Quando abbiamo conosciuto Goffredo Fofi, portava già con sé il suo inseparabile bastone, che agitava con fare giocosamente minaccioso. Ma ciò che ci “colpiva” di più era il suo modo di rimanere curioso, attento – con uno sguardo quasi “da fanciullo” – nonostante avesse attraversato decenni di storia, di cultura e di lotte.
A squola
Il pensiero nonviolento di Aldo Capitini, ancora oggi attualissimo, ha influenzato profondamente la pedagogia italiana del Dopoguerra, intrecciandosi con l’impegno civile e la costruzione di una democrazia educativa. La sua eredità vive nel legame tra etica, politica e formazione, ben oltre i confini accademici.
Maria Montessori, pioniera dell’educazione scientifica e rispettosa dell’infanzia, ha influenzato profondamente i pedagogisti di tutto il mondo con un metodo centrato sull’autonomia e la meraviglia del bambino.
Don Giovanni Bosco, fondatore dei Salesiani, ha dedicato la sua vita all’educazione dei giovani svantaggiati, offrendo formazione professionale e un ambiente positivo, che ha permesso a molti ragazzi di integrarsi attivamente nella società, apprendendo mestieri e valori solidali.
Janusz Korczak, pedagogista ebreo polacco, ha dedicato la sua vita alla difesa dei diritti dei bambini, sostenendo che gli adulti dovrebbero imparare da loro.Dopo aver diretto per anni un orfanotrofio a Varsavia, accompagnò i suoi ragazzi nel ghetto quando furono costretti a trasferirvisi, nonostante le suppliche degli amici di fuggire dal Paese. Nel 1942, fu deportato a Treblinka, dove morì insieme a molti dei suoi giovani allievi, rimanendo fedele, fino alla fine, alla sua visione educativa basata sul rispetto e sulla dignità dei bambini.
Pacifista e socialista di origine francese, Célestin Freinet, insegnò in provincia e sperimentò metodi di insegnamento alternativi, basati sul contatto diretto dei bambini con la natura, sull’ascolto e la comprensione dei loro bisogni, andando in netta contrapposizione con quelli repressivi della scuola tradizionale.
La nuova rubrica A squola, curata da Goffredo Fofi. Un titolo volutamente provocatorio per riscoprire – oltre i banchi di scuola – figure e percorsi educativi dimenticati o poco valorizzati al giorno d’oggi, esplorando vecchi e nuovi modi di formare i giovani che saranno gli adulti di domani.Questo primo appuntamento è dedicato a Mario Lodi, insegnante, pedagogista e scrittore italiano, che ha saputo rinnovare l’educazione attraverso metodologie ispirate a Célestin Freinet e al Movimento di cooperazione educativa. Un viaggio nella sua esperienza per riflettere su come l’apprendimento possa tornare a essere autentico, partecipato e creativo.
