Nel 2025 il numero record di suicidi tra le donne detenute riporta l’attenzione su un sistema carcerario pensato “a misura d’uomo”, che ignora fragilità, violenze pregresse e bisogni specifici di genere. La detenzione femminile resta invisibile, marginale nel dibattito pubblico e povera di servizi essenziali. Il carcere, così, amplifica solitudine e sofferenza fino a diventare un fattore di rischio estremo.
carcere
In Venezuela aumentano le detenzioni arbitrarie di cittadini stranieri usati come strumenti di pressione politica dal regime di Nicolás Maduro. Organizzazioni umanitarie denunciano condizioni disumane nelle carceri e la violazione sistematica dei diritti umani mentre il governo italiano e l’Unione europea chiedono il rilascio immediato dei detenuti.
Negli ultimi decenni tanti sono stati i cambiamenti legislativi e sociali dopo l’epocale rivoluzione ideologica di Franco Basaglia, che ha sancito l’inizio di un nuovo corso per la psichiatria italiana. Tuttavia, tutelare la salute mentale anche nelle carceri è un obiettivo che la nostra società deve ancora pienamente raggiungere.
Prodotto da Radio Play, il podcast in 14 puntate Io ero il milanese, scritto e ideato da Mauro Pescio, racconta la vita di Lorenzo Sciacca che entra in carcere per la prima volta quando ha solo 10 giorni. Per oltre 30 anni vive da rapinatore e il corso della sua vita sembra segnato, ma l’incontro con la rivista Ristretti Orizzonti, rivista di storie dal carcere, ne cambia per sempre la direzione.
A un giorno dalla sentenza di condanna a tre anni, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha concesso la grazia a Patrick Zaki e anche a Mohamed al-Baqer, l’avvocato dell’attivista informatico Alaa Abdel Fattah. Molte le ombre sull’intera faccenda, come anche il timore che la grazia a Zaki sia un modo per chiudere definitivamente le richieste di verità sull’omicidio Regeni.
Il 19 luglio Patrick Zaki, ricercatore dell’università di Bologna e presso l’Egyptian Initiative for Personal Rights accusato di diffusione di notizie false, è stato condannato a tre anni di carcere senza possibilità di appello.
A quarant’anni dalla morte di Ernesto Guevara assistiamo all’impallidimento del suo mito. Proprio il “Che” che fu il vessillo di tutte quelle persone (soprattutto giovani) che avrebbero potuto avere una vita facile e scelsero di
combattere per liberare i loro Paesi dai malefici influssi e interessi del capitalismo occidentale ma anche del dispotismo orientale.
Perché la scrittura in carcere? Il Collettivo Informacarcere, nato all’interno del Centro Sociale Evangelico di Firenze, da sempre rivolto alla comunità carceraria, ha provato a rispondere a questo interrogativo durante il convegno Scrittrici e scrittori dal carcere che si è tenuto lo scorso 8 ottobre presso la BiblioteCaNova di Firenze.
Nel suo ultimo libro Pestaggio di Stato, edito da Laterza, il giornalista Nello Trocchia ripercorre i fatti del 6 aprile del 2020 nel carcere Francesco Uccella di Santa Maria Capua Vetere.
Tra le preoccupazioni conseguenti allo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina, una delle maggiori era quella del rischio “contagio”, soprattutto nei Balcani e – per la storica vicinanza con la Russia – in Paesi come la Serbia, candidata all’adesione all’Unione europea.
