Una questione di radici. L’eredità di Pitirim Sorokin nel conservatorismo transnazionale odierno - Confronti
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Una questione di radici. L’eredità di Pitirim Sorokin nel conservatorismo transnazionale odierno

by redazione

Estratto da: Dmitrij Uzlaner e Kristina Stoeckl. 2017. The legacy of Pitirim Sorokin in the transnational alliances of moral conservatives. Journal of Classical Sociology 18 (2): 133-153. https://doi.org/10.1177/1468795X17740734.

Nel suo studio del 1925, il sociologo Karl Mannheim ha descritto il conservatorismo come uno stile di pensiero nato da una specifica costellazione storica e sociologica. In questo modo, ha identificato i “punti nodali” che hanno dato coerenza al pensiero conservatore, tra cui singoli scrittori, scuole intellettuali e persino case editrici. In questo articolo, puntiamo a posare alcuni mattoni sul terreno per un’analisi del conservatorismo morale del XXI secolo analizzando una delle figure di maggior spicco, ovvero Pitirim A. Sorokin (1889-1968), sociologo di Harvard emigrato dalla Russia. Come studioso, Sorokin è stato relegato ai margini della sua disciplina, ma la sua eredità di intellettuale pubblico è stata grande negli Stati Uniti ed è ulteriormente aumentata in Russia negli ultimi tre decenni.

Gli Stati Uniti e la Russia sono i due poli della nostra analisi del conservatorismo morale del XXI secolo come fenomeno transnazionale. In America, il conservatorismo morale è associato alla Destra cristiana, che si è mobilitata su questioni come la famiglia, ruoli di genere tradizionali, opposizione all’aborto e questioni di libertà religiosa. In Russia, il “conservatorismo morale” è un fenomeno relativamente nuovo che attinge sia dal cristianesimo ortodosso che da codici morali tardo-sovietici.

Sorokin è nato nella Russia zarista e ha trascorso del tempo in prigione a causa della sua resistenza alla rivoluzione bolscevica, venendo infine esiliato e trovando la strada verso gli Stati Uniti e le aule dell’Università di Harvard, un’istituzione universitaria senza dubbio elitaria. L’importanza di Sorokin non sta solo nel fatto che fosse un “sociologo professionista”, la sua eredità intellettuale, infatti, è caratterizzata da un elemento ulteriore, che ha contribuito ad avvicinare la ricezione russa e americana del suo lavoro in tempi recenti. I conservatori in entrambi i Paesi leggono le opere di Sorokin perché rappresentano un’autorità nel campo della “sociologia pubblica” a cui viene riconosciuta la capacità di parlare al nostro tempo così come aveva già fatto quando erano state pubblicate, a metà del XX secolo. I titoli più importanti: The Crisis of Our Age (1941) [La crisi della nostra epoca], S.O.S.: The Meaning of Our Crisis (1951) [S.O.S.: Il significato della nostra crisi] e The Basic Trends of Our Times (1964) [Le tendenze fondamentali dei nostri tempi].

In questo articolo, sosteniamo che è proprio questo aspetto pubblico e impegnato di Sorokin a essere oggi più vivo che mai, e ne fa così un punto di riferimento per il conservatorismo morale del XXI secolo. La fama di Sorokin come profeta di una crisi sociale e morale è in crescita. Le sue prime ricerche sociologiche sulla società rurale hanno svolto un ruolo importante nel renderlo un autore di riferimento per i conservatori morali. Insieme a Carle C. Zimmerman [sociologo americano e membro del Dipartimento di sociologia dell’Università di Harvard], Sorokin ha sviluppato una prospettiva particolare sulla sociologia urbana e rurale, secondo la quale solo uno stile di vita rurale basato su un modello tradizionale della famiglia, un’economia fondata sul lavoro manuale e domestico, un forte legame tra l’individuo e il territorio abitato è sociologicamente, demograficamente ed economicamente sostenibile.

