Home Società Mafia virale. La criminalità organizzata non va in lockdown

Mafia virale. La criminalità organizzata non va in lockdown

by Roberto Saviano

di Roberto Saviano (Scrittore e giornalista)

(Intervista a cura di Luca Attanasio)

La pandemia ha influito sul potenziamento delle mafie nel nostro Paese da un punto di vista economico e sociale?

La pandemia ha influito moltissimo sugli affari delle mafie, soprattutto riguardo una dinamica inaspettata. Le mafie oggi non vivono prendendo soldi, bensì dando soldi. Le mafie arrivano e danno “soccorso” alle aziende in crisi. Ma si tratta di un soccorso solo in apparenza. Il copione è sempre lo stesso. Arrivano, si presentano con un volto legale, e non con un aspetto criminale. Arrivano come società, imprenditori, che vogliono entrare in partnership, mettono i soldi per far andare avanti l’azienda, e dopo un po’ chiedono il rientro dal prestito. Il meccanismo è sempre questo. Dichiarano che hanno necessità, che le banche non coprono il prestito. A quel punto l’azienda non ce la fa a ridare i soldi. Quindi non ci troviamo di fronte all’usura “classica”, il cui meccanismo è quello del “cravattaro” che presta soldi per poi chiedere interessi del 50, 80, 100, 200 per cento. Le mafie oggi si presentano come partner, oppure rilevano direttamente il negozio, il ristorante, a bassissimo costo. È questo ciò che si sta verificando ora. E poi preferiscono le piccole e le medie imprese, soprattutto fabbriche; di quest’ultime le mafie vanno ghiotte a causa dei macchinari, che rilevano e rivendono. La strategia più subdola e invasiva è comunque quella della partnership. Uso questa parola impropria per descrivere il meccanismo con cui le mafie si presentano con la volontà di aiutare, e poi in realtà si strozza l’imprenditore; questo avviene dopo il periodo di “luna di miele”, come lo chiamano i tecnici, ovvero quel primo periodo in cui l’imprenditore crede davvero di aver trovato chi lo può aiutare. In realtà trova la mafia.

Ricordiamo come, già ad aprile del 2020, il giornale Die Welt avesse chiesto alla cancelliera tedesca Angela Merkel di non concedere all’Italia sostegni economici europei perché «la mafia è forte e sta aspettando i nuovi finanziamenti a pioggia da Bruxelles». Come si possono mettere al sicuro dalle mafie i finanziamenti, tra cui quelli europei?

Non ci sono meccanismi che possano davvero mettere al sicuro i finanziamenti. Monitorare, capire dove vanno i soldi, è già un iniziare un percorso vero di protezione di quel danaro. Le mafie da questi finanziamenti guadagneranno molto. Ma attenzione: guadagneranno ancora di più dall’assenza di questi finanziamenti. Per questo mi opposi fortemente al luogo comune “se aiuti l’Italia aiuti le mafie”… Non si può ragionare in questo modo semplicistico! Le mafie hanno già una valanga di denaro. Almeno quelle vincenti, perché esistono famiglie mafiose che sono entrate in crisi con la pandemia da Covid-19. I cartelli vincenti sanno esattamente dove mettere il denaro. Quindi se non arrivano i finanziamenti il sistema fallisce, e loro comprano; se arrivano i finanziamenti una parte finisce a loro. Ecco il punto. In ogni caso ne avranno un vantaggio. Ma il vantaggio più grande l’avranno se i soldi non arrivano. Ora che sappiamo che arriveranno, dobbiamo tenere a mente che le aziende che saranno salvate dal Recovery plan non saranno aziende di mafia. 

Allora dobbiamo essere attenti a vagliare tutti i meccanismi che potrebbero escogitare. Hanno preso aziende decotte per avere soldi che poi non utilizzeranno per farle rinascere. Ci siamo resi conto di queste dinamiche durante la pandemia stessa, per esempio riguardo al bonus dei 25mila euro. Le mafie sono andate dalle aziende in difficoltà, che essendo protestate non potevamo accedere al bonus; si sono fatte esse stesse garanti presso le banche, facendo così accedere le aziende al bonus. Una volta ottenuto, veniva poi smezzato tra azienda e mafia. E così fanno sempre. Si presentano alle banche per investimenti, fidi bancari… Fanno da garanti, si prendono la metà, e spariscono, lasciando morire le imprese. Le aziende disperate accettano tutto, anche di prendere la sola metà del finanziamento.

Nella sua ultima relazione semestrale, la Direzione investigativa antimafia suggerisce, come misura per prevenire le infiltrazioni mafiose, di far operare ai prefetti un controllo preventivo non delle imprese – perché eventuali stop ritarderebbero la realizzazione delle opere – ma sugli appalti. Secondo lei questa è una misura sufficiente? E inoltre, dietro le semplificazioni burocratiche per consentire la realizzazione delle opere non potrebbe nascondersi una maggiore capacità operativa delle mafie?

Lo snellimento delle pratiche burocratiche non favorirà le mafie. Più metti vincoli burocratici più le mafie avranno ragione, perché ci si rivolge a loro anche per snellire tali vincoli. Ti devi rivolgere alle mafie se vuoi avere un’informazione al catasto, o per capire in tempi rapidi se si otterrà un permesso. Hanno la forza dell’intimidazione, del denaro, della mazzetta, conoscono il territorio più di chiunque altro – spesso la famiglia mafiosa è sul territorio da più cinquant’anni. Quindi più sarà facile accedere alle questioni burocratiche, più la mafia avrà difficoltà, senza dubbio.

Roberto Saviano

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