Widad Nabi, poetessa curdo-siriana nata a Kobane e rifugiata a Berlino, racconta una scrittura che nasce dal dolore ma si nutre di vita, amore e maternità. Nella raccolta Un continente chiamato corpo intreccia identità, esilio e desiderio come forme di resistenza. La sua poesia è una casa dove rifugiarsi e un grido contro l’indifferenza globale.
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