Il sisma che il 24 giugno scorso ha devastato il Nord del Venezuela si è abbattuto su un Paese già segnato da povertà, emigrazione di massa e collasso dei servizi pubblici.
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L’Unione europea è oggi il secondo attore mondiale per spesa militare, ma resta divisa su strategie nazionali e visioni della Difesa.
Ai e controllo degli armamenti: un’urgenza globale
L’intreccio tra sviluppo dell’intelligenza artificiale e sistemi d’arma rende sempre più urgente la costruzione di un quadro globale di controllo degli armamenti.
Con il nuovo partito arabo-ebraico A Place For Us All, nato in vista delle elezioni israeliane, previste entro il 27 ottobre, e attraverso diverse iniziative di attivismo, si promuove una visione fondata su uguaglianza, fine dell’occupazione e convivenza tra israeliani e palestinesi. Il partito vuole portare nello spazio politico un’alternativa sostanziale ai modelli oggi dominanti nel Paese.
Tra l’illusione di redimere il mondo e il rischio della rassegnazione, la politica va riletta come pratica che cerca di porre limiti alla violenza. E intanto la speranza cristiana agisce nelle microstorie, partecipando alla fatica di Dio.
L’epidemia di Ebola che si sta diffondendo soprattutto nella Repubblica democratica del Congo rischia di diventare una delle più gravi mai registrate, anche grazie ai conflitti armati e ai tagli alla cooperazione internazionale che stanno ostacolando il contenimento del virus.
A venticinque anni dalla Risoluzione 1325 dell’Onu, i dati mostrano un mondo segnato da crescita di conflitti e violenze di genere, con le donne tra le principali vittime delle guerre contemporanee.
In Mali la giunta militare di Assimi Goïta è in crisi dopo l’offensiva di jihadisti e ribelli tuareg, che mette in luce anche il fallimento del sostegno russo degli Africa Corps. Il caos nel Sahel segna inoltre la fragilità delle alleanze regionali e il rischio di una crescente destabilizzazione dell’area.
Nuovi studi sul rapporto tra cambiamento climatico e violenza mostrano che gli effetti della crisi ambientale non producono soltanto conflitti e instabilità, ma possono anche favorire cooperazione e adattamento collettivo. La sfida, per le scienze sociali e della pace, è comprendere quali condizioni spingano le comunità verso lo scontro o verso forme condivise di resilienza.
Nel tempo dei “bulli planetari” il diritto internazionale appare sempre più fragile e subordinato alla legge del più forte. In questo vuoto di autorevolezza sovranazionale, il papa emerge paradossalmente come una delle poche figure capaci di esercitare un soft power in alternativa al rogo.
