A trent’anni dagli Accordi di Dayton, la Bosnia-Erzegovina vive ancora dentro una struttura istituzionale che fa fatica a garantire una pace stabile. Le divisioni etniche, rese sistema dal Trattato, hanno prodotto stagnazione politica e un’ascesa dei nazionalismi. Intanto, la fuga di giovani e professionisti svuota un Paese intrappolato in una “provvisorietà permanente”.
Bosnia
Srebrenica, trent’anni dopo: il silenzio ufficiale serbo e la lotta per la memoria
A trent’anni da Srebrenica, il presidente serbo Aleksandar Vučić ricorda l’evento in un tweet in inglese, con parole generiche e senza menzionare esplicitamente il genocidio. In Serbia, le istituzioni hanno mantenuto un profilo basso, lasciando che siano attivisti e artisti a farsi carico della memoria. Il tema resta ancora un tabù, tra silenzi ufficiali e una società divisa.
di Michele Lipori. Redazione Confronti In un report rilasciato lo scorso dicembre, l’Unhcr rileva che, all’inizio del 2020, il numero di migranti…
di Chiara Cardoletti. Rappresentante Unhcr per l’Italia, la Santa Sede e San Marino. Intervista a cura di Luca Attanasio (Giornalista) Sul confine…
di Luigi Sandri (inviato di Confronti a Sarajevo)
Francesco il 6 giugno ha visitato Sarajevo, invitando le tre etnie (bosgnacchi, serbi e croati) e i seguaci delle tre fedi principali (musulmani, ortodossi e cattolici) a superare il trauma della guerra civile di vent’anni fa e a vivere in pace. Incombono però ferite ancora aperte, problemi irrisolti e sfide difficili.
«Mir nama», in serbo-croato «Pace a noi». Con questo titolone in prima pagina, domenica 7 giugno, il quotidiano di Sarajevo Oslobodenje («Liberazione») riassumeva il senso della visita, il giorno precedente, del papa alla capitale bosniaca. Titolo che traduce bene le parole e i gesti con i quali Francesco ha costellato il suo pellegrinaggio, all’insegna del motto «Mir vama» («Pace a voi»). Da qui il gioco di parole del giornale, come per dire: il pontefice ha fatto la sua parte, adesso sta a noi accogliere davvero il suo pressante invito alla riconciliazione.
Srebrenica, 19 anni dopo – pensieri per l’anniversario. Iniziativa promossa da Infinito Edizioni
Confronti ha aderito all’iniziativa “Srebrenica, 19 anni dopo – pensieri per l’anniversario”, promossa da Infinito Edizioni in occasione del 19esimo anniversario del genocidio di Srebrenica, con un suo pensiero (che riportiamo all’interno dell’articolo). Troverete gli altri 18 bellissimi contributi alla sezione “news” del sito di Infinito Edizioni (www.infinitoedizioni.it).
L’11 luglio 1995 è la data in cui, 19 anni fa, comincia il genocidio di Srebrenica. Alla fine di cinque giorni di torture e uccisioni, oltre 10.000 maschi bosniaci musulmani dai 12 ai 76 anni saranno spietatamente uccisi dai soldati serbo-bosniaci e dai paramilitari serbi, per poi venire barbaramente inumati in fosse comuni.
Abbiamo chiesto a giornalisti, scrittori, amici un pensiero per ricordare Srebrenica, quei giorni. In alcuni casi, abbiamo semplicemente tratto un pensiero da testi pubblicati nei libri editi dalla Infinito edizioni, in particolare “Srebrenica. I giorni della vergogna”. Dal 27 giugno fino a dopo l’11 luglio, pubblicheremo questi pensieri (segue all’interno).
FOTO: Tuzla- Associazione Donne di Srebrenica (Zene Srebrenice).
