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Biagio De Giovanni, un pensiero in dialogo con il mondo

di Claudio Paravati

di Claudio Paravati. Direttore Confronti

La scomparsa di Biagio De Giovanni, avvenuta il 21 aprile 2026, ci lascia come se una stagione importante della cultura filosofica e politica italiana si chiudesse, e ci ricorda al contempo di un’eredità che resta aperta ed esigente. Una vita “tra politica, cultura e dialogo con il mondo protestante” (Nev, 22/04/2026): è questa la cifra che meglio sintetizza il suo percorso, e anche il debito che oggi abbiamo nei suoi confronti.

Filosofo di formazione rigorosa – studia il diritto e la filosofia, profondamente radicato nella tradizione di Hegel e nella rilettura critica di Karl Marx – De Giovanni ha attraversato il Novecento senza mai ridursi a interprete di una sola scuola. Nei suoi studi sulla modernità, sull’Europa e sulla crisi della politica, ha cercato di comprendere il tempo storico come spazio di tensione, mai pacificato, dove la libertà è sempre in bilico tra istituzione e conflitto.

Il suo contributo non è stato solo accademico. Da docente universitario, rettore e parlamentare europeo, ha incarnato una figura rara di intellettuale pubblico, capace di tenere insieme riflessione e responsabilità istituzionale, mostrando come la filosofia non possa sottrarsi al mondo, e che anzi trovi senso solo nel confronto con esso: filosofia e politica.

Confronto col mondo dunque: quel mondo «che è la mia parrocchia», come dicono i metodisti: è in questa prospettiva che va letto il suo robusto e significativo impegno nelle attività di Ecumene, centro della Chiesa metodista a Velletri (Roma). Proprio lì lo incontrai molti anni fa, in occasione di una qualche giornata di studio. Lo ricordo accogliente, pronto all’ascolto; incoraggiò anche uno studente di filosofia qual ero io all’epoca; è vivido in me questo ricordo. Si illuminò di passione quando gli posi con non poco timore reverenziale qualche mia – spero non troppo ingenua – domanda irrisolta sul mondo, su Hegel, sulla differenza tra filosofia continentale e filosofia analitica.

Si accese letteralmente di passione, la si leggeva nel volto e nel tono della voce, nel discutere: testimoniando in tal modo come quella passione pungesse la sua carne viva. De Giovanni era un filosofo. Mi parlò di Croce, che vedeva passeggiare per Napoli, e di Vico (autore a lui molto caro).De Giovanni era maestro e compagno di viaggio.

Ecumene e “quegli anni”: furono gli anni della formazione di intere generazioni. De Giovanni non fu semplicemente un ospite autorevole, fu parte di quel dialogo, fu una presenza viva. Naso, con la sua solita brillantezza, lo definisce perciò un “laico protestante” (Nev, 22/04/2026). Vero: “laico” perché pensatore, filosofo, e “protestante”, per questa prossimità, per l’ascolto e il dialogo col protestantesimo italiano, in particolare con le persone di Ecumene – su tutti col pastore Sergio Aquilante –, e con le persone delle Chiese protestanti, in particolare nel napoletano ma non solo.

Un laico protestante dunque, sì, e vorrei aggiungere “metodista”. Si tratta, me ne rendo conto, di un’esperienza del tutto personale, certo, ma tra i viottoli di Ecumene, col salone della plenaria da una parte, il refettorio dall’altra, tra i tavoli del piazzale dove sedersi e parlare lungamente, De Giovanni si muoveva non solo tra luoghi fisici, ma anche tra luoghi della fede: qui il metodismo italiano, e con esso la Chiesa tutta (Chiesa valdese, Unione delle Chiese valdesi e metodiste) ha espresso ed esprime un modo possibile di vivere la fede. Quel modo di riflettere nel mondo, col mondo, di interrogare e interrogarsi su fede e politica; lì quel gruppo di amici, di credenti e non credenti, hanno abitato una possibilità della fede. Questa opzione ha rappresentato e rappresenta uno dei contributi del metodismo italiano. Nel mio vissuto quindi Biagio è un laico protestante metodista.

Biagio De Giovanni non lascia solo libri e idee. Lascia una postura intellettuale: quella di chi non si sottrae al mondo, ma lo attraversa criticamente. Una postura che, forse, è la forma più autentica di testimonianza – laica e al contempo profondamente “metodista”.
Il pensiero corre a chi Biagio ha lasciato, alla sua famiglia; a Silvana e Michele la nostra vicinanza.

Ph. Biagio De Giovanni © MEP for Italy, 1994

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