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Lo Stato delle cose

di Giancarla Codrignani

di Giancarla Codrignani. Giornalista, scrittrice e già parlamentare.

La presidente si presenta serenamente ai telegiornali a confermare i successi del suo governo e l’aumento dell’occupazione. Le previsioni dicono altro: i prezzi nei supermercati sono già in crescita e i salari sono i più bassi d’Europa. Vivendo nel caos/mondo basterà aspettare che i lavoratori licenziati dalle imprese che, per pagare i dazi, preferiscono delocalizzare, disturbino Piantedosi con qualche sciopero improprio. D’altra parte in Europa è già forte la crisi dell’agricoltura: forse rivedremo i trattori per le strade e i gilet gialli in azione.

Ursula von der Leyen ha presentato un bilancio molto contestabile: l’impianto su base nazionale non aggancia le risorse dei programmi di investimento. Draghi prevedeva 800 miliardi all’anno per 10 anni per costruire gli Stati Uniti d’Europa.

Oggi i soldi a causa dei dazi servono alla difesa comune, versano miliardi alla Nato, tolgono le tasse alle BigTech americane, comperano energia Usa, mentre Trump distrugge l’Ue perché è potenzialmente la concorrenza vincente. Meloni sta con Trump e Orbán. Il Pd deve opporre l’impegno per realizzare gli Stati Uniti d ’Europa, almeno per dare un obiettivo alle speranze dei giovani.

Ormai siamo a ottobre e alla grande tornata di elezioni regionali, politicamente davvero importanti: vanno a rinnovo i Consigli di Veneto, Val d’Aosta, Toscana, Campania, Puglia, Marche, e la Sinistra non può permettersi di perdere. La frantumazione dei partiti ha indotto a giocarsele sui nomi da stampare nelle schede: i maneggi dell’arte spartitoria non sono mai un bel vedere.

Forse ai cittadini votati all’antipolitica e dediti al non voto piacerebbe conoscere le proposte dei partiti per – che so? – mettere in sicurezza il precariato, magari presentare concrete correzioni di bilancio per impedire la privatizzazione della Sanità e della Scuola. Oppure – e sarebbe ora – per regolare l’immigrazione.

La Sinistra otterrà fiducia se si impedirà di far vincere la Destra che, pur divisa, resta popolare per l’ostilità xenofoba e razzista che viene alimentata sul fenomeno migratorio, che ormai ha bisogno di una normativa democratica. Contro ogni deportazione su modello americano o genialmente italo-albanese (follia da 680 milioni) Confindustria ha bisogno di centinaia di migliaia di lavoratori da mettere in regola.

La Destra non cerca soluzioni democratiche, “fa e disfa” per mantenere demagogicamente il con- senso e aggira gli ostacoli procedurali velocizzando l’iter parlamentare con il ricorso ai decreti, ignorando il Parlamento al punto che i cittadini si stanno dimenticando della sua esistenza. L’opposizione almeno cerca di riportare in primo piano le istituzioni necessarie a mantenere lo Stato di diritto.

Nadia Urbinati richiama la Sinistra al pragmatismo, di fronte alla crisi reale delle liberaldemocrazie e al “decisionismo esecutivista” del governo, prassi ormai anticostituzionale e richiama all’impegno per una democrazia costituzionale.

La presidente non è “brutta e cattiva” e l’opposizione non deve solo aggredire. Anche perché Giorgia Meloni cerca di nascondere i problemi seri che ha. La sentenza della Corte di giustizia dell’Ue avendo bocciato la lista italiana dei “Paesi sicuri”, ha messo in discussione il famoso protocollo con l’Albania per la gestione dei migranti, a conferma che la tesi di Strasburgo diventa complementare con la contrapposizione di un intervento alternativo sull’immigrazione.

Ancora più spinoso per il governo il caso del gen. libico al-Masri che, nonostante il mandato d’arresto della corte penale internazionale per i suoi reati contro i diritti umani, approdato in Italia, era stato liberato e riportato in Libia con un aereo di Stato. La magistratura, acquisite le prove, ha dovuto procedere e tre membri del governo dovranno presentarsi al Tribunale dei Ministri.

Il governo ha i numeri per evitare una crisi, ma lascia capire che cosa farà della separazione delle carriere dei magistrati su cui saranno chiamati a referendum cittadini che, sentendosi incompetenti ed essendo la questione controversa, si affideranno ai partiti, mentre la Meloni “tira dritto”, tanto più che pensa al “suo” presidenzialismo: per lei il compito del governo non è governare, ma comandare.

Ph. Joao Rodrigues via Unsplash

Immagine di Giancarla Codrignani

Giancarla Codrignani

Giornalista, scrittrice e già parlamentare.

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