Aldo Tortorella, scomparso a quasi 100 anni, è stato tra gli ultimi custodi della tradizione del comunismo italiano, intrecciando impegno politico, rigore culturale e una vita spesa per la giustizia sociale. Dalla Resistenza alla direzione de l’Unità, fino alle battaglie contro le derive autoritarie contemporanee, ha rappresentato un punto fermo per più generazioni. Sognatore concreto, ha attraversato un secolo rimanendo fedele al dialogo, alla libertà e alla forza delle idee.
Roberto Bertoni Bernardi
Settant’anni dopo il gesto di Rosa Parks, gli Stati Uniti appaiono più divisi e fragili, travolti da un’ondata di odio politico, suprematismi risorgenti e derive autoritarie. L’America che seppe mobilitarsi per i diritti civili oggi sembra smarrita tra trumpismo, cinismo e violenza sociale. A mancare non sono solo nuovi leader, ma la capacità collettiva di riconoscerle e sostenerli.
Il mito degli “italiani brava gente” viene demolito facilmente se si ricorda la brutalità della Guerra d’Abissinia, segnata da massacri, stupri e uso di armi chimiche. La propaganda fascista, con canzoni, spettacoli e retorica imperiale, alimentò il consenso di massa verso l’impresa coloniale. Solo dopo le disfatte della Seconda guerra mondiale maturò una presa di coscienza, che aprì la strada alla Resistenza e alla rinascita democratica.
Il 25 Aprile è più di una ricorrenza: è un momento di lotta per la democrazia, contro ogni forma di Fascismo vecchio e nuovo. Dalla Resistenza di ieri alle ingiustizie di oggi, il suo significato resta vivo e necessario.
Gli accordi di Jalta e Potsdam non portarono alla pace, ma a una ridefinizione degli equilibri mondiali. Oggi, con il crollo dell’ordine globale e nuove tensioni geopolitiche, il mondo rischia di precipitare in un conflitto senza ritorno.
Gli attentati di Madrid dell’11 marzo 2004, furono una serie di attacchi terroristici di matrice islamica sferrati nella capitale spagnola a diversi treni locali, provocando 192 morti. Vent’anni fa per la prima volta a essere nel mirino non erano più soggetti mirati ma l’Occidente in quanto tale, la nostra esibita modernità, i nostri costumi.
Il 1944 è stato, probabilmente, l’anno peggiore nella storia del nostro Paese. A otto decenni di distanza abbiamo il dovere di ricordare la Resistenza dei partigiani mentre si iniziava a immaginare un’altra Italia, quella che faticosamente è arrivata fino a oggi.
A settant’anni dalla sua scomparsa ricordiamo Alcide De Gasperi, fondatore del partito Democrazia Cristiana, Presidente del Consiglio di 8 successivi governi di coalizione da dicembre 1945 ad agosto 1953.
Il 26 ottobre 1944, tramite decreto legislativo luogotenenziale, l’Eiar fu riaperta nell’Italia liberata con le Radio audizioni italiane (RAI) ma è dal 3 gennaio del 1954 che ha inizio il regolare servizio di televisione e la Rai appare sul piccolo schermo con il suo primo canale.
Il ricordo delle vittime della strage di Nassiriya del 12 novembre 2003 (in cui morirono dodici carabinieri, cinque soldati dell’esercito, due civili e nove cittadini iracheni) induce a una riflessione sulla necessità di un movimento che possa farsi portavoce degli ideali del vero pacifismo.
