Il capo della comunità Islamica Ahmadiyya si rammarica per la mancanza di unità tra il mondo musulmano - Confronti
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Il capo della comunità Islamica Ahmadiyya si rammarica per la mancanza di unità tra il mondo musulmano

by redazione

Redazione Confronti

Il Califfo Hazrat Mirza Masroor Ahmad, capo della Comunità musulmana Ahmadiyya, nota nel mondo per la fedeltà assoluta al proprio motto “Amore per tutti, odio per nessuno”, condanna il vile atto del rogo del Corano in Svezia, le crudeltà contro i palestinesi e affronta il tema dei disordini in Francia: “Alla base dell’oppressione dei musulmani nel mondo e dell’islamofobia c’è la disunione dei musulmani. Ma la violenza non è mai l’approccio giusto”.

Il Capo Mondiale della Comunità Musulmana Ahmadiyya, Quinto Khalifa (Califfo), Sua Santità, Hazrat Mirza Masroor Ahmad, ha espresso il suo dolore e il suo rammarico per la mancanza di unità tra il mondo musulmano e ha affermato che la debolezza della Ummah musulmana sta permettendo agli oppositori dell’Islam di prendere di mira i musulmani.
Parlando durante il suo sermone del venerdì alla Moschea Mubarak di Islamabad, Tilford, il 7 luglio scorso, il Califfo ha voluto toccare vari temi di attualità.

Affrontando la situazione in corso in Palestina, Hazrat Mirza Masroor Ahmad ha detto: “Dovremmo pregare per i palestinesi perché Allah possa concedere loro dei leader che soddisfino i loro diritti, li guidino correttamente e li liberino dalle ingiustizie che vengono perpetrate contro di loro. Le crudeltà che stanno affrontando hanno raggiunto livelli estremi, ma non c’è nessuno che li difenda”. Condannando poi con la massima fermezza l’ultimo incidente del rogo del Sacro Corano in Svezia, Hazrat Mirza Masroor Ahmad ha dichiarato:”In Svezia e in altri Paesi, alle persone è stata data piena libertà di dire tutto ciò che desiderano (contro l’Islam) in nome della libertà di espressione. Con questo pretesto, stanno crudelmente giocando con i sentimenti dei musulmani attraverso atti che causano profonda sofferenza. A questo proposito, anche i governi musulmani sono responsabili della situazione disastrosa in cui si trovano i musulmani, perché è la loro disunione che ha permesso ai poteri anti-islam di agire in questi modi ignobili”.

Affrontando poi il tema dei recenti disordini in Francia scoppiati all’indomani dell’uccisione dell’adolescente Nahel Merzouk, Hazrat Mirza Masroor Ahmad ha aggiunto: “Anche in Francia i musulmani sono presi di mira. Tuttavia, negli ultimi giorni la reazione violenta di alcuni musulmani e di coloro che si sono uniti a loro non è l’approccio giusto. Non si può ottenere nulla causando distruzione. Piuttosto, i musulmani devono assicurarsi che le loro azioni rimangano in accordo con gli insegnamenti dell’Islam in ogni momento. Infatti, solo quando le parole e le azioni dei musulmani corrisponderanno agli insegnamenti dell’Islam, essi otterranno pace e successo”.

“Si sostiene che (in Francia) – ha poi concluso – si stia facendo molto per sostenere l’adolescente vittima. Tuttavia, la reazione del pubblico racconta una storia diversa. È stato riferito che sono state avviate raccolte di fondi online sia per il ragazzo ucciso che per l’agente di polizia. Secondo queste notizie, i fondi raccolti per il ragazzo sono solo una frazione di quelli raccolti a sostegno dell’agente di polizia. Che Allah abbia pietà e permetta a queste persone di fare giustizia e che i musulmani si uniscano”.

CHI SONO GLI AHMADI

Fondata nel 1889 a Qadian, nell’attuale Punjab, India, da Hazrat Mirza Ghulam Ahmad, un mistico musulmano autore di oltre 90 testi, l’Ahmadiyya Muslim Jama’at è una comunità religiosa internazionale, attualmente presente in ogni continente, in circa 200 paesi nel mondo, che conta circa 100 milioni di fedeli. Conosciuta in tutto il mondo per il motto “Amore per tutti, odio per nessuno” e unita sotto un’unica guida spirituale – attualmente Sua Santità Mirza Masroor Ahmad, autore del libro “La Crisi Mondiale e la Via per la Pace” dove sono raccolte le sue conferenze e le lettere ai leader mondiali sugli autentici e pacifici insegnamenti dell’Islam – la comunità Ahmadiyya professa una fede che si basa sull’assunto che il Corano sia l’autorità fondamentale per i musulmani, che il profeta Muhammad sia il suo profeta e che l’Islam – al pari delle altre religioni rivelate – esista per assicurare i diritti e le libertà dell’umanità, per proclamare il rifiuto della violenza e per costruire una società pacifica, mai bellica.

La comunità Ahmadiyya ha promosso nell’arco di questi anni moltissime campagne in tutto il mondo per diffondere messaggi di pace, sostegni a popolazioni bisognose di aiuto, garanzie di diritti umani e civili. In Italia, dove la comunità è presente da circa 12 anni ed è radicata in particolare a Bologna, Milano e Roma, ha promosso due campagne: “Musulmani per la Pace”, il cui messaggio sottolinea come l’Islam debba prendere la più assoluta distanza da ogni forma di violenza o terrorismo, e “Musulmani per la lealtà” che ha lo scopo di insegnare ai musulmani − tramite riferimenti coranici e profetici − il senso del dovere, dell’amore e della lealtà nei confronti del Paese in cui vivono. Secondo gli Ahmadi il vero Jihad ha come scopo difendere le libertà e i diritti di tutti gli esseri umani, di proteggere tutte le sinagoghe, i templi, le chiese e le moschee.

Le predicazioni nei momenti di preghiera, al fine di favorire l’integrazione e il radicamento dei propri membri nelle società in cui vivono, vengono svolte in lingua locale. Le donne della comunità hanno un ruolo paritetico e svolgono mansioni fondamentali al suo interno.

Gravemente perseguitati in Pakistan e in altre aree dove l’Islam fondamentalista è predominante, gli Ahmadi sono sostanzialmente una comunità in permanente esodo che riesce, però, lì dove si insedia, a integrarsi e a stabilire una presenza pacifica e amichevole e a essere una testimonianza di pace attraverso una fede vissuta.

Foto © Ahmadiyya Mosque – Wikimedia Commons 

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