
Ai e controllo degli armamenti: un’urgenza globale
L’intreccio tra sviluppo dell’intelligenza artificiale e sistemi d’arma rende sempre più urgente la costruzione di un quadro globale di controllo degli armamenti.

Clima e conflitti: un rapporto complesso
Nuovi studi sul rapporto tra cambiamento climatico e violenza mostrano che gli effetti della crisi ambientale non producono soltanto conflitti e instabilità, ma possono anche favorire cooperazione e adattamento collettivo. La sfida, per le scienze sociali e della pace, è comprendere quali condizioni spingano le comunità verso lo scontro o verso forme condivise di resilienza.

Se non ora quando?
Le guerre prolungate in Ucraina e Medio Oriente consumano grandi quantità di armamenti e riducono l’offerta globale, creando paradossalmente le condizioni per rilanciare politiche di controllo degli armamenti. In questo frangente, l’Unione europea dovrebbe cogliere questa fase per promuovere una strategia cooperativa di limitazione del riarmo.

Pensare la pace in maniera strutturale
Le politiche interne autoritarie e la proiezione esterna aggressiva degli Stati sono strettamente connesse e perciò vanno analizzate insieme. La costruzione della pace passa necessariamente da democrazia e rispetto dei diritti umani all’interno dei Paesi.

Contro l’imprecisione un elogio delle regole
Il funzionamento del potere autoritario non passa solo attraverso ordini espliciti e burocrazie efficienti. Nel caso del Nazismo, ambiguità, competizione interna e discrezionalità furono strumenti deliberati per produrre radicalizzazione e violenza. Una dinamica che pare riemergere anche in contesti contemporanei.

L’illusione della forza
La strategia americana fondata sulla minaccia dell’uso della forza, rilanciata da Donald Trump, non rafforza il potere degli Stati Uniti ma accelera un riarmo globale che ne riduce il vantaggio relativo. L’aumento dei costi militari e l’erosione delle regole internazionali rendono questa visione difficilmente sostenibile nel lungo periodo.
Raul Caruso
Economista, Università Cattolica del Sacro Cuore (Milano). Direttore del Center for Peace Science Integration and Cooperation (CESPIC) di Tirana