Sulla base di questa idea, lo storico e attivista pro-famiglia Allan Carlson trasformò Sorokin in un “punto di riferimento” nelle relazioni morali conservatrici russo-americane. Carlson è il direttore e fondatore dell’Howard Center for Family, Religion, and Society, un’organizzazione non governativa impegnata nel lavoro di lobby pro-famiglia del governo degli Stati Uniti e delle Nazioni Unite.

Il suo lavoro è stato anche determinante nella fondazione del Congresso mondiale delle famiglie (Wcf ) insieme a sociologi russi (cfr. pag 15). L’influente manifesto di Carlson sulla “famiglia naturale” nell’America del XXI secolo prende spunto dal lavoro di Sorokin e Zimmerman sulla sociologia rurale-urbana. Inoltre, Sorokin è stato per tutta la sua vita un acerrimo nemico del Comunismo e del bolscevismo: nei suoi scritti autobiografici si legge la condanna al decadimento morale sotto il Comunismo, di cui si diceva testimone diretto prima di emigrare dalla Russia.

Nelle opere di Carlson che criticano i sistemi di welfare socialdemocratici europei, il lettore può facilmente rilevare l’influenza del giudizio negativo di Sorokin sul Comunismo. Sorokin ha ispirato anche altri autori della Destra cristiana compreso l’ex quarantottesimo vice presidente degli Stati Uniti, Mike Pence – che non faceva mistero delle sue posizioni pro-vita e pro-famiglia – ha citato più volte Sorokin nei suoi discorsi pubblici.

Autore di riferimento per i conservatori morali negli Stati Uniti, Sorokin ha ispirato anche la svolta conservatrice nella Russia post-sovietica. Sorokin è una delle più imponenti figure russe fuggite dalla Russia bolscevica in Occidente e la cui eredità ha avuto fondamentale importanza sia nel panorama intellettuale occidentale che in quello russo dopo il crollo dell’Unione Sovietica.

Un’altra figura rilevante in questo contesto è Aleksandr Solženicyn, che ha svolto un ruolo nella formazione del conservatorismo americano di fine Novecento. Ci sono studiosi che si sono spinti oltre, definendo Sorokin un nobile precursore di Solženicyn. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica e il primo decennio di transizione sociale, la società russa ha conosciuto una svolta verso un conservatorismo che è associato con il Cristianesimo ortodosso, l’autoritarismo politico e l’affermazione dei valori tradizionali. Questa svolta verso i valori tradizionali non è stata interamente “fatta in casa”, ma è stata influenzata da contatti tra conservatori russi e i loro omologhi in Occidente. Sorokin occupa un posto speciale in questo contesto, poiché è una delle fonti originarie sia per il versante americano che per quello russo.

Da parte sua, Carlson ha agito davvero come “costruttore di ponti” tra gli attivisti pro-famiglia americani e russi durante il suo viaggio a Mosca nel 1995 al fine di incontrare il demografo e sociologo Anatolij Antonov. Antonov era tra gli studiosi russi che erano già stati attratti da Sorokin nel periodo sovietico, quando il suo nome e lo studio delle sue opere erano ancora proibiti. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, Sorokin divenne gradualmente un’autorità per i sociologi russi. Nel 2008, Vladimir Dobrenkov, all’epoca decano di sociologia all’Università statale di Mosca, ha fondato la Pitirim Sorokin Foundation insieme al controverso pensatore conservatore radicale Aleksandr Dugin.

Sono quattro gli aspetti del lavoro di Sorokin che, a nostro avviso, sono stati determinanti per la sua ricezione tra i “conservatori morali” di oggi: l’enfasi data ai “valori”, la sua nozione della “cultura sensistica”, le sue idee sulla famiglia e la sua speranza di una rinascita morale. In primo luogo, Sorokin appartiene alla tradizione “idealistica” nella teoria sociologica; secondo il suo punto di vista, il nucleo di qualsiasi sistema socio-culturale e le sue dinamiche risiedono nella sua “mentalità” e i “valori” sono una parte importante di queste premesse.

