La carriera politica di Netanyahu, le accuse di corruzione e la crisi di governo - Confronti
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La carriera politica di Netanyahu, le accuse di corruzione e la crisi di governo

by Michele Lipori

di Michele Lipori. Redazione Confronti

Lo Stato d’Israele è una democrazia con un parlamento unicamerale, la Knesset, i cui seggi vengono formati attraverso un sistema proporzionale puro a liste chiuse (si vota per il partito e non per i/le singoli/e candidati/e) sulla base di un collegio unico nazionale, che prevede una soglia di sbarramento al 3,25% (prima del 2014 tale soglia era il 2%). La distribuzione dei seggi avviene attraverso il metodo D’Hondt, secondo il quale si divide per 120 (i seggi totali della Knesset) il numero dei voti validi, al fine di ottenere così l’indice attraverso il quale assegnare proporzionalmente i seggi in parlamento. Per avere la maggioranza assoluta in Parlamento un partito dovrebbe ottenere 61 seggi, ma nella storia parlamentare d’Israele questa situazione non si è mai verificata. Al contrario, è sempre stato necessario formare delle coalizioni fra i vari partiti. Le elezioni dovrebbero tenersi ogni quattro anni.

La Carriera politica di Netanyahu

1988: Viene eletto membro della Knesset dal Likud e successivamente viene designato viceministro per gli Affari esteri

1993: Viene eletto presidente del Likud e suo candidato primo ministro

1996: Viene eletto Primo ministro di Israele, sconfiggendo il candidato laburista in carica Shimon Peres. Conserva la carica fino al 1999. Netanyahu è stato Primo ministro fino al 1999. Durante il suo mandato, ha firmato gli Accordi di Hebron e il Memorandum di Wye River.

1999: Dopo la sconfitta contro il candidato laburista Ehud Barak Netanyahu lascia momentaneamente la politica e lavora nel settore privato

2002: Netanyahu torna in politica, servendo come Ministro degli Affari esteri (2002-2003) e successivamente come Ministro delle Finanze (2003-2005).

2005: il 9 aprile rassegna le dimissioni in segno di protesta contro il piano di ritiro da Gaza. Il 20 dicembre riottiene la guida del suo partito dopo che Sharon uscì dal Likud per fondare Kadima. Nel dicembre 2006 diventa il portavoce ufficiale dell’opposizione nella Knesset ed è Presidente del Likud.

2009: il 31 marzo presta giuramento come Primo ministro per la seconda volta

2015: vince le elezioni di metà marzo, sconfiggendo Isaac Herzog dell’alleanza dell’Unione Sionista.

2017: Viene rivelato in agosto che Netanyahu è uno dei sospettati in quattro indagini per accuse di “frode, violazione della fiducia e tangenti”. La prima indagine – il Caso 1000 – riguardava la sua accettazione di doni da due importanti uomini d’affari (Arnon Milchan e James Packer); la seconda – il Caso 2000 – riguardava il suo presunto tentativo di ottenere da un giornale (Yediot Ahronoth) una copertura mediatica a lui più favorevole; la terza – il Caso 3000 – riguardava l’accusa di corruzione nell’ambito dell’acquisto di sottomarini militari tedeschi da parte dello Stato d’Israele; infine, la quarta – il Caso 4000 – riguardava la manipolazione del sito web Walla! da parte di Bezeq Israel Telecom al fine di mettere in buona luce l’operato del Primo ministro in cambio di agevolazioni con le autorità di regolamentazione della comunicazione.

Successivamente, sempre nel 2017, il Likud ha proposto un disegno di legge in base al quale, al termine delle indagini, la polizia non avrebbe potuto più divulgare al pubblico le proprie conclusioni, e questa prerogativa sarebbe rimasta riservata al consigliere legale del governo in carica. Una proposta che ha suscitato reazioni negative da parte degli oppositori poiché inteso come un tentativo di proteggere Netanyahu da un esito potenzialmente sfavorevole delle indagini. Il 2 dicembre, pochi giorni prima che il Parlamento ratificasse il disegno di legge, gli oppositori hanno tenuto una manifestazione di massa a Tel Aviv che ha coinvolto circa 20.000 manifestanti. Il giorno seguente, Netanyahu ha detto di aver incaricato i suoi alleati politici di riformulare il disegno di legge in modo che non sembrasse in conflitto con le sue indagini in corso. Il disegno di legge viene successivamente ritirato.

2018: Il 13 febbraio la polizia israeliana dichiara che dalle indagini in corso ci sono prove sufficienti per incriminare Netanyahu per corruzione, frode e violazione della fiducia. 

2019: ll procuratore generale Avichai Mandelblit annuncia l’intento di procedere con le accuse nei confronti di Netanyahu. Durante le elezioni di aprile i due principali partiti, Blu e Bianco e Likud, hanno ricevuto un numero uguale di 35 seggi. Sebbene Netanyahu abbia ricevuto l’incarico di formare il governo, la coalizione non regge e la Knesset viene sciolta poco dopo. A settembre 2019 c’è una nuova tornata elettorale. Questa volta Blu e Bianco supera il Likud per un unico seggio ma il Likud riceve il sostegno da un membro della Knesset e Netanyahu viene nuovamente incaricato di formare un nuovo governo. Anche questa volta non riesce, ma – a differenza della prima tornata – in questo caso non può sciogliere la Knesset. Pertanto il mandato passa a Benny Gantz di Blu e Bianco. Anche lui non riesce a ottenere una maggioranza e la Knesset viene nuovamente sciolta poco dopo.

2020: Si tengono a marzo le nuove elezioni. Questa volta il Likud ha ottenuto più seggi (36) di Blu e Bianco (33), ma Gantz ha ottenuto più raccomandazioni da potenziali alleati alla Knesset ricevendo il mandato dal presidente. Tuttavia non ottiene la maggioranza neanche questa volta. In seguito del rifiuto da parte dell’ex presidente della Knesset Yuli Edelstein di convocare la votazione per nominare un sostituto, si apre una crisi costituzionale alla fine della quale Edelstein si dimette e Gantz diviene il nuovo presidente della Knesset, con il sostegno del partito Likud. Tale appoggio da parte del Likud determina una scissione di Blu e Bianco. Il 20 aprile 2020, Likud e Blu e Bianco si accordano per un governo di unità paritaria, che include un “accordo di rotazione” tra Gantz e Netanyahu sulla presidenza del Primo ministro. circa l’incarico di primo ministro. Gantz lo avrebbe dovuto assumere nel novembre 2021.

Tuttavia, dopo il fallimento dell’approvazione della nuova legge di bilancio a dicembre, la coalizione di governo si frantuma, il Parlamento è sciolto e Netanyahu traghetta il governo fino alle elezioni del 23 marzo 2021 (la quarta tornata elettorale nellospazio di due anni), fronteggiando anche la pandemia di Covid-19.

I risultati elettorali del 23 marzo hanno confermato una situazione di stallo dalla quale si potrà uscire solo con un governo di coalizione.

 

 

Ph. © Kremlin.ru, via Wikimedia Commons

Michele Lipori

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