L’accordo tra Congo e Rwanda firmato a Washington e sponsorizzato da Donald Trump solleva dubbi più che speranze: dietro l’intento di pace si cela un evidente interesse economico, soprattutto per gli Stati Uniti. Le critiche si moltiplicano, dal Nobel Mukwege a Human Rights Watch, denunciando neocolonialismo e premi al Rwanda nonostante le continue violazioni. Sullo sfondo, milioni di morti e un rischio concreto: perpetuare lo sfruttamento invece che fermare la guerra.
Diritti
Il Censimento 2022 fotografa un Brasile sempre più pluralista dal punto di vista religioso: i cattolici, pur essendo ancora la maggioranza, scendono al minimo storico (56,7%), mentre crescono evangelici e “senza religione”. In forte aumento anche l’Umbanda e il Candomblé, tradizioni afro-brasiliane segnate da storiche discriminazioni. I dati evidenziano la trasformazione in atto ma mancano ancora dettagli sulle suddivisioni interne ai gruppi.
India. Quando, per le minoranze, pregare è un crimine
In India, il semplice atto di pregare può trasformarsi in un crimine se sei musulmano. Questo accade in un clima di crescente ostilità, alimentato dal silenzio complice della maggioranza, in cui la preghiera islamica viene criminalizzata, ostacolata o persino repressa con la violenza. La libertà religiosa, pilastro costituzionale, appare sempre più fragile.
L’India della “diversità disordinata” e della condivisione rischia di svanire?
In un’India sempre più polarizzata, la festa di Diwali diventa terreno di scontro identitario. Una celebrazione tradizionalmente condivisa da tutte le comunità è ora usata per alimentare la retorica maggioritaria. Il rischio è perdere la ricchezza della “diversità disordinata” che ha da sempre caratterizzato il Paese.
Accessibilità: non un favore, ma un diritto
Dalla voce di Giovanni Cupidi, Marta Russo e Tommaso Falleni emerge una verità semplice: l’accessibilità non è un’aggiunta, è la base per una vita indipendente e dignitosa. Le barriere – fisiche, culturali e normative – continuano a escludere milioni di persone. L’inclusione si costruisce su una “visione rotonda”, dove il diritto è al centro.
Una fotografia del Mozambico dal 1979 al presente attraverso le storie di un medico, di un ospedale e delle Figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli. Una storia che ci racconta di come una decisione, in apparenza di minima importanza, possa avere conseguenze del tutto inattese e di grande portata per far fronte a un’epidemia letale.
Nata nel 1964 dalla fusione tra la Repubblica di Tanganica e la Repubblica Popolare di Zanzibar, la Tanzania è la quinta nazione più popolosa d’Africa. Dei quasi 62 milioni di abitanti, circa il 68% vive sotto la soglia di povertà, senza diritti sul lavoro e lotta contro le epidemie di Hiv e di malaria che tuttora rappresentano le prime cause di mortalità.
Così la Lombardia è diventata la locomotiva italiana dello sfruttamento agro-alimentare
Un recente rapporto dell’associazione Terra! rivela dati e storie e del caporalato al Nord, con qualche sorpresa. Sotto la lente dei ricercatori sono finite le filiere di produzione dell’insalata in busta, delle piante di meloni e della trasformazione delle carni di origine suina.
Dallo scorso aprile, il governo di Giorgia Meloni ha indetto per sei mesi lo stato di emergenza per la gestione dei flussi migratori di cui i Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) sono un ingranaggio fondamentale.
Sia Erdoğan che il suo principale rivale del Partito popolare repubblicano hanno ribaltato la storica opposizione all’hijab negli ultimi tempi anni e assicurato alle donne che il loro diritto di indossare il velo sarebbe stato tutelato.
