di Giancarla Codrignani. Giornalista, scrittrice e già parlamentare.
I partiti che la Costituzione fa organi della partecipazione risultano al momento incapaci di farsi motore di interessi comuni che leghino i princìpi alle esigenze pratiche di ciò che si chiama “politica”. Anche il mood del Paese tende alla frammentazione delle tendenze correntizie più che alla conservazione dei rapporti democratici. Se le vecchie ideologie chiedevano subalternità, le idee nella libertà non crescono se manca l’informazione sui possibili orientamenti.
Oggi solo il Pd si definisce partito, mentre nella prima Repubblica tutti si richiamavano alla forma-partito: comunista, socialista, liberale o democristiano e il nome esprimeva direttamente “che cosa rappresentavano”. Sono diventati in-significanti: M5s, Italia viva, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Azione, a nominarli, non trasmettono più segnali.
La gente non sospetta del populismo e giudica i fatti secondo il metodo dei like sullo smartphone, anche se i connotati del mondo stanno cambiando. All’inizio del 2027 la campagna elettorale si ridurrà alla presentazione dei/delle candidati/e? O i responsabili politici e sociali sentono la responsabilità di fare di tutto per allertare, prima di Natale, circoli, associazioni, parrocchie, sindacati a fare cultura, rievocare princìpi e magari ragionare su che cosa la pace perpetua significava per Kant o quale difesa dei diritti insegnano ancora Norberto Bobbio e Stefano Rodotà?
La previsione per il rientro dalle vacanze (ridotte perché ci possiamo permettere meno lussi), anche con la ripresa della circolazione a Hormuz, non è rosea: l’autunno sarà caldo. Il ministro Giorgetti ha avvertito la presidente che sta arrivando la recessione e Christine Lagarde ha invitato a non contare su aiuti europei perché anche la Bce avrà problemi. Le crisi economiche producono instabilità politica e, accompagnate da elezioni, impongono ai partiti progressisti strategie per le prossime campagne elettorali – così anche in Francia e Germania – se non vogliono perdere: infatti i margini tra gli opposti blocchi è fin d’ora relativamente piccola e comunque preoccupante.
Nel contesto europeo l’Italia è particolarmente inquieta: debito crescente, è ormai ultima nella graduatoria dei bilanci europei e la Meloni, già travagliata dalle discordie interne, vedrà franare le sue strumentali dichiarazioni. Fin qui le ha raccontate bene, ora dovrà reggere non le contestazioni dell’opposizione, ma la critica degli italiani che vedono già crescere la spesa nei carrelli della spesa: la disuguaglianza morde in modo differenziato e c’è chi non va più del dentista o non può pagare la badante del nonno, ma ci sono quelli che fanno la fila alla Caritas.
Tema centrale sempre il lavoro: occorre dire che cosa si farà sulla sicurezza (troppi i morti per incidenti), contro il lavoro nero, per le garanzie contrattuali, per i rider, contro il caporalato, per gli immigrati che ormai rendono necessarie regole “giuste”, dato che le guerre mediorientali e la siccità porteranno nuovi esodi. Elly Schlein attacca con energia il governo e le Tv portano la segretaria del Pd all’attenzione della gente; ma occorre più chiarezza per unire tutte le forze progressiste: importante rassicurare le piazze, dove Giuseppe Conte gareggia scopertamente contro Schlein per diventare “Conte 3”.
È un gran peccato non aver portato il Pd a Congresso per chiarire tendenze e umori. I giovani, ritenuti pronti al ritorno, chiedono autonomia: non si fidano dei partiti e vogliono essere ascoltati. Come le donne che sono il 52% dell’elettorato e non una componente sociale come i bambini, gli anziani, i lavoratori, ma la metà di tutte le categorie.
I toni barricaderi per ora si lascino al sindacato, i politici evitino il populismo anche di Sinistra: è necessario annunciare le proprie proposte e, soprattutto, riproporre la cultura della Sinistra, comunque la si chiami a difesa della democrazia. Sullo sfondo fanno danni le guerre e i dazi del mercante pazzo che ha devastato il diritto internazionale. Rimedi? Prima di tutto anche per votare bene, valorizziamo l’Europa che, in qualunque situazione, resta l’ancora di salvezza anche per noi italiani, ancora poco affettuosamente europeisti.
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Giancarla Codrignani
Giornalista, scrittrice e già parlamentare.
