Il quadro dei conflitti globali sta rendendo sempre più difficile la condizione dell’infanzia in tutto il mondo. A Roma, il Global Summit promosso dall’organizzazione World Vision ha rilanciato l’idea di una cura di bambini e bambine che includa anche le dimensioni emotive e spirituali.
Ambiente
A Santa Marta 57 Paesi hanno avviato una nuova alleanza per pianificare l’uscita globale da petrolio, gas e carbone, spostando il focus climatico dal “se” al “come”. Un’iniziativa politicamente significativa ma ancora priva di vincoli, che punta a riscrivere le regole della transizione energetica.
L’esplosione del reattore 4 della centrale di Chernobyl nel 1986 resta il più grave incidente nucleare della storia e uno spartiacque politico per l’Unione Sovietica. La gestione del disastro mise in luce le fragilità del sistema sovietico, contribuendo alla stagione della Glasnost e alimentando sentimenti indipendentisti in Ucraina. A 40 anni di distanza, la catastrofe continua a influenzare il dibattito sull’energia nucleare, anche in Italia.
A quarant’anni dall’esplosione del reattore 4 della Centrale nucleare di Chernobyl, il disastro continua a influenzare il dibattito globale sul nucleare. Oltre alla catastrofe tecnica, l’incidente ha mostrato che la sicurezza nucleare dipende anche da trasparenza politica, cooperazione internazionale e stabilità geopolitica.
Clima ingiusto: come il welfare può ridurre disuguaglianze e rischi ambientali
La crisi climatica non colpisce tutti allo stesso modo: vulnerabili e poveri ne subiscono gli effetti più gravi. In Clima ingiusto. Il welfare per un patto eco-sociale (Donzelli, 2025), Cogliati-Dezza e Carrosio propongono un welfare energetico-climatico per combinare giustizia sociale e ambientale. Politiche strutturali, multilivello e locali possono trasformare la transizione ecologica in opportunità per tutte e tutti.
Biodiversità e clima. Una strada comune oltre le “buone intenzioni”
Meglio conosciute come CoP, le Conferenze delle parti sono riunioni dei Paesi che hanno ratificato convenzioni delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e sulla biodiversità. Ma se molte sono le “buone intenzioni”, rimane ancora molto il lavoro da fare
Secondo le attuali tendenze la temperatura salirà di 2,8 gradi entro la fine del secolo, ma è possibile limitare l’aumento della temperatura a 1,5 gradi, se le emissioni di carbonio saranno ridotte del 45% entro il 2030, con uno sforzo ben maggiore per i Paesi sviluppati.
Per limitare le conseguenze catastrofiche che il cambiamento climatico avrà sul Pianeta e sui suoi abitanti, è necessario adottare uno stile di vita più “sostenibile”. Una scelta inevitabile anche per le imprese, per le quali la transizione al green rappresenta la strada più conveniente e competitiva.
