di Edoardo Arcidiacono. Predicatore battista dell’Associazione Chiese Evangeliche Battiste di Puglia e Basilicata (ACEBPB)
Nel 1993 l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha inserito l’empatia – cioè la capacità di mettersi nei panni degli altri – tra le life skills (competenze per la vita) fondamentali che ogni persona dovrebbe sviluppare per affrontare in modo efficace le sfide quotidiane.
Oggi, nel linguaggio comune, il termine empatia viene spesso usato in modo improprio, confondendolo con la simpatia, la cordialità o la capacità di attrarre gli altri.
Il pastore battista Ruggiero Lattanzio, nel suo libro Teologia dell’empatia (Edizioni San Paolo, 2025), chiarisce il significato autentico del termine, ripercorrendone le origini filosofiche e applicandolo poi al campo della teologia. Secondo Lattanzio, il Cristianesimo si basa sulla fede in un Dio empatico, che si fa vicino all’uomo assumendo la condizione umana nella persona di Gesù Cristo. In questo modo Dio condivide le nostre sofferenze fino alla morte, per poi donare nuova vita e trasformarci in persone capaci, a nostra volta, di empatia.
Poiché l’empatia è stata studiata soprattutto in ambito filosofico e psicologico, l’autore ritiene che una “teologia dell’empatia” debba nascere da un approccio interdisciplinare: occorre cioè rileggere il messaggio biblico alla luce di queste prospettive, riscoprendo che il Dio della tradizione ebraico-cristiana non resta indifferente al dolore del mondo, ma vi partecipa per amore della sua creazione.
In questo modo, il libro di Lattanzio costruisce una riflessione teologica e un’etica basata sull’empatia, partendo da una nuova interpretazione del Nuovo Testamento e sviluppando il tema della partecipazione del Dio trinitario alle sofferenze dell’umanità – come suggerisce anche il sottotitolo dell’opera.
Il libro si apre con una serie di riflessioni sulle problematiche relazionali del nostro tempo, dalle quali emerge il bisogno di una rieducazione alle relazioni umane autentiche che è accompagnata dalla riscoperta dell’empatia come mezzo per fuoriuscire dal proprio isolamento e calarsi nei panni altrui.
Nella prima parte viene presentato il tema dell’empatia così come si è sviluppato prima nell’ambito filosofico (David Hume; Adam Smith; Theodor Lipps; Edith Stein) e poi in quello psicologico (Sigmund Freud; Heinz Kohut; Carl Rogers; Martin Hoffman; Daniel Goleman). Prendendo poi in esame l’ambito teologico, l’autore fa notare che il dato biblico dell’empatia di Dio fu messo in ombra dalla maggior parte dei primi teologi cristiani (i cosiddetti “padri della Chiesa”), i quali, influenzati dalla filosofia greca, assunsero l’assioma metafisico dell’impassibilità di Dio, escludendo una piena partecipazione empatica da parte di Dio alle sofferenze di questo mondo.
La seconda parte presenta una rilettura esegetica in chiave empatica della testimonianza neotestamentaria, soffermandosi sui tre principali filoni di pensiero (i Vangeli sinottici, il quarto Vangelo e l’apostolo Paolo) e riscoprendo che il messaggio cristiano si concentra sulla fede in un Dio che si cala nei nostri panni, assumendo la nostra condizione umana.
La terza parte si sofferma sulla riscoperta dell’empatia nella teologia cristiana del XX secolo (con particolare riferimento a Karl Barth; Dietrich Bonhoeffer; Jürgen Moltmann; Kazoh Kitamori; Jung Young Lee; Walter Kasper e Papa Francesco).
Nell’ultima parte l’autore applica i risultati della sua ricerca agli ambiti principali della dogmatica, riformulando in chiave empatica la teologia trinitaria, l’ecclesiologia e la missiologia per poi soffermarsi sull’empatia nella spiritualità cristiana, nell’etica, nell’impegno per la giustizia e per la pace e nella salvaguardia del creato.
Da questa ampia disamina (288 pagine) emerge che «L’esercizio dell’empatia è un atto di fede che richiede il coraggio di procedere oltre se stessi per incontrare l’altro in territori sconosciuti» (p. 271).
In una società sempre più frenetica e individualistica, in cui la comunicazione digitale a distanza tende a sostituire quella reale “in presenza”, è oggi più che mai urgente una rieducazione alle relazioni umane autentiche. Questa rieducazione passa attraverso la riscoperta dell’empatia, intesa come mezzo per uscire dal proprio isolamento e mettersi nei panni degli altri, recuperando i valori della solidarietà, della condivisione e di ogni forma di cooperazione prosociale. Le riflessioni proposte in questo libro sono rivolte a educatori ed educatrici impegnati nella Chiesa, nella scuola e nelle relazioni d’aiuto, ma anche a lettori e lettrici che hanno a cuore la valorizzazione di relazioni interpersonali solidali, considerate un mezzo indispensabile per riscoprire la nostra umanità più autentica.
Ph. Santissima Trinità di Masaccio, Basilica di Santa Maria Novella, Firenze © Sailko, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons
Edoardo Arcidiacono
Predicatore battista dell’Associazione Chiese Evangeliche Battiste di Puglia e Basilicata (ACEBPB)
