A oltre trent’anni dalla strage di Gornji Vakuf, la vicenda dei volontari italiani uccisi mentre portavano aiuti in Bosnia continua a interrogare il presente. L’eredità di Guido Puletti vive nell’impegno del Gus ma anche nelle riflessioni di operatori umanitari e giornalisti che oggi lavorano in contesti sempre più ostili, dove curare, testimoniare e raccontare possono trasformarsi in attività ad alto rischio.
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