di Luigi Sandri. Redazione Confronti
Chi sia Leone XIV lo capiremo a poco a poco, al di là delle possibili previsioni in base al suo passato. Per ora, dunque, ci limitiamo a qualche rapido flash.
Ieri, presentandosi alla Chiesa, alle Chiese e al mondo, Leone ha insistito sulla pace. Potessero, le sue parole, far deporre le armi e cessare i conflitti tra Russia-Ucraina, e Israele-Hamas, e tutti gli altri!
Ma, guardando le sue parole da un punto di vita ecumenico, ha colpito molti che egli facesse recitare alla folla, con lui, l’Ave Maria, tipica preghiera cattolica. Ora siccome si rivolgeva al mondo intero, e in esso a molte e molti i cristiani non cattolici, come mai non ha proposta di recitare insieme il Padre nostro, la preghiera insegnata da Gesù, e raccolta negli Evangeli? Lo stesso dubbio si impone per aver egli annunciato la indulgenza plenaria ai cattolici che lo vedevano, nel mondo intero, in diretta tv.
Leggendo poi il programma – pubblicato oggi dalla Santa Sede – dei suoi prossimi impegni, in questo mese, si notano solamente appuntamenti religiosi nelle principali basiliche romane, e un incontro con il Corpo diplomatico. Ma, prima della sua malattia, Francesco aveva detto che si sarebbe recato a Nicea, per celebrare in quella cittadina, oggi turca, i 1700 anni dalla celebrazione, là, del primo Concilio ecumenico del 325.
Il patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo, aveva annunciato che Francesco sarebbe stato con lui, ed altri gerarchi delle Chiese ortodosse, il 24/25 maggio, per la solenne ricorrenza. Per ora non sappiamo se l’incontro rimane fissato a quella data, o se papa Leone ha chiesto un suo differimento, di qualche settimana. Pare certo, comunque, che l’importantissimo “vertice” ci sarà.
Sempre dal punto di vista ecumenico, non si sa – per ora – quale fosse il pensiero del cardinale Robert Francis Prevost sulla “ospitalità eucaristica”, tra le Chiese (per i “protestanti” partecipare alla messa cattolica, e comunicarsi; e per i cattolici partecipare alla Santa Cena dei protestanti e là comunicarsi). Ė ben evidente il peso di un “no” o di un “sì” di Leone alla proposta. Un parere “negativo” sarebbe come una gelata in primavera; un parere “positivo” metterebbe le ali ad un movimento ecumenico oggi, almeno in Italia, molto stanco ed affaticato.
Da questi pochi esempi se ne deduce che Leone è un enigma: occorrerebbe dunque attrezzarsi per ogni eventualità, senza scoraggiarsi, anche se i tempi si presentassero più problematici del previsto.
Questa è la foto della realtà (di uno spicchio della realtà), oggi, 9 maggio 2025, dopo solo un giorno di “regno” del neo-eletto vescovo di Roma.
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Luigi Sandri
Redazione Confronti
