Per tutti, uomini e donne, è ormai indifferibile l’obbligo di tornare a ragionare sulle questioni che, a forza di restare appaltate ai piani alti delle dirigenze politiche, rimangono statiche.
Giancarla Codrignani
Non è un’epoca tranquilla nemmeno per le religioni: stiamo indiscutibilmente attraversando una crisi di trasformazioni inedite e camminare sul tapis roulant può traumatizzare.
Che cosa succede? Staremo mica diventando meno liberi? Veramente da quando il cartaceo ha ceduto all’online, al cittadino che non cerca di informarsi dalla messaggistica social passa di tutto, fake news comprese.
La presidente si presenta serenamente ai telegiornali a confermare i successi del suo governo e l’aumento dell’occupazione. Le previsioni dicono altro: i prezzi nei supermercati sono già in crescita e i salari sono i più bassi d’Europa.
Che cosa collega gli esami di maturità di quest’anno con un decreto governativo? Una parola, suggerita dal titolo di uno dei temi assegnati per la prova scritta di italiano per tutte le scuole piaciuto a uno dei funzionari del ministero dell’Istruzione e del Merito – ahimè non più “pubblica” – che l’aveva trovata come parola-chiave e che l’Enciclopedia Treccani aveva scelto come buon auspicio per il 2025: “rispetto”.
Siamo invasi dalla violenza dei rapporti tra gli uomini e le donne e quella tra le società e le guerre. Sempre il prevalere di chi si sente “forte” e vuole prevalere. I femminicidi e le guerre sono chiamati a rispecchiarsi gli uni negli altri.
Che razza di Otto marzo “celebriamo”?Ha ancora il suo senso simbolico?Può averlo, se le donne si daranno da fare. Anche gli uomini ormai sanno bene che le donne hanno un’altra cultura, forse migliore della loro – peccato che non sia “forte”–, che i mariti preferiscono riservare alla domesticità.
La domanda fondamentale però è:in Italia le donne saranno ancora una volta “le imputate”?
Non è stata la solita estate: sul fronte della guerra Russo-Ucraino i soldati continueranno a morire fino alle elezioni americane, Netanyahu ha provocato l’Iran, Biden ha finalmente lasciato e la Meloni è andata in Cina per occuparsi di affari che in realtà gli occidentali dovrebbero boicottare contro le dittature.
Anche se il numero delle nascite è il primo indagatore della speranza di un popolo: «Il problema
non è in quanti siamo al mondo, ma che mondo stiamo costruendo».
