A trent’anni da Srebrenica, il presidente serbo Aleksandar Vučić ricorda l’evento in un tweet in inglese, con parole generiche e senza menzionare esplicitamente il genocidio. In Serbia, le istituzioni hanno mantenuto un profilo basso, lasciando che siano attivisti e artisti a farsi carico della memoria. Il tema resta ancora un tabù, tra silenzi ufficiali e una società divisa.
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