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Ucraina in fiamme

by Goffredo Fofi

di Goffredo Fofi. Scrittore, critico letterario e cinematografico, giornalista. Direttore della rivista Gli asini.

Aleksandr Dovženko è stato uno sceneggiatore, produttore cinematografico e regista ucraino di epoca sovietica. Viene spesso citato come uno dei più importanti registi sovietici, insieme a Sergei Eisenstein, Dziga Vertov e Vsevolod Pudovkin, oltre a essere stato tra i pionieri della teoria del montaggio sovietico. In uno dei suoi film più celebri (Ucraina in fiamme, del 1943) osò criticare le strategie degli stati maggiori russi e fu chiamato a renderne conto da Stalin in persona.

Della cultura ucraina sappiamo ben poco, e mi sembra che ben pochi autori ne siano stati tradotti nella nostra lingua a parte il poeta nazionale ottocentesco Taras Ševčenko, che fu davvero un grande; ma poi c’è stato – e fu un grande amore degli appassionati di cinema di molti Paesi Aleksandr Dovženko (1894-1956), di cui abbiamo potuto vedere in passato (ma non sempre in Italia) sia i film da lui diretti, dei capolavori come Arsenale (1929), La terra (1930) e Ivan (1932), grandi poemi visivi sulla Rivoluzione e sulla Natura.

Un suo film del tempo di guerra, Ucraina in fiamme (1943), osò criticare le strategie degli Stati maggiori russi e per questo cadde in disgrazia e fu chiamato a renderne conto dallo stesso Stalin.

Si riprese con Mičurin (1948), vita di uno scienziato, ma mentre lo girava salì la stessa di Lysenko, lo scienziato che sosteneva la trasformazione della natura da parte dell’uomo (sovietico) oltre ogni verità e ogni possibilità, e Mičurin apparteneva a una storia diversa… Il film che ne resta è un compromesso, accompagnato da una partitura musicale (un po’ enfatica) di Dmitrij Šostakovič.

Insomma Dovženko non ha avuto la vita facile, come tantissimi altri artisti (ed enormi masse di persone comuni) nella Russia di Stalin…

Dopo la morte, nel 1960, la moglie (ex attrice e sua straordinaria collaboratrice) Julija Solnceva girò il primo di tre grandi film (su grande schermo e a colori) ideati dal marito che non aveva potuto realizzarli, tre magnifici poemi visivi sull’Ucraina: la Storia degli anni di fuoco (1961), sui rapporti tra uomo, natura e Storia; Il poema del mare (1958), che si muove tra presente, passato e futuro del Paese seguendo l’immaginario di un protagonista in cui non è difficile vedere lo stesso Dovzenko; La Desna incantata (1964), sulla vita ai bordi del grande fiume.

Per Dovženko io ho un amore particolare, come per molti registi che hanno saputo raccontare il mondo contadino e le sue fatiche e le sue lotte – registi giapponesi come Akira Kurosawa, francesi come Jean Renoir, indiani come Satyajit Ray, statunitensi come John Ford, King Vidor ed Elia Kazan, italiani come Giuseppe De Santis…

Perché è da lì che io vengo, come la gran parte degli abitanti di un Paese che fu, fino al “miracolo economico”, prevalentemente contadino e analfabeta. Nonché Paese di migranti.

Rivedere La terra – facilmente reperibile in Dvd – mi commuove sempre tantissimo, la storia di un giovane in lotta contro i padroni per un futuro migliore suo e del suo villaggio, e che i padroni uccidono, in una meravigliosa notte d’estate mentre egli danza di gioia perché la ragazza che ama lo ricambia e perché i contadini da lui risvegliati si ribellano infine ai loro padroni e sfruttatori.

Illustrazione di Doriano Strologo

Goffredo Fofi

Goffredo Fofi

Scrittore, critico letterario e cinematografico, giornalista. Direttore della rivista Gli asini

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