A ruggire, questa volta, è stato il popolo e non il tycoon. L’elezione a sindaco di New York di un immigrato della buona borghesia cosmopolita, socialista e di fede islamica, ha scosso il sistema politico americano e ha dimostrato la vitalità di un’altra America, probabilmente minoritaria, ma decisamente diversa da quella che si identifica nel Maga – Make America Great Again – e nel suo celebrato leader.
Paolo Naso
Frettolosamente archiviata la fastosa celebrazione della fine della guerra tra Hamas e l’Idf, ci ritroviamo di fronte allo scenario di una pace figlia di una guerra asimmetrica ma specularmente immorale, costruita senza giustizia.
La fine del diritto internazionale. Era stata l’utopia del secondo Dopoguerra: l’idea che una nuova governance sovranazionale potesse difendere la pace e risolvere i conflitti tra gli Stati ma che oggi, alla prova dell’attacco russo all’Ucraina e dell’occupazione israeliana di Gaza, mostra sepolcri imbiancati, burocrazie mute e impotenti.
La pace smarrita in un mondo governato dalla “legge del più forte”
Angosciati dalla cronaca quotidiana di bombardamenti, avanzate e occupazioni militari che hanno raggiunto un’intensità e una frequenza sconosciute a chi è nato e cresciuto dopo la Seconda guerra mondiale, rischiamo di non cogliere una eccezionale novità geopolitica che si fa ogni giorno più concreta: la fine del multilateralismo e con esso di un ordine internazionale garantito e governato dalle Nazioni Unite.
L’onda di emozione che ha accompagnato la fine di papa Francesco si è riversata sul conclave che ha deciso di eleggere un uomo che apparisse di continuità con quello che Bergoglio aveva detto e fatto.
O l’Europa cambia, o l’Europa muore. Oggi è in crisi come non mai, divisa su tutto, sulla sua identità, la sua anima, il suo destino.
Almeno per un giorno, Trump poteva esordire richiamandosi al popolo e alla forza della democrazia americana, più forte dei complotti e delle lotte intestine, del pregiudizio e delle lobby, una nazione al cospetto di Dio, invidiata e temuta.
Se si ragiona di religione si deve considerare anche il tema della libertà di religione e il 17 febbraio, data delle Regie patenti del 1848 con cui re CarloAlberto concesse i diritti civili ai valdesi (e successivamente agli ebrei), è diventato il momento per riflettere su questi temi.
Israeliani e Palestinesi, oggi, hanno bisogno di risposte urgenti e immediate: gli ostaggi ancora in mano ad Hamas attestano il fallimento della strategia della tabula rasa di Gaza adottata da Netanyahu; il presso di vittime e distribuzioni pagato dai palestinesi non associati ad Hamas –spesso anzi vittime innocenti di un regime dispotico e militarizzato che domina la striscia dal 2007 – va oltre ogni sostenibile soglia di sopportazione.
Dopo la prova di una dura malattia, il 10 agosto ci ha lasciato Marco Rostan. Aveva 83 anni e nella sua vita di credente valdese impegnato e di intellettuale pubblico aveva ricoperto diversi ruoli.
