A proposito di natalità - Confronti
Home Editoriali A proposito di natalità

A proposito di natalità

by Giancarla Codrignani

di GIANCARLA CODRIGNANI. Giornalista, scrittrice e già parlamentare.

Tema complesso, che nasce pieno di contraddizioni. Chi volesse tornare al Club di Roma e al report I limiti dello Sviluppo (1972) e fosse uno di quelli che la Meloni chiama “i talebani dell’ideologia green”, troverebbe qualche problema a sostenere che non ci basta essere otto miliardi: non è più solo come sfamare tutti, ma come non inquinare ancora di più.

Ma i media incalzano: abbiamo bisogno di nuovi nati perché ci sono troppi vecchi. Detto così, sarà un po’ forte, ma non diciamo che non è vero: non bastano i soldi per le pensioni senza nuovi contributi dei lavoratori in essere. Forse un po’ di riordino nelle priorità dei bilanci degli Stati sarebbe un’idea da coltivare. Anche perché le spese militari gridano vendetta.

Tuttavia “natalità” riconduce ai nostri privati desideri, desideri anche di figli, la sfera privata dove lo Stato entra per via dei diritti: quando nasce un bambino o una bambina cambia il mondo – potrebbe essere Einstein o Hitler – e la società non può essere indifferente. Il piccolino ignaro è già un cittadino in possesso di diritti che i governi interpretano in forma di welfare ai genitori. Poi i bimbi, tutti, sono bellissimi e inteneriscono. I genitori sanno che prima di tutto costano e, comunque, piangono la notte e richiedono cura continua: sono fragili fisicamente, ma anche psichicamente e i complessi se li prendono nei primi mesi. Sono come noi, solo piccoli, da educare alle regole civili. Per questo la natalità risulta fondamentale, a qualunque titolo se ne parli.

L’11 maggio la Fondazione per la Natalità ha aperto gli Stati Generali della Natalità quest’anno tematizzata sull’esserci, Più giovani più futuro. La partecipazione della ministra titolare della Famiglia-Natalità-Pari opportunità purtroppo non ha annunciato le intenzioni del Governo per il nostro Paese che, effettivamente, si sta impoverendo dal punto di vista numerico (siamo solo 59 milioni).

 

 

 

Interessava molto il suo intervento, tenendo conto che i cambiamenti sociali invitano a pensare la cultura di “fare figli” che dipende da una scelta personale, in particolare della donna, e che interroga la procreatività “secondo natura”. Escludendo che il Governo abbia interesse per le analisi specula- tive, interessava molto conoscere quali provvidenze avrebbe annunciato. Non è stato possibile: una contestazione le ha impedito di parlare. La ministra se n’è andata. La presidente Meloni (che non aveva accolto l’invito mandando solo un messaggio) ha denunciato la sopraffazione. Aspettava che la risposta gliela desse il papa che, lui sì, doveva presenziare?

I MEDIA INCALZANO: ABBIAMO BISOGNO DI NUOVI NATI PERCHÉ CI SONO TROPPI VECCHI.

Se Meloni è furbetta, il papa è un gesuita esperto. La natalità gli sta “molto a cuore”, ha detto, «non sono i bambini che nascono il problema del mondo, non sono loro la radice dell’inquinamento, della fame, della mancanza di risorse. Il problema […] sono le scelte di chi pensa solo a sé stesso, il delirio di un materialismo sfrenato, cieco e dilagante, di un consumismo che, come un virus malefico, intacca alla radice l’esistenza delle persone e della società».

Nominati gli investimenti principali – le armi (contro la vita), gli anticoncezionali (contro la natalità) – ha ricordato che «la vita è un dono, non un problema […]. In una società dove le madri sono costrette a scegliere tra lavoro e figli, urgono politiche efficaci, scelte coraggiose, concrete e di lungo termine» a favore della famiglia, oltre che «un impegno maggiore da parte di tutti i governi». Bisogna “invertire la rotta” e farlo come politica e come società «perché le giovani generazioni vengano messe nelle condizioni di poter realizzare i propri legittimi sogni». Si tratta di attuare «serie ed efficaci scelte in favore della famiglia», ha scandito il pontefice, ad esempio, bisogna «porre una madre nella condizione di non dover scegliere tra lavoro e cura dei figli». Anche se il numero delle nascite è il primo indicatore della speranza di un popolo: «Il problema non è in quanti siamo al mondo, ma che mondo stiamo costruendo».

Francesco sa come trattare i problemi su cui i reazionari lo attendono al var- co e ha chiuso chiedendo di «pregare per lui, non contro di lui». Un giornalista gli chiese perché lo dicesse spesso: «perché ne ho bisogno».

Ph. Aditya Romansa © via Unsplash

Picture of Giancarla Codrignani

Giancarla Codrignani

Giornalista, scrittrice e già parlamentare.

Abbonati ora!

Solo 4 € al mese, tutta Confronti
Novità

Seguici sui social

Articoli correlati

Lascia un commento

Scrivici
Send via WhatsApp