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Bambin* (Messico/Usa)

by Nadia Angelucci

di Nadia Angelucci. Giornalista e scrittrice.

Da quanto Joe Biden è diventato presidente degli Stati Uniti d’America la frontiera con il Messico sta vivendo una nuova ondata migratoria. Biden, che ha annunciato una riforma per regolarizzare l’immigrazione clandestina e ha ribaltato la politica trumpiana di respingimento dei minori non accompagnati ha dato impulso ai viaggi dei bambini che sperano di ricongiungersi con i propri familiari che già vivono negli Stati Uniti.

È la notte del 31 marzo 2021. Le telecamere a infrarossi puntate sul muro che divide la frontiera tra Messico e Stati Uniti riprendono due uomini che si avvicinano alla barriera dalla parte messicana. Uno di due si arrampica e resta in equilibrio sulla sommità della parete. Si china verso l’altro e prende qualcosa.

Passa questo qualcosa dall’altra parte del muro, proprio dove sono puntate le telecamere. Ci si accorge allora che ha tra le braccia una bambina. L’uomo si allunga verso terra, per accorciare la distanza con il terreno e poi la lascia cadere. Dopo pochi secondi la scena si ripete con un’altra bambina, di poco più grande.

È questione di istanti, poi i due uomini si dileguano. Le bambine restano sotto il muro invece, nel mezzo del deserto. Verranno recuperate dalla polizia di frontiera.

Si tratta di Aracelly e Juli Jasmina, di 3 e 5 anni. Vengono da paesino nei pressi di Loja, nella zona sud dell’Ecuador, e hanno viaggiato “no al Messico con la nonna e lo zio per essere poi affidate a dei trafficanti affinché le aiutassero a entrare in qualche modo negli Stati Uniti e dargli la possibilità di ricongiungersi con i genitori Diego e Yolanda che vivono a New York.

Storie come questa sono sempre più frequenti lungo la frontiera tra Stati Uniti e Messico, uno dei confini più sensibili del pianeta. Da quanto Joe Biden è diventato presidente degli Usa la frontiera tra i due Paesi sta vivendo una nuova ondata migratoria.

Storie come questa sono sempre più frequenti lungo la frontiera tra Stati Uniti e Messico, uno dei confini più sensibili del pianeta. Da quanto Joe Biden è diventato presidente degli Usa la frontiera tra i due Paesi sta vivendo una nuova ondata migratoria.

Biden, che ha annunciato una riforma per regolarizzare l’immigrazione clandestina e ha ribaltato la politica trumpiana di respingimento dei minori non accompagnati optando per accoglierli mentre si rintracciano i parenti più prossimi residenti negli Usa, ha dato impulso ai viaggi dei bambini che sperano di ricongiungersi con i propri familiari che già vivono negli Stati Uniti.

Il numero totale di migranti che sono stati individuati alla frontiera degli Stati Uniti dall’inizio del 2021 è più alto che nello stesso periodo di qualsiasi dei tre anni precedenti e cresce ad un ritmo ancora più veloce man mano che si avvicina il periodo in cui tradizionalmente si verifica il maggior numero di ingressi, nella tarda primavera.

 

In particolare, il numero di minori non accompagnati alla frontiera è aumentato notevolmente negli ultimi mesi mettendo sotto pressione il sistema di accoglienza dell’amministrazione Biden sulla frontiera. Le autorità di frontiera hanno riferito che nel mese di marzo c’è stata una media di ingressi di 565 bambini al giorno, la maggior parte tra i sette e i 13 anni; in tutto il mese di marzo quasi 19.000 minori migranti non accompagnati sono arrivati negli Stati Uniti dopo aver attraversato il confine con il Messico.

L’azione dei trafficanti di esseri umani fa leva sulla disperazione di chi vive in contesti di miseria e insicurezza. La povertà estrema, la mancanza di attenzione da parte dello stato e la necessità di trovare un futuro migliore sono i fattori che spingono a rischiare la vita pagando grandi somme di denaro per entrare negli Stati Uniti.

Da tutti i Paesi dell’America latina si moltiplicano gli appelli dei governi a non dare ascolto a chi incoraggia a intraprendere questi viaggi ma a questi appelli spesso non corrisponde un uguale impegno a colmare le tremende disuguaglianze che affiggono la regione. I pericoli a cui vanno incontro i bambini e le bambine che viaggiano da soli sono immensi. Durante il viaggio devono affrontare violenze e abusi; spesso vengono reclutati per attività illegali o finiscono nella rete della tratta.

Aracelly e Juli Jasmina, così piccole, già sono l’emblema di un ordine mondiale imposto dalla globalizzazione e fondato sulle disuguaglianze. Le loro piccole vite sono state travolte prima dall’allontanamento dei propri genitori, emigrati in cerca di fortuna, e poi dallo sradicamento dalla propria realtà, un paesino rurale nel quale vivevano con la famiglia allargata.

Aracelly e Juli Jasmina, così piccole, già sono l’emblema di un ordine mondiale imposto dalla globalizzazione e fondato sulle disuguaglianze. Le loro piccole vite sono state travolte prima dall’allontanamento dei propri genitori, emigrati in cerca di fortuna, e poi dallo sradicamento dalla propria realtà, un paesino rurale nel quale vivevano con la famiglia allargata.

Ora si trovano nella Divisione minori non accompagnati dell’Ufficio di Reinsediamento dei Rifugiati degli Stati Uniti mentre viene analizzata la situazione legale dei loro genitori. Se Diego e Yolanda non riusciranno a dimostrare che il loro soggiorno negli Stati Uniti è legale potrebbero perdere la custodia delle loro figlie e per le due bambine si aprirebbe la strada dell’istituzionalizzazione.

Nadia Angelucci

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Giornalista e scrittrice

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