A venticinque anni dalla Risoluzione 1325 dell’Onu, i dati mostrano un mondo segnato da crescita di conflitti e violenze di genere, con le donne tra le principali vittime delle guerre contemporanee.
Data Journalism
Secondo i dati Istat, a febbraio 2026 l’occupazione cala al 62,4% mentre aumenta la disoccupazione al 5,3% e resta stabile l’inattività al 33,9%. Giovani ai margini, precarietà diffusa e natalità ai minimi (1,14 figli per donna) aggravano gli squilibri su lavoro e sostenibilità del sistema pensionistico.
Il Rapporto Human Rights Watch 2026 denuncia una crisi globale dei diritti umani.
Il 24 marzo 1976 il golpe in Argentina inaugura quello che viene definito Processo di riorganizzazione nazionale, cioè una dittatura civile-militare che governò il Paese fino al 10 dicembre 1983. Attraverso la forma di uno Stato burocratico-autoritario si conforma un dispositivo repressivo sistematico contraddistinto da sequestri, detenzioni clandestine, torture e sparizioni forzate.
Parità di genere: il mondo avanza al rallentatore e se l’Italia cresce in certi ambiti, resta sotto la media Ue. Senza politiche sul lavoro, cura e prevenzione della violenza, il gender gap è destinato a rimanere un fenomeno strutturale.
Un recente sondaggio dell’Israel Democracy Institute rivela che il 27% delle persone con cittadinanza israeliana sta considerando l’emigrazione, soprattutto giovani, laici e profili ad alta mobilità. Più che una rottura identitaria, emerge un’incrinatura del rapporto di fiducia tra cittadini e Stato.
In Italia la libertà religiosa, pur garantita dalla Costituzione, è ostacolata da vincoli burocratici che colpiscono le minoranze. L’iniziativa I luoghi di culto non si chiudono di Confronti ne sottolinea l’urgenza di tutela concreta.
L’offensiva di Hamas del 7 ottobre 2023 e la successiva guerra a Gaza hanno prodotto un’ondata globale di intolleranza (antisemita ma anche islamofobica) senza precedenti nell’ultimo decennio.
Nel Dossier Statistico Immigrazione 2025 del Centro Studi e Ricerche Idos, realizzato in collaborazione con il Centro Studi e rivista Confronti e l’Istituto di Studi Politici“ S. Pio V”, emerge il ritratto di un’Italia sempre più pluralista con cristiani sempre in maggioranza seppur in calo, musulmani e induisti in crescita, e una quota crescente di immigrati che non si riconoscono in alcuna religione.
Secondo il Rapporto Oms-Onu del 2021 Violence Against Women Prevalence Estimates, 2018, aggiornato con i dati di Un Women e dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (Unodc) del 2024, il 26% delle donne di età compresa tra i 15 e i 49 anni nel mondo ha subìto almeno una volta violenza fisica o sessuale da parte del partner.
