Il presidente Paul Biya, 92 anni e da oltre quattro decenni al potere, si è dichiarato vincitore delle elezioni del 12 ottobre nonostante accuse diffuse di brogli, intimidazioni e violenze. L’opposizione contesta un processo elettorale opaco e segnato da arresti di massa, repressione e media oscurati. Il Camerun resta sospeso tra ingovernabilità, crisi anglofona, terrorismo jihadista e una società civile sempre più esasperata.
Ultimissime
Voci dal Sudan – Darfur e Kordofan: tra assedi, sfollati e il consolidamento delle Rapid Support Forces
Confronti con Voci dal Sudan inaugura una collaborazione con il Central Darfur Health Media (Cdhm), una redazione composta da giornalisti e attivisti, per raccontare in profondità la nuova fase del conflitto in Darfur e Kordofan. La serie offre aggiornamenti diretti dal territorio, analisi sullo sfollamento, sulla crisi umanitaria e sull’evoluzione militare, documentando le conseguenze della guerra sulla popolazione civile. Un progetto pensato per fare giornalismo coniugando testimonianze locali e raccolte di dati.
Siria un anno dopo. Liberazione, attese e speranze
Dopo la caduta della dinastia al-Assad, la Siria affronta una complessa
fase di transizione politica e sociale. Il Paese rimane frammentato,
con milizie locali e minoranze che lottano per autonomia e sicurezza.
E il bisogno di giustizia e verità è più urgente che mai.
Clima ingiusto: come il welfare può ridurre disuguaglianze e rischi ambientali
La crisi climatica non colpisce tutti allo stesso modo: vulnerabili e poveri ne subiscono gli effetti più gravi. In Clima ingiusto. Il welfare per un patto eco-sociale (Donzelli, 2025), Cogliati-Dezza e Carrosio propongono un welfare energetico-climatico per combinare giustizia sociale e ambientale. Politiche strutturali, multilivello e locali possono trasformare la transizione ecologica in opportunità per tutte e tutti.
A trent’anni dagli Accordi di Dayton, la Bosnia-Erzegovina vive ancora dentro una struttura istituzionale che fa fatica a garantire una pace stabile. Le divisioni etniche, rese sistema dal Trattato, hanno prodotto stagnazione politica e un’ascesa dei nazionalismi. Intanto, la fuga di giovani e professionisti svuota un Paese intrappolato in una “provvisorietà permanente”.
L’uomo e gli altri viventi. Anna Maria Ortese contro lo “sciovinismo umanocentrico”
Estendere lo sguardo e la sensibilità, venerare la Terra e tutti i suoi abitanti, anziché spadroneggiare. È questo il monito di Anna Maria Ortese: uno “strampalato francescanesimo”, una “ecologia affettiva” sensibile alla sofferenza di ogni vivente, con cui la scrittrice ci invita a interrogarci sulla presunta supremazia di Homo sapiens e sulla possibilità di riscattare una postura etica che ci faccia sentire parte della physis, insieme e accanto agli altri viventi.
Yemen in frantumi. Cronaca di una guerra dimenticata
A più di dieci anni dall’inizio del conflitto, lo Yemen resta intrappolato in una guerra sanguinosa del tutto silenziata dai media mondiali. Mentre le potenze regionali e internazionali si contendono il controllo del Paese, la popolazione affonda nella fame, nelle malattie e nella disperazione. E nel silenzio del mondo, una pace reale appare sempre più lontana.
Mamdani e la tentazione del “partito islamico”
A ruggire, questa volta, è stato il popolo e non il tycoon. L’elezione a sindaco di New York di un immigrato della buona borghesia cosmopolita, socialista e di fede islamica, ha scosso il sistema politico americano e ha dimostrato la vitalità di un’altra America, probabilmente minoritaria, ma decisamente diversa da quella che si identifica nel Maga – Make America Great Again – e nel suo celebrato leader.
Settant’anni dopo il gesto di Rosa Parks, gli Stati Uniti appaiono più divisi e fragili, travolti da un’ondata di odio politico, suprematismi risorgenti e derive autoritarie. L’America che seppe mobilitarsi per i diritti civili oggi sembra smarrita tra trumpismo, cinismo e violenza sociale. A mancare non sono solo nuovi leader, ma la capacità collettiva di riconoscerle e sostenerli.
Sudan. Dopo la presa di El Fasher, il Paese precipita in una crisi senza precedenti
Dopo che, lo scorso 26 ottobre, le Rapid Support Forces hanno conquistato El Fasher dopo un assedio di 18 mesi e scatenando massacri e sfollamenti di massa, il Sudan è precipitato in una crisi senza precedenti. Il conflitto si estende ora al Kordofan, mentre il Paese è di fatto diviso in quattro aree di influenza militare. La popolazione civile, stremata e affamata, sopravvive a fatica anche grazie al lavoro di gruppi di auto-aiuto come il Central Darfur Health Media.
