di Comunità cristiana di base di san Paolo
A Sua Grazia Sarah Mullally, arcivescova di Canterbury
Siamo la Comunità cristiana di base di San Paolo di Roma, parte di gruppi cattolici che, in Italia, propongono una profonda conversione evangelica della Chiesa romana. La nostra comunità è nata intorno alla figura dell’abate Giovanni Franzoni, che nel marzo del 1966 accolse nella sua Abbazia di San Paolo fuori le mura l’arcivescovo di Canterbury, dott. Ramsey, per un incontro col papa, Paolo VI. Al termine di esso, come si espresse Giovanni Franzoni nelle sue memorie, “hanno firmato un documento congiunto di buona volontà e di pace, dando l’avvio ad una serie di contatti per promuovere, in un tempo che speriamo non troppo lontano, l’unione tra le Chiese”. Noi riteniamo che la decisione della Sua Chiesa di sceglierLa per guidare, come vescova, la diocesi primaziale di Canterbury, sia storicamente e teologicamente ben fondata, anche se altre Chiese – la Chiesa cattolica di cui siamo parte, quelle dell’Ortodossia e parte delle Chiese anglicane in Africa – la contestano, adducendo motivazioni che, a nostro parere, non sono assolutamente basate sulla Bibbia ma, piuttosto, su radicati, e discutibili, presupposti culturali.
Per questa ragione, noi ringraziamo la Church of England per la sua storica decisione che, noi pensiamo, è stata davvero un gesto profetico, ed un Kairos dello Spirito che potrà far riflettere l’intera Ekumene, e portare beneficio a tutte le Chiese. In un mondo scosso, proprio in questi giorni, da tremendi conflitti bellici, la Sua nomina alla sede di Canterbury rappresenta davvero un messaggio di pace e di speranza per tutto il pianeta.
Voglia il Signore accompagnarLa nel cammino che si appresta ad intraprendere, sapendo che esso sarà a volte arduo ed aspro, ma infine percorribile, dato che siamo sotto lo sguardo misericordioso di Dio, per il quale, come Lei ci ha ricordato nel suo sermon del 25 marzo, “Nulla è impossibile”.
Queste parole – che l’Evangelo di Luca [1, 37] riferisce come dette dall’angelo Gabriele a Maria, stupefatta di diventare madre senza aver conosciuto uomo – sono il titolo e il leitmotiv del Suo “sermone”. Poi, dopo aver ricordato il pellegrinaggio di sei giorni da Lei compiuto da Londra per raggiungere Canterbury (distante circa 140 km), ha continuato così: «Thomas Becket, uno dei miei predecessori come arcivescovo di Canterbury [fu assassinato in quella stessa cattedrale], ha compiuto lo stesso pellegrinaggio 850 anni fa». Quindi, tornando a Maria, ha notato: «Ella, seguendo l’invito di Dio ad avere fiducia in promesse e in un futuro che non poteva vedere e nemmeno immaginare, pose la sua fiducia nelle parole rassicuranti dell’angelo: “Niente è impossibile a Dio”. E perciò rispose: “Io sono qui”… Mentre ci avviciniamo alla Settimana santa e a Pasqua, sappiamo che il cammino di Maria non fu facile, e che dovette affrontare sfide inimmaginabili. Ma lei ebbe fiducia nelle parole dell’angelo».
Ci hanno colpito e abbiamo condiviso, poi, le sue parole sulla situazione del mondo d’oggi: «Ci sono nostre sorelle e nostri fratelli anglicani che non hanno potuto essere qui oggi a causa della guerra in Medio Oriente e nel Golfo. Preghiamo incessantemente per loro e per quanti si trovano in guerra in varie aree del mondo, in Ucraina, in Sudan e in Myanmar. Preghiamo perché prevalga la pace. E in un mondo lacerato da conflitti, sofferenze e divisioni, dobbiamo riconoscere il male che esiste molto vicino a casa. Non possiamo non vedere, o minimizzare, le sofferenze subìte da quanti sono stati feriti da azioni, inazioni e fallimenti delle nostre stesse comunità cristiane. Oggi ed ogni giorno noi dobbiamo tener presenti vittime e sopravvissuti nelle nostre preghiere, e dobbiamo rimanere impegnati per la verità, la compassione, la giustizia e l’azione».
Ci è sembrato profetico, infine, quanto da lei espresso sulla Chiesa: «una Chiesa per l’intera nazione e per il mondo, che cerca le strade per raggiungere popoli di tutte le fedi, o di nessuna, con azioni di servizio che la trasformeranno. Una Chiesa che si estende in tutto il mondo, con le nostre Chiese sorelle della Comunione anglicana, come parte della Chiesa una, santa, cattolica ed apostolica Chiesa, per dar corpo all’amore di Cristo».
Possa il Signore accompagnarLa nel Suo impegnativo ministero episcopale a servizio della Church of England e dell’intera Comunione anglicana.
La Comunità cristiana di base di san Paolo
Roma, 29 marzo 2026, Festa delle Palme
Ph. Cattedrale di Canterbury © Tomasz Zielonka / CopyLeft
