di Michele Lipori. Redazione Confronti
L’avanzata delle Destre estreme in Europa e nel mondo preoccupa osservatori e analisti, che evidenziano una dinamica complessa, legata non solo a crisi economiche e sociali, ma anche a una crescente attrattiva di gruppi ultranazionalisti, xenofobi e sovranisti. Questa crescita trova terreno fertile soprattutto tra chi è deluso dalle politiche tradizionali e si sente minacciato dalle trasformazioni globali. I movimenti di estrema Destra non si limitano a raccogliere consenso, ma conquistano spazi nelle istituzioni europee, ponendo una seria sfida ai valori fondanti dell’Unione europea.
Un recente report dell’Observatorio Internacional de Estudios sobre Terrorismo (Oiet) mostra che nel 2024 c’è stato un incremento del 15% negli attacchi terroristici di matrice estremista di Destra. I dati segnalano 120 episodi globali, con un preoccupante aumento rispetto ai 28 del 2022 e ai 18 del 2021. Secondo l’Oiet, le cause di questo fenomeno vanno ricercate nel crescente malcontento sociale e in una narrativa che mescola nazionalismo, razzismo e populismo, proponendo “soluzioni semplici” come la chiusura delle frontiere e la difesa della “cultura nazionale”.
I social media amplificano questi messaggi, diventando un potente strumento di propaganda per diffondere disinformazione e teorie complottiste. Sempre più gruppi estremisti, infatti, utilizzano piattaforme come Telegram per coordinare le loro attività, sfuggendo spesso ai controlli istituzionali.
Secondo il Network of Terrorist and Violent Extremist Groups, questa strategia ha favorito una rapida diffusione delle ideologie estremiste, minando la coesione sociale e alimentando l’odio verso minoranze etniche e religiose. Un aspetto emblematico in tal senso è il legame tra alcuni partiti di estrema Destra europei e la propaganda pro-Cremlino. Come evidenziato dal report Behind the Curtain: Unveiling Pro-Kremlin Ecosystem in Europe pubblicato dall’Institute for Strategic Dialogue, sono molti i canali – ufficiali e non – attraverso i quali il Cremlino tenta di influenzare gruppi estremisti e destabilizzare le democrazie europee. Pur mantenendo delle posizioni politiche divergenti dalla Russia, infatti, sono diversi i partiti di estrema Destra che convergono con il Cremlino nell’ambito di una narrazione che esalta “valori tradizionali” e si oppone all’“Occidente liberalista”.
Il report osserva altresì che la strategia russa trova un’eco anche tra alcuni settori della Sinistra radicale, creando una sorta di “cocktail rosso-bruno” di ideologie che unisce elementi di nazionalismo, anti-liberalismo e anti-globalismo.
Secondo lo European Parliament Monitoring Centre, il parlamento europeo sta accogliendo sempre più deputati radicali, rischiando di modificare l’identità stessa dell’Unione Europea. Susi Dennison, dello European Council on Foreign Relations, avverte che i partiti tradizionali hanno spesso sottovalutato l’impatto delle politiche dell’estrema Destra, che minano gradualmente lo Stato di diritto e i diritti umani, a partire da quelli dei migranti.
La normalizzazione di queste politiche ha portato i partiti di Centrodestra a spostarsi sempre più a Destra, con la speranza di arginare la perdita di consensi. Ma, come osserva Tarik Abou-Chadi in un’analisi sul The Guardian, questa strategia ha solo rafforzato ulteriormente l’estrema Destra, creando un pericoloso circolo vizioso. Se questa tendenza non dovesse arrestarsi, continua Abou-Chadi, i partiti tradizionali rischieranno di essere assorbiti completamente dall’estrema Destra nel giro di pochi anni, il che trasformerà profondamente il panorama politico europeo.
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Michele Lipori
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