e le accuse a mezzo Twitter di complotti e frodi da parte di Trump, la mattina del 6 gennaio i senatori e deputati sono riuniti al Campidoglio per certificare la vittoria di Joe Biden in qualità di 46º Presidente degli Stati Uniti d’America. Nel frattempo il presidente uscente Donald Trump parla ai suoi sostenitori riunitisi a Washington per contestare il risultato elettorale. Di lì a poco avrebbe avuto inizio quello che sarebbe passato alla storia come l’assalto a Capitol Hill.

ore 6

Migliaia di sostenitori di Trump si preparano per una manifestazione pro-Trump vicino all’Ellisse. Molti hanno iniziato a riunirsi la sera prima. Trump ha twittato sulla manifestazione il 19 dicembre: «Grande protesta a Washington il 6 gennaio. Siateci e scatenatevi!»

ore 11

Il raduno Save America ​​di Trump ha inizio. Prima intervengono i figli di Trump – Eric e Donald Trump Jr. – poi con il suo avvocato, Rudy Giuliani. Trump inizia a parlare poco prima di mezzogiorno e nella parte finale del suo discorso, dice: «Ora andremo laggiù e io sarò lì con voi, andremo giù al Campidoglio per fare il tifo per i nostri coraggiosi senatori e membri del Congresso». Trump parla per più di un’ora. Alla fine, migliaia di persone si incamminano verso il Campidoglio.

ore 13

I legislatori si riuniscono per una sessione congiunta con i rappresentanti della Camera per contare i voti dei Collegi elettorali.

ore 13,10

I manifestanti iniziano gli scontri con la polizia sui gradini del Campidoglio.

ore 13,26

La polizia del Campidoglio ordina l’evacuazione della Biblioteca del Congresso, del Madison Building e del Cannon House Office Building su Independence Avenue, di fronte al Campidoglio.

ore 13,40

Il sindaco di sindaco di Washington D.C. Muriel Bowser ordina il coprifuoco in tutta la città a partire dalle 18 fino alle 6 del mattino seguente. La Cnn riferisce che la polizia distrettuale ha chiesto rinforzi.

ore 13,46

La democratica Elaine Luria, un membro della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, segnala in un post su Twitter che le è stato detto di evacuare l’edificio in seguito alla segnalazione di un ordigno. Nel post dice anche: «I sostenitori del presidente stanno cercando di entrare con la forza in Campidoglio, in lontananza sento dei rumori che sembrano essere degli spari».

ore 14,11

I manifestanti rompono le linee della polizia sul lato ovest del Campidoglio e iniziano a scalare il muro di cinta.

ore 14,22

Il vicepresidente Mike Pence viene scortato fuori dal Senato.

ore 14,24

Trump twitta: «Mike Pence non ha avuto il coraggio di fare ciò che avrebbe dovuto essere fatto per proteggere il nostro Paese e la nostra Costituzione, dando agli Stati la possibilità di certificare i voti e di non di accettare il risultato fraudolento o impreciso attuale. Gli Usa chiedono la verità!»

ore 14,33

Un’emittente televisiva statunitense riferisce che i manifestanti hanno attraversato la Statuary Hall, la camera che separa la Camera e il Senato, dirigendosi verso le aule della Camera e del Senato.

ore 14,38

Trump twitta: «Per favore, sostenete la nostra polizia del Campidoglio e le forze dell’ordine. Sono davvero dalla parte del nostro Paese. Rimanete pacifici!»

ore 14,39

I manifestanti vengono fotografati mentre rompono le finestre del Campidoglio.

ore 14,44

Spari nella Camera.

ore 14,53

Il repubblicano Alex Mooney, membro della Camera dei Rappresentanti per lo Stato della Virginia Occidentale scrive un post su Twitter in cui dice di essere stato condotto fuori dalla Camera per motivi di sicurezza. Dice inoltre che a lui e ad altri è stato consegnato un cappuccio respiratorio e una maschera che si usano in caso di incendi o incidenti chimici.

ore 15,13

Trump twitta: «Chiedo a tutti coloro che si trovano al Campidoglio degli Stati Uniti di rimanere pacifici. Nessuna violenza! Ricordate, NOI siamo il Partito della Legge e dell’Ordine: rispettate la Legge e i nostri grandi uomini e donne in blu. Grazie!»

ore 15,34

La Cbs riferisce che una donna è in condizioni critiche dopo essere stata raggiunta da un colpo di pistola esploso dagli agenti all’interno del Campidoglio per non aver rispettato l'”alt” della polizia. La polizia ha successivamente annunciato la morte della donna. Si tratta di Ashli ​​Babbitt, 35 anni, veterana dell’Aeronautica militare degli Stati Uniti e convinta sostenitrice di Trump.

