Estendere lo sguardo e la sensibilità, venerare la Terra e tutti i suoi abitanti, anziché spadroneggiare. È questo il monito di Anna Maria Ortese: uno “strampalato francescanesimo”, una “ecologia affettiva” sensibile alla sofferenza di ogni vivente, con cui la scrittrice ci invita a interrogarci sulla presunta supremazia di Homo sapiens e sulla possibilità di riscattare una postura etica che ci faccia sentire parte della physis, insieme e accanto agli altri viventi.
Cultura
“La poesia è la mia patria”. Widad Nabi, voce curdo-siriana tra dolore, maternità e resistenza
Widad Nabi, poetessa curdo-siriana nata a Kobane e rifugiata a Berlino, racconta una scrittura che nasce dal dolore ma si nutre di vita, amore e maternità. Nella raccolta Un continente chiamato corpo intreccia identità, esilio e desiderio come forme di resistenza. La sua poesia è una casa dove rifugiarsi e un grido contro l’indifferenza globale.
Partendo dal mito di Apollo e Dafne è urgente che la società contemporanea rifletta sulla natura del desiderio e sull’educazione sentimentale. La metamorfosi della ninfa, simbolo di fuga e libertà, diventa metafora della distanza necessaria nelle relazioni. Una lettura che denuncia la radice patriarcale della violenza di genere e la deriva “fascista”– per dirla con Foucault – del desiderio totalizzante.
Vivere insieme è essenziale per l’essere umano, ma altrettanto lo è il bisogno di solitudine. Trovare un equilibrio tra appartenenza e autonomia è una sfida antica e attuale. L’idea di “comunità idiorritmica” di Roland Barthes offre un modello per coniugare libertà individuale e convivenza.
Confronti è media partner dell’XI edizione de Il Cinema in Piazza
Il Cinema in Piazza spegne undici candeline e, dal 1 giugno al 13 luglio 2025, torna a riempire di storie e di volti tre piazze di Roma: San Cosimato a Trastevere, il Parco della Cervelletta a TorSapienza e Monte Ciocci a Valle Aurelia.
«Il blues non è mai lontano dalla storia dell’umanità», parola del griot Pédro Kouyaté
Musicista, attore e musicoterapista, il maliano Pédro Kouyaté incarna la tradizione dei griot mandinka reinterpretandola con blues, jazz ed elettronica. Formatasi accanto a Toumani Diabaté e Boubacar Traoré, la sua carriera europea lo ha portato a esplorare contaminazioni sonore. Con l’ultimo album Following, rende omaggio agli antenati e riflette sul legame tra memoria, esilio e musica.
Dopo essere stato presentato nella sezione Orizzonti di Venezia 81, Mon Inséparable è arrivato in concorso alla XXVIII edizione del Tertio Millennio Film Fest, dal titolo “Uomo, dove sei?”, che si è tenuto a Roma dall’’11 al 16 novembre. Qui abbiamo incontrato la regista del film Anne-Sophie Bailly.
Il testo si presenta come una rassegna piuttosto dettagliata dell’atteggiamento che i cristiani hanno avuto nei confronti dell’uso della violenza e delle armi sia in guerre contro nemici esterni che in ribellioni interne.
L’estate senza ritorno di Besnik Mustafaj (Bibliotheka Edizioni, 2024) intreccia amore, illusioni e introspezione in una narrazione che sfida i confini tra realtà e fantasia. Al centro della storia, Sana e il suo enigmatico compagno Gori, in un viaggio emozionale che svela i tormenti e le profondità dell’animo umano. Con uno stile che infrange i rigidi dettami del realismo socialista, il romanzo si distingue per la sua originalità e la capacità di esplorare dimensioni intime e universali.
Solo il cielo: grigio, malinconico, piovigginoso non s’è unito alla festa del 19 ottobre scorso che alla Casa internazionale delle donne ha celebrato i cinquant’anni dall’unificazione delle due riviste Com (cattolica) e Nuovi tempi (protestante) avvenuta nell’autunno del 1974.
