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Vaccini anti-Covid e tabù religiosi

by Michele Lipori

di Michele Lipori. Redazione Confronti

A ottobre una delegazione di diplomatici indonesiani si è recata in Cina per concludere accordi per garantire che milioni di dosi di vaccino anti-Covid fossero disponibili per i cittadini indonesiani. Come riportato da Associated Press News, le autorità religiose islamiche, tuttavia, avevano una preoccupazione ben precisa: verificare che il vaccino garantisse gli standard religiosi su alimenti e altro (halal). La gelatina derivata dal maiale è, infatti, un elemento largamente usato come stabilizzante per i vaccini.

I portavoce di Pfizer, Moderna e AstraZeneca hanno affermato che i loro vaccini anti-Covid sono privi di derivati del maiale. Tuttavia, alcuni Paesi a maggioranza musulmana come l’Indonesia, potrebbero ricevere dosi di vaccino provenienti da altre case farmaceutiche che non hanno ancora certificato l’esclusione della gelatina proveniente dal maiale.

Per quanto riguarda, invece, la legge ebraica, riferisce il rabbino David Stav, presidente di Tzohar, l’organizzazione rabbinica con sede in Israele: «il divieto di consumo e di utilizzo di carne di maiale si riferisce solo ai comuni contesti culinari».

[Confronti Mondo 01/2021 – Confronti gennaio 2021]

Michele Lipori

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