ore 15,51

La Guardia Nazionale del Distretto di Columbia, composta da circa 1.100 soldati, è stata mobilitata per sostenere le forze dell’ordine locali.

ore 16,05

Un corrispondente del Congresso scrive un post su Twitter in cui dice che i leader del Congresso sono stati evacuati dal Campidoglio.

ore 16,17

In un video diffuso su Twitter della durata di poco più di un minuto, Trump dice: «Conosco il vostro dolore. So che siete stati feriti. Ci sono state rubate le elezioni. Il risultato è stato schiacciante e lo sanno tutti, soprattutto dall’altra parte. Ma adesso dovete tornare a casa. Dobbiamo ristabilire pace. Dobbiamo ripristinare la legge e l’ordine. […] Tornate a casa, dunque. Vi voglio bene, siete molto speciali. […] So come vi sentite. Ma ora tornate a casa in pace».

A questo punto, alcuni dei tweet di Trump in cui incita i propri sostenitori vengono cancellati. Twitter vieta al presidente di usare la propria piattaforma per 12 ore, dapprima dapprima congelando i tweet (non permettendo commenti o retweet), poi ha imponendo il ban vero e proprio.

ore 20

Il Congresso si riunisce nuovamente per riprendere il conteggio dei voti dei Collegi elettorali. Lo spoglio conferma la vittoria di Joe Biden.

Il bilancio della rivolta è di 5 morti: 4 manifestanti e un poliziotto. La polizia rinviene inoltre due ordigni artigianali posizionati nei pressi dei comitati nazionali del Partito democratico e repubblicano.


In un video diramato il 14 gennaio dalla Casa Bianca, Trump ha dichiarato:

Condanno in modo inequivocabile la violenza a cui abbiamo assistito la settimana scorsa. La violenza e il vandalismo non hanno assolutamente spazio nel nostro Paese e nel nostro movimento. Coloro i quali sono stati coinvolti negli attacchi saranno portati davanti alla giustizia. […] Che tu sia di destra o di sinistra, che tu sia democratico o repubblicano, non ci può mai essere giustificazione alla violenza, nessuna scusa, nessuna eccezione». […] Nessun mio vero sostenitore potrebbe mai giustificare la violenza politica. Nessun mio vero sostenitore potrebbe disprezzare le autorità o la nostra grande bandiera americana. Nessun mio vero sostenitore potrebbe mai minacciare o attaccare i suoi compatrioti americani. Se fate qualcuna di queste cose, non sostenete il nostro movimento, lo state attaccando. E state attaccando il nostro Paese, non possiamo tollerarlo.

In merito alla possibilità proteste armate a Washington in vista del giuramento di Joe Biden, sottolinea che «tutti hanno diritto di far sentire la propria voce in base al primo emendamento della Costituzione» ma mette in guardia i propri sostenitori, invitandoli ad astenersi da «violenza, violazione della legge e vandalismi».

Infine, Trump assesta una staffilata a Big Tech, che ha bloccato i suoi account social ma anche altre piattaforme della destra americana «Voglio dire poche parole sull’assalto senza precedenti alla libertà di parole. Gli sforzi di censurare, cancellare e mettere nella lista nera i nostri cittadini sono sbagliati e pericolosi».

Nel frattempo, una settimana dalla fine del mandato alla Casa Bianca, la Camera ha approvato l’impeachment contro Donald Trump con l’accusa di incitamento all’insurrezione. Ai 222 democratici si sono uniti anche 10 repubblicani (su 211), a dimostrazione che le cose sono cambiate dopo il “no” unanime dei repubblicani alla precedente richiesta di impeachment per il caso Ucrainagate. È la prima volta nella storia degli Stati Uniti che la procedura viene attivata per ben due volte nei confronti di un Presidente.


Il pastore battista Raphael Warnock, dalla chiesa battista Ebenezer di Atlanta (dove ha predicato anche Martin Luther King) nel suo primo sermone da quando è stato eletto senatore per lo Stato della Georgia (il primo afroamericano), ha citato i fatti di Capitol Hill della scorsa settimana, definendo i manifestanti dei “rivoltosi”. Il pastore ha inoltre affermato:

Quella a cui abbiamo assistito è una rozza e irosa dimostrazione di forza, con un’irruzione irrispettosa e violenta in quella che è la casa del popolo da parte di alcuni [manifestanti] che hanno ostentato bandiere confederate e altri simboli di un vecchio ordine mondiale che sta scomparendo.

Michele Lipori

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