La vittoria elettorale del partito Tisza guidato da Péter Magyar chiude sedici anni di governo di Viktor Orbán e apre una fase di riavvicinamento tra Budapest e l’Unione europea. Il nuovo esecutivo punta a sbloccare i fondi europei congelati e a ricostruire relazioni cooperative con Bruxelles, mantenendo però una linea pragmatica nei rapporti con Russia, Stati Uniti e Cina.
Geopolitica
Ungheria: la storia dei Bűnvadászok, la polizia anti-rom di Mi Hazánk Mozgalom
In Ungheria un gruppo legato all’estrema Destra organizza spedizioni nei villaggi rom, filmandole e diffondendole sui social come se fossero operazioni di sicurezza. I Bűnvadászok, vicini al partito Mi Hazánk Mozgalom, si presentano come “cacciatori di criminali”, ma per attivisti e osservatori rappresentano una nuova forma di paramilitarismo anti-rom nel cuore dell’Europa.
Il Tigray torna al centro della crisi etiope, con scontri tra forze federali e milizie locali e il rischio di un nuovo conflitto con l’Eritrea. Le tensioni interne e regionali, unite a fragilità socio-economiche, rendono il Paese sempre più instabile.
Eastern Route. La rotta verso il Golfo che inghiotte i giovani del Corno d’Africa
Sempre più giovani abbandonano il Corno d’Africa per tentare la cosiddetta Eastern Route verso Arabia Saudita e Paesi del Golfo. Si tratta di una delle rotte migratorie più trafficate e pericolose del mondo: traffico di esseri umani, violenze, naufragi e respingimenti segnano un viaggio che, spesso, termina con la morte o lo sfruttamento.
Il Corno d’Africa resta un crocevia strategico globale, segnato da instabilità interna, rivalità regionali e la presenza di basi militari straniere. La lotta contro Al-Shabaab e le tensioni tra Somalia, Etiopia ed Eritrea condizionano sicurezza, commercio e equilibri geopolitici.
Il 24 marzo 1976 il golpe in Argentina inaugura quello che viene definito Processo di riorganizzazione nazionale, cioè una dittatura civile-militare che governò il Paese fino al 10 dicembre 1983. Attraverso la forma di uno Stato burocratico-autoritario si conforma un dispositivo repressivo sistematico contraddistinto da sequestri, detenzioni clandestine, torture e sparizioni forzate.
Argentina 1976-2026. A cinquant’anni dal golpe
A cinquant’anni dal golpe del 1976, l’Argentina continua a confrontarsi con l’eredità della dittatura militare e con la memoria dei 30mila desaparecidos. Nell’Argentina di Milei, mentre i processi per i crimini del regime proseguono, il dibattito pubblico si riaccende tra difesa della memoria storica e nuove spinte revisioniste.
Buenos Aires 1976: il diplomatico che sfidò la dittatura per salvare vite umane
Quasi cinquant’anni dopo il golpe militare argentino del 1976, Enrico Calamai ripercorre la sua esperienza di giovane console a Buenos Aires, dove aiutò centinaia di perseguitati a fuggire dalla dittatura. Una vicenda di coraggio e disobbedienza civile raccontata oggi in un documentario. Calamai rifiuta l’etichetta di “eroe”, rivendicando invece il dovere di un funzionario fedele alla Costituzione italiana.
L’accordo di pace tra Repubblica democratica del Congo e Rwanda, celebrato a Washington dall’amministrazione Trump, si rivela fragile e largamente disatteso sul terreno. Mentre i combattimenti dell’M23 proseguono nel Kivu del Sud e del Nord, la società civile e le Chiese congolesi denunciano una pace imposta dall’esterno, funzionale agli interessi minerari più che alla sicurezza della popolazione.
Il presidente Paul Biya, 92 anni e da oltre quattro decenni al potere, si è dichiarato vincitore delle elezioni del 12 ottobre nonostante accuse diffuse di brogli, intimidazioni e violenze. L’opposizione contesta un processo elettorale opaco e segnato da arresti di massa, repressione e media oscurati. Il Camerun resta sospeso tra ingovernabilità, crisi anglofona, terrorismo jihadista e una società civile sempre più esasperata.
