Un recente sondaggio dell’Israel Democracy Institute rivela che il 27% delle persone con cittadinanza israeliana sta considerando l’emigrazione, soprattutto giovani, laici e profili ad alta mobilità. Più che una rottura identitaria, emerge un’incrinatura del rapporto di fiducia tra cittadini e Stato.
Michele Lipori
Michele Lipori
Caporedattore di Confronti, ha studiato antropologia culturale con specializzazione in studi islamici ed etnomusicologia. Svolge l’attività di fotoreporter e videomaker, con particolare attenzione al Medio Oriente e ai Balcani.
In Italia la libertà religiosa, pur garantita dalla Costituzione, è ostacolata da vincoli burocratici che colpiscono le minoranze. L’iniziativa I luoghi di culto non si chiudono di Confronti ne sottolinea l’urgenza di tutela concreta.
L’offensiva di Hamas del 7 ottobre 2023 e la successiva guerra a Gaza hanno prodotto un’ondata globale di intolleranza (antisemita ma anche islamofobica) senza precedenti nell’ultimo decennio.
Nel Dossier Statistico Immigrazione 2025 del Centro Studi e Ricerche Idos, realizzato in collaborazione con il Centro Studi e rivista Confronti e l’Istituto di Studi Politici“ S. Pio V”, emerge il ritratto di un’Italia sempre più pluralista con cristiani sempre in maggioranza seppur in calo, musulmani e induisti in crescita, e una quota crescente di immigrati che non si riconoscono in alcuna religione.
Secondo il Rapporto Oms-Onu del 2021 Violence Against Women Prevalence Estimates, 2018, aggiornato con i dati di Un Women e dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (Unodc) del 2024, il 26% delle donne di età compresa tra i 15 e i 49 anni nel mondo ha subìto almeno una volta violenza fisica o sessuale da parte del partner.
A due anni dal conflitto, iniziato il 7 ottobre 2023, solo il 21% degli israeliani ritiene possibile una convivenza pacifica con uno Stato palestinese indipendente: è il minimo storico dal 2013.La società israeliana appare profondamente divisa per etnia, religione e orientamento politico, con crescente scetticismo verso le leadership e il ruolo degli attori internazionali.
Quando abbiamo conosciuto Goffredo Fofi, portava già con sé il suo inseparabile bastone, che agitava con fare giocosamente minaccioso. Ma ciò che ci “colpiva” di più era il suo modo di rimanere curioso, attento – con uno sguardo quasi “da fanciullo” – nonostante avesse attraversato decenni di storia, di cultura e di lotte.
Lo spopolamento delle aree interne italiane, in particolare nel Mezzogiorno, è diventato un fenomeno strutturale, alimentato da bassa natalità, invecchiamento e migrazione giovanile. Senza interventi strutturali su servizi, lavoro e infrastrutture, molti luoghi rischiano di diventare un ricordo del passato.
Con la guerra a Gaza, il confronto tra Israele e Iran, e l’instabilità in Libano e Siria il rischio nucleare globale torna a crescere. Tra arsenali in espansione e trasparenza internazionale in calo, il possesso di armi nucleari modifica gli equilibri e le alleanze.
Per la prima volta un papa viene dagli Stati Uniti: Robert Francis Prevost, ora Leone XIV, guiderà una Chiesa globale in tensione, con una base americana divisa su inclusione, diritti e ruolo delle donne. La sua elezione, sostenuta da fronti diversi, rilancia anche il dibattito sulla trasparenza, gli abusi e la necessità di riforme profonde.