Le tipologie di valori che sono prevalenti determinano il tipo di “supersistema culturale” con cui abbiamo a che fare. Sorokin distingueva notoriamente tre tipi di sistemi culturali: 1) la cultura ideazionale, 2) la cultura sensistica, 3) la cultura idealistica (o integrale). Ogni fase è associata a gruppi di valori corrispondenti. Il cambiamento culturale si verifica quando un insieme di valori viene esaurito e poi sostituito da un altro insieme di valori. Ogni periodo di transizione è segnato dal caos. Anche se raramente possiamo trovare un riferimento diretto alla teoria della cultura di Sorokin, è tuttavia evidente che i suoi scritti hanno contribuito a creare il linguaggio delle culture wars di oggi plasmando la visione dei conservatori morali in merito ai processi e alle dinamiche sociali. In secondo luogo, l’idea dell’agonia della cultura sensistica è la forma più visibile di sorokinismo nel recente discorso conservatore americano. È anche l’aspetto più attraente del suo lavoro per i conservatori russi. Essi non solo riconoscono tracce di slavofilismo russo nella diagnosi di una profonda crisi culturale in Occidente, ma interpretano la loro stessa condizione di transizione post-sovietica in senso sorokiniano, come tramonto senza appello della “cultura sensistica” condannata all’oblio.

In terzo luogo, l’esperienza della Rivoluzione russa è stata per Sorokin una grande fonte di ispirazione per sostenere che le licenze sessuali portano a disordini sociali. In The American Sex Revolution (1956) [La rivoluzione sessuale americana] Sorokin metteva in guardia dagli effetti della liberalizzazione delle norme morali per il futuro della cultura occidentale. Egli riteneva che alla radice di quasi tutti i mali sociali ci fossero l’“anarchia sessuale” e la “degenerazione familiare”. I conservatori morali, che condividono questa narrazione, insistono sulla superiorità del modello familiare tradizionale o “naturale”.

Inoltre, essi considereranno inaccettabile anche la misura più attenta volta a migliorare la vita delle famiglie se questa è legata al valore della libertà sessuale. Questa presa di posizione spiega perché gli attuali dibattiti sulla famiglia nei forum internazionali come il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite si traducono solo in situazioni di stallo, nonostante la convergenza su alcuni obiettivi pratici. Mentre le idee di Sorokin sulla famiglia hanno permesso ai conservatori morali degli Stati Uniti e della Russia di riconoscersi in un destino comune e in un insieme di obiettivi condivisi, un altro aspetto del lavoro di Sorokin rivela invece la differenza nella percezione che queste due correnti hanno di sé stesse. Sorokin predisse che alla fine di ogni “cultura sensistica”, sarebbe apparsa una nuova cultura idealista o integralista, con nuovi valori religiosi. È proprio nel modo in cui viene interpretata questa “previsione” che differiscono i conservatori russi da quelli americani.

I conservatori russi credono che la “cultura sensistica” sia riuscita a toccare solo gli strati superficiali della loro cultura; per questo motivo, potrà essere facilmente sradicata insieme ai liberali che sono i portatori di questo decadimento morale. Al contrario, i conservatori americani credono che la “cultura sensistica” sia riuscita a penetrare troppo profondamente nel suolo della nazione, al punto che potrebbe non esserci più alcuna speranza di convertire l’intera cultura a un orientamento più idealistico.

In precedenza, abbiamo fatto riferimento a Sorokin usando il termine “profeta”, non perché pensassimo che le sue previsioni sulla fine dell’Occidente e la crisi imminente della “cultura sensistica” fossero accurate. Piuttosto, è stato profetico nel gettare le basi per le coalizioni transnazionali esistenti oggi tra gruppi morali conservatori. In una parola, ha sviluppato aspetti del quadro concettuale, della logica e del linguaggio usato dai conservatori ancora oggi nelle loro discussioni sulle attuali trasformazioni socioculturali.

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