La fine del diritto internazionale. Era stata l’utopia del secondo Dopoguerra: l’idea che una nuova governance sovranazionale potesse difendere la pace e risolvere i conflitti tra gli Stati ma che oggi, alla prova dell’attacco russo all’Ucraina e dell’occupazione israeliana di Gaza, mostra sepolcri imbiancati, burocrazie mute e impotenti.
Editoriali
Se il Centrodestra dovrà dimostrare di saper gestire le sue ambizioni senza logorarsi, il Centrosinistra è chiamato a un compito ancora più complesso: dimostrare che il “campo largo” non è uno slogan elettorale.
La presidente si presenta serenamente ai telegiornali a confermare i successi del suo governo e l’aumento dell’occupazione. Le previsioni dicono altro: i prezzi nei supermercati sono già in crescita e i salari sono i più bassi d’Europa.
In una stagione in cui troppe parole producono solo confusione e suonano insensate e retoriche, facciamoci promotori di un gesto che guarda al futuro nel linguaggio biblico della profezia, un minuscolo progetto concreto capace di anticipare un cambiamento necessario, assai più grande e oggi purtroppo irrealistico.
Che cosa collega gli esami di maturità di quest’anno con un decreto governativo? Una parola, suggerita dal titolo di uno dei temi assegnati per la prova scritta di italiano per tutte le scuole piaciuto a uno dei funzionari del ministero dell’Istruzione e del Merito – ahimè non più “pubblica” – che l’aveva trovata come parola-chiave e che l’Enciclopedia Treccani aveva scelto come buon auspicio per il 2025: “rispetto”.
La pace smarrita in un mondo governato dalla “legge del più forte”
Angosciati dalla cronaca quotidiana di bombardamenti, avanzate e occupazioni militari che hanno raggiunto un’intensità e una frequenza sconosciute a chi è nato e cresciuto dopo la Seconda guerra mondiale, rischiamo di non cogliere una eccezionale novità geopolitica che si fa ogni giorno più concreta: la fine del multilateralismo e con esso di un ordine internazionale garantito e governato dalle Nazioni Unite.
La parola d’ordine della “remigrazione” dalla Germania è arrivata fino a noi. Senza rivelare particolari imbarazzi per aver mutuato questa idea radicale dall’estrema Destra di Alternative für Deutschland, una rumorosa frangia della Destra italiana l’ha fatta propria, ottenendo l’effetto desiderato: clamore mediatico, visibilità e risonanza.
Si era formata, nei fatti negli anni trascorsi, una “malefica alleanza” fra Hamas, e Netanyahu, che resta l’artefice primo di una strategia rivolta da anni a separare Gaza e Cisgiordania, al fine di evitare un negoziato di pace che contempli la fine dell’occupazione e la nascita di uno Stato palestinese sovrano.
Siamo invasi dalla violenza dei rapporti tra gli uomini e le donne e quella tra le società e le guerre. Sempre il prevalere di chi si sente “forte” e vuole prevalere. I femminicidi e le guerre sono chiamati a rispecchiarsi gli uni negli altri.
L’onda di emozione che ha accompagnato la fine di papa Francesco si è riversata sul conclave che ha deciso di eleggere un uomo che apparisse di continuità con quello che Bergoglio aveva detto e fatto.
