La patologia dell’antisemitismo persiste, ricorre con pervicacia 80 anni dopo lo sterminio nazista. Riesuma vecchi stereotipi quali il potere finanziario e politico esercitato dagli ebrei, il fantasma mistificatorio di un complotto mondiale da essi ordito.
Giorgio Gomel
L’assassinio di Yitzhak Rabin nel 1995 mise a nudo l’estremismo interno israeliano e le tensioni contro la pace con i palestinesi. Rabin ribadiva che «la pace non è l’impresa di una persona sola, ma di molti», sottolineando dialogo e cooperazione. Oggi, il Sionismo religioso e i movimenti dei coloni continuano a influenzare politica e società israeliana, ostacolando ogni compromesso territoriale.
Si era formata, nei fatti negli anni trascorsi, una “malefica alleanza” fra Hamas, e Netanyahu, che resta l’artefice primo di una strategia rivolta da anni a separare Gaza e Cisgiordania, al fine di evitare un negoziato di pace che contempli la fine dell’occupazione e la nascita di uno Stato palestinese sovrano.
Episodi di antisemitismo segnano un preoccupante risorgere in vari Paesi d’Europa. In Francia, le statistiche indicano un vistoso aumento ditali episodi nella guerra fra Israele e Hamas, in seguito all’eccidio di massa perpetrato nell’ottobre 2023 nel Sud di Israele e alla massiccia ritorsione da parte del governo israeliano che è costata la vita a oltre 40mila persone a Gaza.
Il governo in carica in Israele – una coalizione che include componenti ideologicamente integraliste e scioviniste, osteggiata da ampi strati della popolazione, minoritaria nei sondaggi d’opinione – appare incapace di andare al di là dell’azione militare contro la barbarie di Hamas e di Hezbollah, di pensare in modo strategico a un futuro di integrazione nella Regione e di coesistenza con i vicini.
Se nella guerra tra Hamas e Israele la questione più urgente concerne gli interventi umanitari volti ad assistere la popolazione di Gaza, sono molti i nodi ancora irrisolti, tra cui le trattative per la riconsegna degli ostaggi e come procedere per una trattativa di cessate-il-fuoco.Ma, quando cesseranno le ostilità, sarà possibile trovare una risoluzione equa e a lungo termine del conflitto?
di Giorgio Gomel. Economista, è membro dell’Istituto Affari Internazionali (IAI), del Comitato direttivo di Jcall-Italia e dell’organizzazione Alliance for Middle East Peace.…
L’aumento dei prezzi energetici e la devastazione della produzione provocata dalla guerra hanno condotto a rincari nei prezzi.
di Giorgio Gomel. Economista, è membro dell’Istituto Affari Internazionali (IAI), del Comitato direttivo di Jcall-Italia e dell’organizzazione Alliance for Middle East Peace…
di Giorgio Gomel. Economista, è membro dell’Istituto Affari Internazionali (IAI), del Comitato direttivo di Jcall-Italia e dell’organizzazione Alliance for Middle East Peace.…
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