Il caldo record dell’estate appena trascorsa non è un episodio isolato da archiviare con l’autunno, ma un assaggio di ciò che ci aspetta.
Michele Lipori
Michele Lipori
Caporedattore di Confronti, ha studiato antropologia culturale con specializzazione in studi islamici ed etnomusicologia. Svolge l’attività di fotoreporter e videomaker, con particolare attenzione al Medio Oriente e ai Balcani.
Secondo un rapporto di Save the Children, oltre 142mila minori vivono nelle aree urbane più fragili delle città metropolitane italiane. In questi quartieri si concentrano abbandono scolastico, povertà educativa e minori aspettative per il futuro, confermando il peso delle disuguaglianze territoriali.
Il sisma che il 24 giugno scorso ha devastato il Nord del Venezuela si è abbattuto su un Paese già segnato da povertà, emigrazione di massa e collasso dei servizi pubblici.
L’Unione europea è oggi il secondo attore mondiale per spesa militare, ma resta divisa su strategie nazionali e visioni della Difesa.
Dai cantieri del Qatar alle favelas di Rio, passando per la Russia di Putin e il Sudafrica del primo Mondiale africano, le grandi competizioni calcistiche sono state spesso accompagnate da controversie sui diritti umani. Un fenomeno che, secondo Ong e organismi internazionali, non riguarda il calcio in sé ma il modello economico e politico che accompagna i mega-eventi sportivi.
A venticinque anni dalla Risoluzione 1325 dell’Onu, i dati mostrano un mondo segnato da crescita di conflitti e violenze di genere, con le donne tra le principali vittime delle guerre contemporanee.
A Roma la Barefoot Walk for Peace ha riunito donne israeliane e palestinesi impegnate nell’appello Mother’s Call, promosso dai movimenti Women of the Sun e Women Wage Peace. Camminando insieme a piedi nudi, le attiviste hanno chiesto la ripresa dei negoziati e una maggiore partecipazione femminile nei processi di pace nel conflitto israelo-palestinese.
Secondo i dati Istat, a febbraio 2026 l’occupazione cala al 62,4% mentre aumenta la disoccupazione al 5,3% e resta stabile l’inattività al 33,9%. Giovani ai margini, precarietà diffusa e natalità ai minimi (1,14 figli per donna) aggravano gli squilibri su lavoro e sostenibilità del sistema pensionistico.
A quarant’anni dall’esplosione del reattore 4 della Centrale nucleare di Chernobyl, il disastro continua a influenzare il dibattito globale sul nucleare. Oltre alla catastrofe tecnica, l’incidente ha mostrato che la sicurezza nucleare dipende anche da trasparenza politica, cooperazione internazionale e stabilità geopolitica.
Il Rapporto Human Rights Watch 2026 denuncia una crisi globale dei diritti umani.
