L’elezione di Sarah Mullally come prima donna arcivescova di Canterbury accelera le tensioni già presenti nella Comunione anglicana. Le critiche del fronte conservatore riunito nella Global Anglican Future Conference, rafforzato soprattutto da alcune Chiese africane, mettono in evidenza uno scontro più profondo che riguarda il ruolo delle donne, le questioni Lgbtq+ e il futuro equilibrio tra le Chiese del Nord e del Sud globale.
Luca Attanasio
Il Tigray torna al centro della crisi etiope, con scontri tra forze federali e milizie locali e il rischio di un nuovo conflitto con l’Eritrea. Le tensioni interne e regionali, unite a fragilità socio-economiche, rendono il Paese sempre più instabile.
Eastern Route. La rotta verso il Golfo che inghiotte i giovani del Corno d’Africa
Sempre più giovani abbandonano il Corno d’Africa per tentare la cosiddetta Eastern Route verso Arabia Saudita e Paesi del Golfo. Si tratta di una delle rotte migratorie più trafficate e pericolose del mondo: traffico di esseri umani, violenze, naufragi e respingimenti segnano un viaggio che, spesso, termina con la morte o lo sfruttamento.
L’accordo di pace tra Repubblica democratica del Congo e Rwanda, celebrato a Washington dall’amministrazione Trump, si rivela fragile e largamente disatteso sul terreno. Mentre i combattimenti dell’M23 proseguono nel Kivu del Sud e del Nord, la società civile e le Chiese congolesi denunciano una pace imposta dall’esterno, funzionale agli interessi minerari più che alla sicurezza della popolazione.
Il presidente Paul Biya, 92 anni e da oltre quattro decenni al potere, si è dichiarato vincitore delle elezioni del 12 ottobre nonostante accuse diffuse di brogli, intimidazioni e violenze. L’opposizione contesta un processo elettorale opaco e segnato da arresti di massa, repressione e media oscurati. Il Camerun resta sospeso tra ingovernabilità, crisi anglofona, terrorismo jihadista e una società civile sempre più esasperata.
Sudan. Dopo la presa di El Fasher, il Paese precipita in una crisi senza precedenti
Dopo che, lo scorso 26 ottobre, le Rapid Support Forces hanno conquistato El Fasher dopo un assedio di 18 mesi e scatenando massacri e sfollamenti di massa, il Sudan è precipitato in una crisi senza precedenti. Il conflitto si estende ora al Kordofan, mentre il Paese è di fatto diviso in quattro aree di influenza militare. La popolazione civile, stremata e affamata, sopravvive a fatica anche grazie al lavoro di gruppi di auto-aiuto come il Central Darfur Health Media.
Ciad. L’accoglienza di un milione di profughi dal Sudan tra crisi e speranza
Il Ciad, nonostante le gravi criticità interne – tra cui violazioni dei diritti umani, gestione opaca del potere e repressioni denunciate da più organizzazioni – continua ad accogliere oltre un milione di profughi in fuga dalla guerra in Sudan. In un contesto segnato da povertà e instabilità, il Paese mantiene le frontiere aperte e garantisce ai rifugiati un documento d’identità valido, offrendo possibilità concrete di restare e ricostruire.
Pace o profitto? L’accordo Congo-Rwanda sotto il segno dell’estrattivismo
L’accordo tra Congo e Rwanda firmato a Washington e sponsorizzato da Donald Trump solleva dubbi più che speranze: dietro l’intento di pace si cela un evidente interesse economico, soprattutto per gli Stati Uniti. Le critiche si moltiplicano, dal Nobel Mukwege a Human Rights Watch, denunciando neocolonialismo e premi al Rwanda nonostante le continue violazioni. Sullo sfondo, milioni di morti e un rischio concreto: perpetuare lo sfruttamento invece che fermare la guerra.
Padre Gabriel Romanelli, parroco cattolico a Gaza, racconta la quotidianità surreale di una popolazione costretta a vivere tra bombe, fame e disperazione. La parrocchia della Sacra Famiglia da lui presieduta è diventata rifugio per centinaia di persone in una situazione sempre più catastrofica.
Tra le eredità del pontificato di papa Francesco, la centralità dell’Africa emerge come segno forte e politico. Con viaggi, nomine cardinalizie e appelli netti, Bergoglio ha ridato voce a un Continente spesso marginalizzato. Un’impronta che peserà anche sul conclave chiamato a scegliere il suo successore.
